Bright 2019, il 27 settembre la Notte dei ricercatori toscani in quattordici città

Torna la Notte dei ricercatori in Toscana. L’appuntamento è per il 27 settembre, un venerdì, e sarà una lunga notte popolata da di ben 350 incontri, eventi, presentazioni e spettacoli che proseguiranno in taluni casi fino all’indomani sera, il 28 settembre, con oltre mille e cinquecento ricercatori delle università della regione coinvolti. In alcune città le iniziative avranno addirittura un prologo sabato 21 settembre.

european-night-button-3-3-1Il senso di “Bright”, ‘brillante’ in inglese, sta nelle parole che ne compongono lo stesso acronimo. Dicono che crescita, salute e fiducia nella ricerca sono legati a ricercatori di talento. E la notte serve appunto per invitare il grande pubblico a scoprire quel mestiere molte volte assai meno chiaro ai più di quello che possa sembrare e i progetti a cui i ricercatori toscani stanno lavorando.

I ricercatori, si sottolinea durante la conferenza stampa di presentazione, sono spesso visti come qualcosa di lontano dalla vita reale, separato. E invece non è così. “La sfida è valorizzare il ruolo della ricerca – spiega la vice presidente ed assessore alla cultura della Toscana, Monica Barni -, che assieme all’alta formazione ha una grande importanza per lo sviluppo dei territori: anche sullo sviluppo sostenibile”.

Occorre dunque investire. “La Regione lo fa – sottolinea Barni -, con risorse proprie e con fondi europei, anche con il progetto Giovanisì. La ricerca deve diventare un tema al centro dell’agenda di tutte le istituzioni”. Ed occorre fare squadra. “In questi anni abbiamo cercato – conclude l’assessore – di aiutare ed accrescere la collaborazione tra atenei: una modalità di lav oro che ritroviamo anche nell’organizzazione della notte dei ricercatori”.

Dalla scienza alla discipline umanistiche e sociali, davvero tutti i campi saranno in questa edizione toccati. Quest’anno particolare attenzione riceverà comunque il tema della sostenibilità, declinata nelle sue tante sfaccettature, dall’ambiente all’economia fino ai riflessi sulla vita quotidiana. I ricercatori scenderanno in piazza o apriranno i loro laboratori: con iniziative rivolte a tutti, ma con un occhio particolare per le famiglie e ai più piccoli.

Nell’edizione 2018 di Bright in quarantamila parteciparono alle iniziative toscane. Quest’anno ci saranno giochi, come sempre: per scoprire ad esempio l’importanza degli insetti impollinatori. Ci saranno concerti e occasioni di divertimento. Si potrà visitare Virgo, il grande orecchio che ascolta il suono dell’universo, o scoprire il gelato del futuro, il gelato criogenico dove per abbassare la temperatura si usa l’azoto liquido.

Sono previsti dialoghi con filosofi sulla contemporaneità, tour tra stampanti 3D, incontri sul clima che cambia e su come la luce influenzi la vita, ma anche passeggiate nella Firenze del Rinascimento, su come ci muoveremo probabilmente in futuro, sui falsi miti e le verità dell’alimentazione o la prevenzione dei tumori.
Non mancheranno i robot, robot che aiutano ad esempio gli anziani a sviluppare e a tenere viva la memoria con quiz ed esercizi. Si potrà partecipare ad osservazioni astronomiche, vedere come la terra è esplorata dall’alto grazie a sofisticati sensori montati su droni e piccoli aerei. Ci saranno incontri dedicati al mondo dei materiali e a come sono costruite le nostre case, sull’archeologia o la storia contemporanea, con l’importanza ad esempio degli archivi per custodire la memoria.

Si spiegheranno la realtà aumentata, le sollecitazioni a cui è sottoposto il cervello nello spazio o l’informatica, ma senza usare i computer.
A Pisa sarà riaperto il palazzo de “La Sapienza: un’occasione per visitarlo. Si parlerà della scienza che c’è dietro le bolle di sapone oppure, a Livorno, di logisitca e della sua ottimizzazione (e di come cambieranno i traffici ad esempio quando sarà completata la Darsena Europa).
Vi ricordate qualche anno fa l’eruzione del vulcano islandese che bloccò i cieli di mezza Europa? I vulcani influiscono sul clima: l’eruzione nel 1815 del Tambora in Indonesia cancellò in buona parte del mondo l’estate del 1816 e, in parte, qualcosa di simile si è verificato nel 1980 con il Sant’Elena negli Stati Uniti.
Nella notte dei ricercatori sarà affrontato an che il tema della sicurezza informatica, in un mondo dove tutti siamo quasi sempre connessi: lo si farà in modo pratico, spiegando quanti dati sono contenuti ad esempio in uno smartphone (e i consigli per creare le password più efficaci per custodirli) oppure raccontando come un cyber pirata possa sbloccare in pochi secondi la portiera di un’auto con un telecomando. E come evitarlo, grazie alla ricerca.

La Notte dei ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione europea, che la Toscana festeggia – grazie alle università e agli enti di ricerca – in quattordici città.
Gli eventi si svolgeranno a Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Livorno, Arezzo, Grosseto, Prato, Colle Val d’Elsa, San Giovanni Valdarno, Calci, Cascina, Pontedera e Viareggio. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.bright-toscana.it. L’hashtag di questa edizione, per seguire gli appuntamenti sui social, è #bright2019

 

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