4 novembre 1966: l’Arno inghiotte Firenze. Ma tanto è stato fatto.

4 novembre 1966: l’Arno inghiotte Firenze. Sono passati oltre 50 anni ma ai fiorentini quello “sgarbo” del loro fiume è rimasto  come una ferita rimarginata ma evidente. Una cicatrice che ricorda. “Pioveva come ora“, racconta chi ha vissuto quei drammatici momenti. Pareva che non smettesse più.

Le colpe, se ci sono state, sono state sepolte con i morti, con i colori perduti dei dipinti, con le statue sfregiate. Firenze non può dimenticare e ancora in qualche palazzo, in qualche cantina del centro si sente “quell’odore di “Alluvione”. Acre, umido. Quello della melma mista alla nafta che aveva lordato la città.
E oggi, ancora, e anche chi non l’ha vissuta, guarda con apprensione il livello che si alza in caso di pioggia a monte.

Domani si terrà un Consiglio Comunale Straordinario e in città una mostra multimediale ripercorrerà l’evento. Una mostra  “Arno. Sicuro. Pulito. Da vivere” che mostrerà che l’Arno oggi non deve far paura. Aprirà i battenti lunedì 4 novembre alle 12.30 nello spazio espositivo intitolato Carlo Azeglio Ciampi (via de’ Pucci, 16 – Firenze).

Tutte le opere realizzate e quelle in corso per la messa in sicurezza del territorio, le tante attività che si svolgono sulle rive del fiume e il rapporto tra l’Arno e i cittadini, saranno raccontati attraverso un percorso multimediale “non banale e certamente suggestivo” commenta il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. L’esposizione offre infatti il “senso e la misura di quello che rappresenta il reticolato dei nostri fiumi” ricorda citando anche il Serchio e l’Ombrone. “Da un punto di vista mediatico – continua -, è indubbio che l’alluvione del ’66 colpì più Firenze che la Toscana ma non dobbiamo dimenticare i morti e la devastazione in tutto il nostro territorio”. “Nel giorno dell’anniversario ricordiamo e celebriamo quanto è stato fatto, moltissimo, e quanto ancora dobbiamo inserire nella nostra agenda da un punto di vista di interventi a contrasto del dissesto idrogeologico”.” Le opere a difesa del territorio sono fondamentali, l’uso corretto dei nostri percorsi fluviali sono raccontati in questa esposizione ricca di significati” conclude.

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*