Addio al Franchi! Ma è davvero una sfortuna per Campo di Marte?

Per chi come me è nata e cresciuta all’ombra dello stadio (nata in quella che allora era Villa Ada in via Marconi e vissuta in via Pietro Carnesecchi) lo spostamento dello stadio dove giocherà la Fiorentina fa un po’ male. Però ci voglio riflettere.

Ieri nei dieci punti che il Sindaco Dario Nardella ha dettato a noi giornalisti all’ora del tè c’era l’addio definitivo del Franchi al calcio.   Per accontentare Rocco Commisso che richiede che tutto sia fatto “fast, fast, fast”  in fretta e furia il Comune ha deciso per lo stadio alla Mercafir.

L’idea di vedersi portare via l’operazione da Campi Bisenzio e gli “ultimatum” dell’ultimo amato patron viola, hanno fatto prendere a Palazzo Vecchio una decisione in tempi mai visti. Così mentre la Casa Viola sorgerà in quel di Bagno a Ripoli, Firenze si è affrettata per non perdere la “partita” dello stadio. “Uno stadio di proprietà – ha detto Nardella – come tutti i grandi club.”

I dieci punti enunciati da Dario Nardella per il nuovo per il nuovo  piano stadio li trovate in fondo a questo articolo, “sbobinati” parola per parola dalla conferenza stampa. Ma a noi preme parlare dell’Artemio Franchi, lo stadio di Firenze. Sì anche perché della riqualificazione del Franchi e della sua nuova destinazione si è parlato poco o niente. Verrà utilizzato per il rugby, per l’atletica (ma la pista è stata tolta ormai tanto tempo fa.) o per altro…insomma tutto da vedere.  A nostro avviso il rischio è l’abbandono. Perché tutti sappiamo che le parole son sempre belle ma sappiamo bene tutti che passare ai fatti non è facile. E le amministrazioni di tante parole e pochi fatti son fatte!

Franchi: rischio abbandono ma vince il business

Un appello era stato lanciato da tifosi e imprenditori fiorentini che desideravano che la scelta fosse per la riqualificazione del Franchi per continuare a far giocare la Fiorentina nella sua “sede naturale”.  Ma niente è valso. Anche perché, nell’epoca del business a tutti i costi, un nuovo stadio costa meno (pare) dell’adattamento di quello storico.

Lo stadio comunale Artemio Franchi,  che in passato  si è chiamato  Giovanni Berta e successivamente stadio Comunale  è stato costruito tra il 1930 e il 1932.  Progettato nel 1929 dagli ingegneri Pier Luigi Nervi e Gioacchino Luigi Mellucci[ su iniziativa del marchese Luigi Ridolfi da Verrazzano venne edificato nell’area in cui sorgeva il dismesso aerodromo di Campo di Marte.

Per la sua epoca la struttura aveva innovativi e avveniristici,  come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona.  Il drenaggio del terreno di gioco è considerato tra i migliori d’Europa. Detto questo è bene capire i pro e i contro.

Davvero sarà un danno lo spostamento dello stadio della Fiorentina?

Le attività commerciali da sempre presenti nella zona hanno sempre puntato sul legame con lo stadio e la squadra gigliata. Ora temono di perdere attrattiva. Per dire: lo Scheggi cadrà nel dimenticatoio?

Dall’altra parte c’è un edificio storico che ha il suo perché e forse gli eventuali abbattimenti di curve o altro lo avrebbero privato del suo attuale fascino.

ma viene da domandarsi: davvero un business all’”americana”  sarebbe stato un toccasana per il quartiere di Campo di Marte. Tra tramvie che deturperanno i viali, ponti sull’Arno per le stesse, nuove Stazioni ferroviarie ma davvero c’è bisogno di stravolgere così la città?  Se il Franchi rimane così forse ora sembrerà un affronto ma io credo che un’area come quella individuata sia la cosa migliore per uno stadio “stile America”.  Ci sarà la Stazione Guidoni, il parcheggio da 1500 posti, la vicinanza dell’autostrada, la tramvia e tutte le belle cose che il business richiede. Secondo me il Campo di Marte ha avuto una “botta di fortuna” altro che disperarsi!
E comunque sia lo stadio comunale rimarrà l’Artemio Franchi, l’altro sarà privato e quindi a mio avviso poteva sorgere dove gli pareva!

Voi che ne pensate? Non siete d’accordo? Parliamone!

 

Ecco il percorso in 10 punti
1 – Non utilizzeremo il projc et financing e la concessione di area pubblica ma procederemo direttamente alla vendita dell’area in modo tale che lo stadio sia uno stadio di proprietà come in tutta Europa. quindi non uno stadio su area pubblica ma su area di proprietà per favore l’esigenza di totale controllo da parte della proprietà cioè uno dei punti su cui Rocco Comisso si era pronunciato.

2 – si procederà nelle prossime settimane a modificare il piano delle alienazioni quindi inseriremo questa area nell’area dei beni immobili del Comune di Firenze che è l’atto propedeutico a fare la gara per la vendita. Saremo pronti a fare la gara per la vendita a Gennaio.Una gara pubblica e potrà partecipare qualunque soggetto sia interessato.

3 – Abbiamo già la variante urbanistica.A differenza di qualunque altra ipotesi di cui si è parlato in queste settimane, questa è l’unica area dove c’è una variante urbanistica che prevede già la dislocazione dello stadio. perfezioneremo la variante urbanistica favore della società di calcio per la riduzione dei tempi e faremo modo della realizzazione dello svincolo autostradale e le stazione ferroviaria Guidoni non siano opere propedeutiche all’inizio dei lavori ma siano opere propedeutiche alla messa in funzione dello stadio. Questo significa che si possono cominciare tranquillamente iniziare i lavori dello stadio senza necessariamente aver finito lo svincolo autostradale di Peretola e la stazione Guidoni. Queste erano già inserite nella variante urbanistica le abbiamo tolte e le abbiamo fatte slittare al momento in cui lo stadio inizierà a funzionare.
4 – Il parcheggio di 1400/1500 posti non sarà a carico della società di calcio ma sarà a carico di Firenze Parcheggi. Abbiamo in questo senso già degli atti e quindi questa struttura non rientra nell’investimento che la società di calcio dovrà affrontare

5 -Spostamento della Mercafir. Lo spostamento avverrà massimo in 24 mesi. cercheremo di accorciare ulteriormente questo termine ed è il tempo necessario necessario a qualunque società di calcio per realizzare un progetto esecutivo per la realizzazione di uno stadio. cercheremo di portare il tempo a 20 mesi in modo da far collimare i tempi di progettazione da parte della Società di calcio e i tempi per lasciare libera l’area e i rispettivi capannoni.

6 -I proventi della vendita dell’area Mercafir serviranno per realizzare il primo lotto dell’area mercato ovvero il primo lotto decisivo per liberare l’area. Cioè le attività che ora si trovano sull’area del futuro stadio dovranno essere portate verso nord.

7 – Non prevediamo di fare un piano di recupero urbanistico perché non necessario ma faremo un’approvazione di progetto di un’opera pubblica tramite la Giunta Comunale per accelerare i tempi. Cioè non passa dal Consiglio ma si va subito in giunta.

8 – Non ci saranno aggravi per gli operatori della Mercafir. realizzeremo il primo lotto con i proventi della vendita dell’area e i lotti successivi del nuovo mercato attingendo a capitoli di investimento che individueremo nell’ambito dei prossimi bilanci. Il principio è non sarà a carico degli operatori.

9 – Attiveremo a partire da questa settimana una task force dedicata esclusivamante al percorso dello stadio sotto il coordinamento del Direttore Generale ing. Parenti coadiuvato dal dottor Vicini dello staff degli uffici competenti che riguarda il patrimonio immobiliare, Urbanistica, infrastrutture, Sport, Opere Pubbliche. Questa task force si riunirà una volta a settimana e mi informerà dei passi in avanti che verranno fatti

10 – obiettivo finire tutto in 48 mesi. E’ un obiettivo temporale calcolato sulle tempistiche medie tra Italia e Europa. metà del tempo per liberare l’area, metà per la progettazione, metà per la realizzazione.

 

 

 

4 Commenti

  1. Era ora di avere un nuovo stadio moderno giustamente adeguato alle necessità del calcio e pienamente rispondente alle normative sismiche e non uno scheletro cadente del 1930 .
    È una buona localizzazione dotata di ottima viabilità e parcheggi …..etc …etc…..altro che “Franchi” …. situato in pieno centro-citta e nel cuore di un quartiere ultra abitato.

  2. Finalmente si è capito che un quartiere come Campo Marte non può sistematicamente essere invaso da 30 40 mila persone che non trovando parcheggi e non potendo usufruire di adeguati mezzi pubblici per raggiungerlo,creano un enorme disagio alla viabilità e ai poveri residenti.

  3. Alleluia!
    Finalmente si è capito che il quartiere di Campo Marte non è più adatto a sostenere la presenza di 30/40 mila persone per ovvi motivi urbanistici,di viabilità/ parcheggi e soprattutto di sicurezza del quartiere

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