Ambiente. Tutti ne parlano ma chi fa cosa?

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La parola Ambiente è sulla bocca di tutti.  Eppure i problemi c’erano anche prima. Forse se una ragazzina svedese, non avesse fatto porre l’attenzione sull’ambiente le campagne politiche odierne sarebbero state diverse.

Secondo voi i problemi climatici sono nati l’anno scorso? In questi mesi di campagna elettorale  non c’è un politico che nel suo  programma non abbia messo la parola magica: ambiente.

Io però mi domando cosa fanno a casa questi neonati paladini della salvaguardia ambientale perché, tranne qualcuno veramente interessato, gli altri hanno fatto ben poco.

Tra cittadini che si indignano per gli alberi tagliati (senza mai domandarsi se la vita di un albero in un ambiente inquinato come una città ha vita più breve oppure no), tra mamme che sbraitano perché  ai figli nella mensa scolastica viene data una sana zuppa di cipolle senza preoccuparsi se gli viene servita in un bel piatto di plastica, ne abbiamo viste proprio di tutte.

Ma quanti davvero, sia cittadini che politici, si sono messi d’impegno per capire cosa sta accadendo e hanno, nel loro piccolo, iniziato  far qualcosa?

A Firenze sembra che  materassi  e divani “abbiano figliato” come se fossero conigli,  tanto per dirla come la zia valdarnese. Nelle periferie spuntano nella notte traslochi interi, mobili buttati per strada senza aver almeno avuto la decenza di chiamare preventivamente Alia.

Nelle zone turistiche come al piazzale, sotto le aiuole c’è di tutto. Durante le giornate del Ploggin ( chissà quanta gente sa cos’è!) sono stati rinvenuti telefoni degli anni ’80, bottigliette da farci centinaia di paia di scarpe e cicce a non finire.

Alm pianeta serve tempo   per smaltire i nostri rifiuti…

  • Torsolo di mela da 15 a 90 giorni
  • Fazzolettino di carta       da 3 a 6 mesi
  • Giornale              da 4 a 12 mesi
  • Filtro di sigaretta             almeno 2 anni
  • Gomma da masticare     almeno 5 anni
  • Lattina di alluminio          da 20 a 100 anni
  • Bottiglia di plastica          da 100 a 100 anni
  • Carta telefonica               più di 1000 anni
  • Bottiglia di vetro              più di 4000 anni

 

E ora, con le elezioni è arrivata la politica.

Certi hanno una gran faccia tosta. Perché se un loro ex ministro ha firmato un accordo svendendo un grano detto antico (anche se poi è dei primi del ‘900) impedendo di fatto ai coltivatori la libertà di farsi il seme, devi averla proprio  tosta per fare la crociata per salvare l’ambiente.

La maggior parte delle persone ascolta, applaude, poi se ne torna a casa e tutti insieme allegramente continuano  fare ciò che sempre hanno fatto. Qualcuno si indigna vedendo certe cose  ma  le abitudini difficilmente si cambiano. Ci vuole sforzo, fatica. Quindi meglio affidarsi al politico che in campagna elettorale promette mari e monti.

Chi ha davvero a cuore l’ambiente non guarda sola alla sua città ma va oltre. Parte certamente dalle cose piccole e quotidiane e poi abbraccia il pianeta. E non guarda in faccia nessuno, politicamente parlando, guarda e verifica chi dice il vero e chi no. E vota di conseguenza.

Poche, però, le persone  che stanno cercando di capire come stanno veramente le cose. Alcuni iniziano solo quando qualcosa li tocca personalmente. Un disastro ambientale o una malattia.  Eppure che il nostro organismo sia un tutt’uno con l’ambiente non è difficile da capire.

Purtroppo la cultura materialista di cui si è “cibata” la società dal dopoguerra ad oggi non se ne è preoccupata più di tanto. In nome di un presunto progresso non si è guardato in faccia nessuno su questo pianeta. E, in nome del  profitto  tutto è stato reso lecito.

Però abbiamo esagerato.  Ora bisogna ripartire  dalle piccole cose. Molte persone rimangono colpite ma poi nella loro vita quotidiana non fanno niente o poco.  Pensano di non “incidere” con quella bottiglietta gettata dall’auto in corsa, di non influire con “quella cicca” buttata  e spesso pure ancora accesa.
Credono che le quantità industriali di detersivo che buttano in lavatrice non inquinerà fiumi, laghi e mare.  Come i detergenti, disinfettanti, varichine e altro ancora costosi e sostituibili con aceto e  bicarbonato.  Eppure son golosi di pesce, cercano quello “buono”, il pescato fresco senza domandarsi cosa ingurgita quel pesce e in quale acqua è vissuto.

Allora forse è il momento di fare “istruzione”. Quella vera. E anche ai politici.

Foto di copertina di Roberta Capanni

 

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