Arriva a Firenze la pizza di Napoli

buoneria-960x720-customL’inaugurazione è stata avvolta per alcuni giorni in un aurea di mistero, come si conviene alle grandi star. Del resto Don Antonio Starita che dal quartiere Materdei di Napoli è partito alla conquista di Milano e New York prima di approdare in riva all’Arno nel suo settore così è considerato.

Approda nell’area del Fosso Bandito nel tentativo (ennesimo) di riqualificare un area che per i fiorentini continua ancora ad essere vista il fu parco delle Cascine.
Alle spalle del nuovo teatro dell’Opera ecco la Buonerìa nome ammiccante che più che Napoli ricorda d’acchito la Costa del Sol, ma che in realtà si prefigge l’arduo compito di 131607599-eb4ec62a-a2ba-4eed-9a21-673e94e1af4cfar innamorare i fiorentini della pizza napoletana autentica.

E’ lo stesso Don Antonio in persona, presente all’inaugurazione con la stampa a fare da anfitrione col suo fare così studiato da apparire quasi spontaneo a raccontare, mentre accompagna i cronisti fiorentini davanti al forno dove i comprimari e la scena sonno già pronti per il suo show che l’impasto (contrariamente a come fa tutto il resto del mondo) “non va schiaffeggiato ma accarezzato con amore come si fa con una bella donna”.  Al di là della poesia trattasi dell’”ammaccata” ovvero la tecnica con cui stendere buoneria-pizza-pomodori-gialli-960x720la pizza prima dell’infornata “per 90 secondi precisi”.

Dopo le sue “manovre live” e l’infornata, voitlà ecco uscire dalla bocca di fuoco la vera pizza napoletana, quella che dal 1901 ha fatto a Napoli la fortuna della sua famiglia.
Il segreto al di là dell’eterno confronto fra pizza alta ai bordi e bassa al centro come piace ai napoletani oppure croccante anche sul cornicione come piace agli altri è negli ingredienti di primissima qualità. E si sente.
“I fiorentini dovranno mangiare la pizza come la facciamo noi – mette subito in chiaro Don Antonio  – non ci adatteremo noi ai loro gusti” dichiara circondato dai ragazzi della sua Accademy della pizza che presto porteranno avanti 20170301_212546da soli la Buonerìa.

Oltre la pizza da non perdere i fritti da strada partenopei: le montanarine (pasta fritta ricoperta da pomodoro e mozzarella) e le zeppole ripiene di ricotta.
Ma veniamo alle protagoniste. Quelle pizze che in menù sono poco più di dieci.
Dalle classiche margherita, salsiccia e friarelli, alla vegetariana o la marinara rivisitata da Starita (pomodori freschi tagliati a spicchi e aglio e peperoncino) alle sfiziose tipo l’ottima bianca con provola e pomodori gialli piennoli del Vesuvio. Ogni mese si alterneranno poi, per i più curiosi, un paio di pizze gourmet fra cui la mortadella e granella di 20170301_223719pistacchi.
Peccato solo dover andare fino a New York per provare la premiatissima Montanara di Starita, ovvero pizza fritta poi cotta nel forno con salsa di pomodoro, provola e basilico che ho avuto l’onore di assaggiare nella preview.
I prezzi? Normalissimi, anzi così normali da impallinare tante mediocri pizzerie.
Si parte dai 5.50 ero della marinara per arrivare ai 12 euro delle pizze gourmet passando per gli 8.50 euro di salsiccia e friarielli e i 6.50 della margherita basic.
Per finire con la bocca dolce da non perdere, come da buona tradizione napoletana le sfogliatelle sia in versione riccia che frolla e il “pistacchiato” sfornati dal gruppo di lavoro di Marco Infante.

Informazioni: Buonerìa, via del Fosso Macinante, angolo viale Fratelli Rosselli, Firenze – tel. 055 365500 –  www.buoneria.com

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