AAA cercasi Democrazia con la D maiuscola.

Si può dire tutto ma che la giunta del comune di Londa, capitanata dal sindaco Aleandro Murras, non sia composta da brave persone proprio non si può. E stupisce vedere come, anche in un piccolo comune come questo, maggioranza e opposizione, invece di “fare il meglio per il proprio paese” si rincorrono su una questione ormai annosa come la pulizia del lago di Londa.
La vicenda era partita quando, per la necessaria pulitura del lago che sovrasta il  paese della montagna fiorentina, il comune, seguendo le linee guide dell’Arpat, aveva fatto svuotare l’invaso. Un lavoro che andava fatto per evitare problemi di contenimento del lago stesso, un operazione che ogni tanto va fatta.
Nonostante gli accorgimenti in quell’operazione di pulizia si verificò uno sversamento di fanghi e sabbie inevitabile una volta aperto lo scarico.

Si creò, così, un problema momentaneo che riguardò le acque a valle dello sbarramento e la solerte magistratura fiorentina fece partire un avviso di garanzia per il sindaco Aleandro Murras e i due tecnici che avevano effettuato l’operazione. Come sempre accade, tutto rientrò, e la stampa alla ricerca di titoloni da catastrofe, definì il il lago di LOnda come “Il lago dei veleni”.

Nel 2015  il Tribunale del Riesame dissequestrò il lago perché non c’era alcuna prova che fossero stati riversati a valle sedimenti in cui fosse stata superata la soglia limite di idrocarburi (questa la preoccupazione).
Cosa era accaduto? Nella solita confusione di indicazioni che affliggono il nostro paese, mentre i giudici del riesame dichiaravano che lo scarico del fondo era stato eseguito come previsto dalle linee guida del 2009 di ARPAT e che l’annotazione di Polizia Giudiziaria (del 18 dicembre 2014) prendeva in esame un documento del 1988 della Usl 11 superato dalle linee guida Arpat del 2009, l ‘iter andava avanti.

londa il lago
Nonostante tutto questo e nonostante che il fatto fosse stato transitorio e nessun danno fosse stato arrecato, lo scorso 28 maggio 2017  il sindaco è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Firenze per aver provocato (ripulendo il lago che DOVEVA ripulire), un danno ambientale temporaneo. Con lui condannati anche i due tecnici dell’Unione dei Comuni per una pena di 7 mesi mutata in libertà vigilata.

 

Ora l’opposizione chiede le dimissioni del sindaco.

La cosa “divertente” della vicenda è che così facendo l’opposizione avvalora i titoloni di allora riportando alla ribalta “il lago dei veleni” nella versione più negativa.

Personalmente non amo la politica e i politici ma guardo alle persone e non mi interesso di sinistra, destra o liste civiche affiliate ma che un piccolo comune come Londa, porta della montagna fiorentina, voglia remare contro se stesso solo per far politica, mi fa sorridere.
“Comportamento inaccettabile” si legge in una nota dell’opposizione che dichiara anche  di dare avvio ad “un’aspra battaglia politica”.
Una bella immagine che viene data del lago, della meravigliosa montagna che lo accoglie, dei prodotti che crescono in queste valli. Un aiuto allo sviluppo delle tante piccole aziende che producono, un aiuto a chi fa accoglienza.
Lavorare per il bene comune, comprendere e dare il meglio di sé anche se si è all’opposizione questo dovrebbe essere il vero senso della democrazia non scannarsi e darsi battaglia.

Ripeto mai stata a sinistra, probabilmente a destra (un tempo lontano) e oggi proprio da nessuna parte perché sono  alla ricerca della Democrazia con la D maiuscola, quella oggi introvabile dei cuori e delle menti.

 

R.C.

2 Commenti

  1. Apprezzo moltissimo l’aver fatta un’analisi senza pregiudiziali riuscendo a rimanere in perfetto equilibrio su dati oggettivi, grazie.

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