Dolcegiro del mondo delle feste

Non solo panettone e pandoro. E’ vero questi sono i due dolci delle feste preferiti e gli unici protetti da un disciplinare, ma in ogni zona d’Italia per Natale e dintorni si mangia anche altro…

buche-de-noel-christmas-dessert-france-jpg_header-63458Panettone, panetun come dicono i milanesi e pandoro hanno storie leggendarie, ma non solo.
Partiamo da raccontarvi queste due e poi gireremo l’Italia e il monso alla scoperta dei dolci delle feste.
Il Panettone ha una storia leggendaria che vuole due versioni entrambe risalenti al XVI secolo. La prima è quella del falconiere innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio che si fece assumere dal padre di lei come garzone e, per far colpo sulla bella, provò a inventare un dolce con la migliore farina del mulino, uova, burro, miele, canditi e uvetta sultanina. Una volta sfornato fu un successo enorme, tutti vollero assaggiare il nuovo pane.
La seconda leggenda ha come protagonista lo sguattero Toni che per togliere dai guai il capo cuoco che bruciò il dolce del sontuoso pranzo di Natale commissionato da Ludovico il Moro, riuscì con quanto rimase in dispensa a cucinare questo straordinario dolce che conquistò tutti i commensali del duca che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza e il cuoco rivelò il segreto: “L’è ‘l pan del Toni” da cui poi panettone.
58602Piu giovane l’origine e la leggenda del pandoro il cui nome in lingua veneta “pan de oro” proviene dalla ricetta del Nadalin, il suo antenato. La sua storia pare risalga addirittura all’antica Roma, ma la nascita della ricetta moderna risale al 1894 quando Domenico Melegatti, fondatore dell’omonima industria dolciaria, depositò all’ufficio brevetti un dolce morbido e dal caratteristico corpo a forma di stella a otto punte, opera dell’artista Angelo Dall’Oca Bianca, pittore impressionista.

Dire panettone e pandoro vuol dire Natale. Ma non sono solo loro, come accennato, i protagonisti delle tavole e infiniti i dolci preparati dagli italiani in questi giorni.
Seguiteci in questo tour nazionale e internazionale…

Tronchetto di Natale, Piemonte
Uovo, burro, mascarpone, crema di marroni, brandy e cioccolato. Leggenda vuole che si ispirasse al tronco di legno che riscaldava il natale dei piemontesi nelle fredde notti d’inverno secoli fa. Sicuramente oggi scalda molto solo con il suo potente carico calorico….

Zelten, Trentino Aldo Adige
E’ una grossa pagnotta fruttata e speziata le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Il nome deriva dal tedesco “a volte” e infatti è un dolce che si mangia solo a Natale.

Bisciola, Lombardia

Non solo panettone per i lumbard. In Valtellina preferiscono la Bisciola variante con noci, fichi secchi e uvetta di cui detengono gelosamente la ricetta originale. Obbligatoria la farina di segale da mescolare alla bianca

Gubana, Friuli Venezia Giulia

Tipico dolce a rotolo di forma simile a una grande chiocciola ripieno di frutta secca, uva passa e amaretti bagnati nella grappa.
Sull’origine del nome il contenzioso è ampio: qualcuno lo vuole di origine slovena dove “guba” significa piega vista la forma del dolce, secondo la seconda versione invece il nome deriva dal termine friulano “guban” che vuol dire porcino e in effetti il dolce gli assomiglia per forma e colore.

Pandolce, Liguria
E’ una grande focaccia lievitata ripiena di canditi, uva sultanina, zucca candita, pistacchi e pinoli. Per i Liguri è il vero panettone, del resto loro alla focaccia non sanno rinunciare…

Panspeziale o Certosino, Emilia Romagna
E’ un dolce a cui i bolognesi tengono così tanto da averne registrato la ricetta in Camera di Commercio. L’opulenza emiliano è tutta nei suoi ingredienti: cioccolato, miele, burro, mostarda bolognese, frutta candita e pinoli.

Panforte, Toscana
E’ uno degli orgogli di Siena insieme al Palio, la sua fama supera ormai i confini nazionali ed è ricoperto di mandorle e farcito con arance e cedri canditi.

Ricciarelli, Toscana
L’altro capolavoro della cucina senese sono i meravigliosi biscottini a base di mandorla arricchiti da cannella e vaniglia

Bostrengo, Marche
Ma anche fristingo, frustingo, frostengo, pistingo. Insomma un dolce con tanti nomi che ha in comune l’origine marchigiana e di piatto povero natalizio. La ricetta si basa sul pane raffermo ed ha in comune, con delle variazioni da zona a zona, le noci, le mandorle, i fichi secchi, il pane raffermo, la frutta candita, l’uva sultanina e il mosto cotto.

Panpepato, Umbria
E’ forse il dolce natalizio italico più creativo e complesso nel sapore. E’ dolce e allo stesso tempo amaro anche con note piccanti!
Il suo segreto? Frutta secca, cioccolato e pepe nero.

Pangiallo, Lazio
Anche questo è un antichissimo pane dolce delle feste il cui nome prende dal colore della sua glassa colorata dallo zafferano. Il contenuto, oro giallo a parte, è quello tipico di quasi tutti i dolci del Natale.

Parrozzo, Umbria/Lazio
Decantato da Gabriele d’Annunzio che per lui compose “la canzone del Parrozzo” è la creazione di un pasticcere abruzzese che si è ispirato alla tradizione del pane dolce.
La differenza? La fecola di patate nell’impasto e il cioccolato fondente per la copertura.

Cartellate, Puglia
Anice, mosto cotto e cannella stordiscono i sensi nelle strade pugliesi per Natale. Sono loro i protagonisti di questa sfoglia sottile che prende nome e forma dalle fasce di Gesù Bambino.

Pasticciotto, Puglia
In Puglia c’è chi alle cartellate preferisce questi dolcetti di pasta frolla ripieni di crema pasticcera e cotti al forno. Semplici e raffinati al tempo stesso, quasi un contrasto con l’opulenza delle cartellate.

Struffoli, Campania
Meravigliose palline di pasta ripiena fritta legate con il miele. Nella ricetta napoletana domina la frutta candita.

Zeppole, Campania
Uno dei primi street food della storia si trovavano in vendita nei vicoli dal 1700. Sono piccole ciambelle profumatissime e arricchite di miele e “diavulilli”, piccoli confetti colorati.

Fichi chini, Calabria
774_0Orgoglio della gastronomia calabrese i fichi sono inevitabili protagonisti anche delle feste. Questa ricetta prevede che quelli secchi vengano riempiti con mandorle, noci, cioccolato, canditi e sovrappositi a quattro a quattro fino a formare una croce, simbolo religioso del Natale. Vietati per chi non ama i sapori molto dolci

Cubaita, Sicilia
E’ un grande croccante di origine mediorientale che molti siciliani, specialmente i ragusani, preferiscono al torrone. Fra gli ingredienti principali miele, sesamo, mandorle e arance

Buccellati, Sicilia
Ciambelle o nella versione più piccola “cucciddatini” sono dolcetti dagli ingredienti infiniti… Fra gli aromi: limone, arancia, cannella, vaniglia, fichi secchi, mandorle, noci, nocciole e pistacchi

Sebadas, Sardegna
Dolce originario della pastorizia sarda e oggi decantato dai gourmet per il raffinatissimo impiego del raro miele di corbezzolo che viene usato come glassa a ricoprire un grosso raviolo dolce ripieno di pecorino.

Andando oltre l’Italia ogni latitudine ha le sue tradizioni, le sue materie prime e i suoi dolci.
Ma siccome tutti, in ogni angolo del mondo chiudono la cena di Natale con qualcosa di dolce ecco alcuni dolci delle feste dal mondo

Stollen, Germania

E’ un pane dolce dalla consistenza molto densa che ricorda il Soda Bread irlandese ed è solitamente farcito con uvette affogate nel brandy, ribes e ciliegie cucinate dentro l’impasto ed è guarnito con zucchero a velo.

Pan de Pascua, Cile

Anche se il suo nome letteralmente significa “Pane di Pasqua”, il Pan de Pascua è un dolce cileno che si mangia a Natale! È composto da un pan di Spagna al miele e allo zenzero, ed è farcito con nocciole e frutta candita; il suo sapore ricorda quello dello Stollen.

Melomakarona, Grecia

Sono biscotti guarniti con le noci. I Melomakarona sono composti da spezie come la noce moscata, il chiodo di garofano e la cannella, ma hanno un cuore morbido e dolce fatto di miele e scorza d’arancia.

Saffransbullar, Svezia

Trattasi di una pagnotta gialla dalla particolare forma a “S”. Lo Saffransbullar è il tipico dolce natalizio svedese a base di zafferano. Viene servito non solo a Natale, ma anche durante le festività della domenica dell’Avvento e a Santa Lucia (il 13 dicembre).

Buñuelos, Messico

In Messico, ma anche nel resto dell’America Latina, le famiglie a Natale mangiano i Buñuelos. Si tratta di dolcetti fritti e croccanti, simili alle tortillas, e si possono trovare sia piatti e rotondi che più elaborati e floreali. Sono sempre ricoperti di zucchero e cannella.

Piernik, Polonia
Piernik significa “pan di zenzero” e questo dolce in realtà assomiglia molto a un pane dolce, più che a una torta. Il suo segreto è nella farcitura con marmellata di prugne fermentata che donano il suo sapore inconfondibile.

Bûche de Noël, Francia
Il Bûche de Noël, detto anche Yule Log (in italiano “Tronchetto di Natale) è in tutte le vetrine di Parigi e dintorni. Si tratta di un rotolo di pan di spagna farcito con crema al cioccolato e glassato in modo da sembrare un tronco d’albero.

Beigli, Ungheria
Il Beigli è un rotolo dolce solitamente riempito con noci e semi di papavero, alcune volte viene accompagnato con marmellata di albicocche.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*