Promozione turistica con sentieri (non) segnalati

Non c’è bisogno di andare tanto lontano dalla città per percorrere meravigliosi sentieri fra natura e storia senza muoversi troppo dalla città.

20161113_101833Basta ad esempio, rimanere a Firenze e salire appena in collina, a Settignano, borgo famoso per essere stato casa e bottega degli scalpellini che hanno costruito Firenze.

Qui avevano bottega Benedetto da Maiano, Desiderio da Settignano che qui produssero meravigliose opere d’arte e qui anche il genio di Michelangelo trascorse la sua giovinezza.

Siamo fra Firenze e Fiesole, le famose cave di pietra serena esistono ancora, fra Monte Ceceri e Settignano e così in una fredda domenica ho deciso di accompagnare alcune amiche a scoprire la “Via degli Scalpellini” inserita nell’Anpil del Mensola (Area Naturale Protetta di Interesse Locale) che – come si legge dalla promozione – è ricco di itinerari trekking fra arte e natura.

20161113_101632E’ così che seguendo la promozione dell’Anpil, salendo da Ponte a Mensola a Corbignano arriviamo all’Oratorio della Vannella, dove si dice sia un affresco del Botticelli. Luogo sacro frequentato dagli scalpellini nel loro andare da Settignano alle cave di Maiano e Fiesole e dove si dice inizi la “via degli scalpellini” con indicazioni.

La via c’è. Ma trovarla è una caccia al tesoro.
Il decantato cartello indicatore in realtà c’è, basta guardare per terra. Abbandonato al suo destino in terra è un cartello in legno. Spezzato.
Il pannello descrittivo sbiadito dal sole è totalmente rovinato anche dall’umidità di lunghe piogge e lungo abbandono. Illeggibile.
Anzi, l’unica cosa che si legge bene che è stato creato così come il percorso e la segnaletica con fondi europei.

Proviamo a percorrerlo facendosi largo fra erba alta e abbandono evidente. Peccato.

La targa che ricorda che quella strada è stata percorsa anche dal giovane Michelangelo è lì, appena sotto l’ingresso dall’altro lato della collina, di fianco a Villa Morghen, appena sotto la piazza di Settignano.

Ma è introvabile anche questo ingresso della “via degli Scalpellini”.
Nessuna indicazione né dalla piazza di Settignano né dalla strada che sale da Coverciano.

E allora a cosa è servito spendere e promuovere un percorso se poi viene abbandonato al suo destino?
Perché buttare via soldi europei per fare un cartello di legno marcio e una viottola mai manutentata?
Ennesima meraviglia di come buttare il patrimonio storico e culturale di Firenze.

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Nadia.jpg[/author_image] [author_info]Nadia Fondelli[/author_info] [/author]

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