Andrea da Montefeltro, il leone del nuovo orizzonte, in mostra a Firenze fino al 10 settembre

Andrea da Montefeltro, sul suo sito internet, si descrive come “uno scultore originario di Carpegna, laureato in biologia molecolare, uno ‘scalpello’ giovane, che lavora la pietra con la finezza del bisturi”.Stampa opere Andrea da Montefeltro
Tutto vero, ma egli è anche molto di più: è una sintesi tra sorpresa e profondità, che si attua in maniera proteiforme in ogni sua opera di scultura. Per verificare, in questi giorni, a Firenze, abbiamo un’ottima opportunità. Fino al 10 settembre, infatti, presso il consiglio regionale toscano (palazzo Bastogi, via Cavour 18), è aperta la sua mostra “Arcana. Il Leone del Nuovo Orizzonte”, un viaggio nell’arte, nei miti, nella religione, nella filosofia, nella musica, nei nostri interiors, per dirla con Woody Allen, un viaggio, cioè, nei mille volti della vita.
Doveroso un passo indietro. La prima volta in cui personalmente mi sono imbattuto in Andrea da Montefeltro, è stato alcuni anni fa, a Sestino, in provincia di Arezzo (ma nel territorio del Montefeltro): mi trovavo lì per una breve vacanza e per caso entrai nella cripta della medievale pieve di San Pancrazio, attratto dai canti gregoriani e da una luce insolita che sostituiva il consueto buio che emana dai luoghi nascosti. E lì c’era Andrea, con le sue opere: ogni scultura era una domanda e mille racconti, un interrogativo e una cascata di risposte. Sorpresa e profondità, appunto.
Oggi le sculture dell’artista di Carpegna sono a portata di mano, radunate nel cuore anche istituzionale di Firenze e della Toscana, in una personale da non perdere, che, come sottolinea l’autore, “vuole essere punto d’incontro e di scambio culturale” ed è “interamente dedicata ad una ricerca artistica che utilizza come unico elemento di profusione sensitiva la pietra del Montefeltro”.Contact
Impossibile citarle tutte, però le sue opere hanno il merito di colpire subito al cuore e all’intelligenza, narrando, attraverso la loro sottile poesia, la lieta e concreta novella che un altro linguaggio è possibile, sia nella forma materica dell’oggetto scultura, sia nelle parole scelte per illustrare tale oggetto.
Prendiamo, ad esempio, la descrizione che Andrea da Montefeltro fa di una delle sculture più significative in mostra a Firenze, “Contact”. Basterà l’incipit a farci comprendere che siamo realmente e felicemente su un altro pianeta rispetto alla geografia umana pura e semplice, eppure, contemporaneamente, nel suo interno più autentico ed intenso: “Alto lo sguardo, il tempo atteso giunge e traspare tra le nubi. Un istante e poi un roboante suono che permea le fibre del corpo. Tralucide forme delineano ponti vertiginosi e città enormi discesero dal cielo”. Ponti, non muri…La Chiave del Silenzio
Analoghe considerazioni per “La Chiave del Silenzio”: “In principio, il Silenzio. Calma irreale in attesa, il Silenzio come sposo della musica. Un mare immobile come un pianoforte pronto per manifestare il sublime…”.
Ma non si pensi che il nostro artista-poeta-filosofo sia perennemente a compiere quattro passi fra le nuvole. Niente di più errato: egli ha posto la sua arte al servizio del Montefeltro (visita consigliatissima, luoghi davvero molto belli e affascinanti per storia e paesaggio!), costruendo intorno alle sue sculture e agli importanti contenuti che esse universalmente veicolano un progetto di marketing territoriale sostenuto dai comuni della zona.IMG_20180829_185841

 

Infatti, all’inaugurazione hanno attivamente partecipato numerosi sindaci e assessori dell’area e al termine, oltre agli occhi e all’intelletto, i fortunati presenti hanno potuto assaggiare l’ottimo “Mandolino” (spalla del maiale stagionata nel sale di Cervia) della norcineria macelleria Celli, aperta a Novafeltria da ben mezzo secolo.

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Tra arte e gastronomia, il consiglio di chi scrive è di andare a vedere la mostra. “Arcana. Il Leone del Nuovo Orizzonte”, visitabile, ripetiamo, fino al 10 settembre, con un ricco programma di eventi collaterali.

Questo l’orario: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Per saperne di più: http://www.andreadamontefeltro.it/downloads/Programma%20nuovo.pdf e https://www.facebook.com/events/182895499148350/.

Per assaporare nel finale un altro po’ di poesia, invece, godiamoci la dedica che ad Andrea da Montefeltro ha regalato un grande come Tonino Guerra: “I melograni sono maturi, come queste mani che fanno cantare le pietre”.

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