Anche a Firenze ‘Il sacrificio del cervo sacro’, di Yorgos Lanthimos: alle soglie del nuovo Kubrick?

È in programmazione in tre cinema fiorentini (Flora, Space e Uci) Il sacrificio del cervo sacro, ultimo film del greco Yorgos Lanthimos (Kinetta, 2005; Kinodonthas, 2009; Alps, 2011; The Lobster, 2015).

vlcsnap-2018-06-30-09h46m25s325Al centro del mirino la famiglia. Il padre è Steven (Colin Farrell), stimato cardiochirurgo. La madre, Anna (Nicole Kidman), è anche lei medico ospedaliero. Ci sono poi i due figli, Kim (Raffey Cassidy) e Bob (Sunny Suljic). La famiglia perfetta. Peccato che, di nascosto, con un legame i cui connotati si comprenderanno o si complicheranno con il passare dei minuti, Steven si incontri con un ragazzo di nome Martin (Barry Keoghan).
Fermiamoci qui. Non andremo oltre in una trama che sarebbe un delitto anticipare e che, al contrario, alimenta il proprio pathos dal suo progressivo e inesorabile svelarsi allo spettatore.

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Il fascino e la forza dei film di Lanthimos, ormai molto più che una promessa del cinema mondiale, stanno nel fatto che il regista di Atene spoglia la vita (e il racconto di essa attraverso la rappresentazione cinematografica) di ogni orpello, privandola delle sovrastrutture sentimentali e narrative, mettendola più che a nudo e inserendo vicende e personaggi in contesti fantastici e spesso inverosimili ridotti alla potenza dell’essenziale.
Il lato positivo è che, ne Il sacrificio del cervo sacro, al di là degli espliciti omaggi kubrickiani (l’inizio di 2001: odissea nello spazio, la musica di György Ligeti, la Kidman) e degli evidenti contatti con Ifigenia in Aulide di Euripide, le caratteristiche della sua filmografia si esprimono al loro stadio finora più elevato, giungendo alle soglie del capolavoro.
Chi mi conosce sa quanto io sia parsimonioso nell’usare il termine ‘capolavoro’, abusato e sbandierato a go go ad ogni piè sospinto, per me, invece, limitato al massimo a una decina di film nell’intera storia del cinema. Questo per dire il valore che assegno all’espressione ‘alle soglie del capolavoro’.

vlcsnap-2018-06-30-09h46m51s913Il cineasta greco qui scuoia vesti e pelli a tutto ciò che afferisce alla sfera delle varie umanità che popolano la sceneggiatura e la scena, in questo seguace metaforico e involontario del Martyrs di Pascal Laugier del 2008 (riferimento che serve solo per comprendere il livello di intensità dell’operazione di Lanthimos, non certo per la trama). In tal modo, noi spettatori guardiamo negli occhi l’essenza di ogni cosa: paure, rimorsi, sentimenti, incertezze, sadismi, sguardi, violenza, orrori, pace, amore, sesso, amicizia, cibo, musica, fedeltà, professioni, paesaggi urbani, interni sconfinati di corridoi d’ospedale e case lussuose, uomini e donne, bambini e ragazzi, praticamente tutte le età dell’essere umano, in un contesto solo in apparenza asettico, in realtà il più pieno e infettato possibile.
Se proprio vogliamo cercare il nuovo Stanley Kubrick (a tutti gli amanti del cinema piacerebbe poter dire: quando c’era lui c’ero anch’io!), non bussiamo per favore alla porta dell’esteriore ed effettospecialistico Christopher Nolan. Il nuovo Kubrick, se si confermerà con il prossimo film, potrebbe essere proprio Lanthimos, con le sue storie e le sue emozioni senza brividi a fior di pelle lanciate come dardi lancinanti e inattesi uppercut alla bocca dello stomaco.

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E se infine vogliamo chiederci se, con Il sacrificio del cervo sacro, siamo alle soglie del capolavoro, la risposta è sì.

Voto: 9.

Il sacrificio del cervo sacro – di Yorgos Lanthimos. Con Colin Farrell, Nicole Kidman, Raffey Cassidy, Sunny Suljic, Barry Keoghan, Alicia Silverstone. Drammatico. Durata 109 minuti. Irlanda/Usa 2017. In sala dal 28 giugno 2018.

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