Ambiente: Toscana capofila del buon esempio

Ambiente: Toscana capofila del buon esempio.

Dalla sperimentazione con 6 pescherecci a Livorno alla presa in carico dell’UE.
18 quintali di rifiuti raccolti insieme al pescato.

 

Ambiente: Toscana capofila del buon esempio. Una notizia importante nel giorno delle manifestazioni  sugli effetti climatici. Oggi 10.000 ragazzi sono scesi in piazza a Firenze,  a Lucca, Pisa e in molte città del mondo. Almeno 123 i paesi che hanno aderito. La più grande manifestazione da quando è nato il movimento “Fridays for future”. Sulla scia di giovanissimi  come la svedese Greta Thunberg che con il suo impegno ha catalizzato l’attenzione di migliaia di ragazzi come lei.

La Toscana fa la sua parte

In questa giornata fa piacere la notizia che per  direttiva Europea i pescatori che portano a terra i rifiuti finiti accidentalmente nelle loro reti non ne diventano più automaticamente produttori e non sono più costretti a scegliere se ributtarli in mare per non assumersene la responsabilità e i costi di smaltimento. Lo potranno fare senza rischi, contribuendo a ripulire i mari da plastiche e scarti di ogni genere.

Sembra una cosa di buon senso ma non lo era fino ad ora tranne qualche “esperimento” portato avanti in Toscana e da altre parti d’Italia con alcuni pescherecci.

Il progetto sperimentale di filiera

La Regione Toscana aveva fatto partire il progetto sperimentale denominato “Arcipelago pulito” a marzo del 2018. Un progetto nuovo rispetto ad altri perché ha dato vita alla filiera completa.

Dalla raccolta del rifiuto, all’analisi e al trattamento e al recupero quando possibile.  Quattro mesi di sperimentazione portati poi ad otto che nei primi sei ha portato alla raccolta di 18 quintali di rifiuti di cui 14 di materie plastiche non recuperabili che sono state avviate allo smaltimento e altri 14 di plastiche riciclabili. Ma sul fondo dei nostri mari i pescatori hanno portato su oggetti di ogni tipo non necessariamente gettati in mare direttamente ma arrivati attraverso i fiumi. E tutto questo con solo sei barche.

L‘Assessore all’ambiente Vittorio Bugli parla di “economia collaborativa e circolare” ma fa notare che anche azioni come questa che sono  “di buon senso” spesso non sono prese in considerazione. Ora il progetto toscano si allargherà oltre i confini della città labronica  mentre si resta in attesa che il Governo italiano faccia velocemente una legge per dare maggiore impulso a questa pratica. Per il resto d’Europa ora  la parola passa agli Stati membri, che la dovranno recepire nei loro ordinamenti.

Roberta Capanni

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