Buche e handicap, capre e cavoli

Spesso confondiamo e mescoliamo argomenti perché non sappiamo risolverli. Quello del collegamento fra la morte di Niccolò Bizzarri e le buche di Firenze è solo una distorsione che sorte un effetto devastante: non risolvere nessun problema.

Abbiamo aspettato alcuni giorni per buttarci anche noi nel tritacarne mediatico delle polemiche post morte del giovane Niccolò in Piazza Brunelleschi.
Lo abbiamo fatto anche perché pensiamo che oltre al doveroso rispetto per Niccolò e la sua famiglia serva un analisi seria, coerente e non faziosa su tutta la questione.
Tutto ciò nonostante l’evento abbia attirato a Firenze anche la stampa nazionale in una logica di “notizia pruriginosa” oggi molto mediatica.

Siccome noi siamo sempre un po’ fuori dal coro e nonostante che della questione buche ci occupiamo da tempo e non solo a parole – i nostri video lo dimostrano – crediamo che l’accessibilità della città non sia un atto straordinario ma un dovere degli amministratori in nome semplicemente del rispetto degli articoli 2 e 3 della costituzione.

Da qui partiamo.
Lo facciamo credendo che non serviva la morte di Niccolò per portare attenzione a chi si muove con ausili o su ruote.
Purtroppo è servito un fatto eclatante per far decidere al Sindaco che nel 2020 serve una task force per mappare (e cancellare) le barriere architettoniche in una città dove la parola smart frequenta “i palazzi” soltanto nelle campagne elettorali.
Eppure il progetto #mollaloscivolo di Andrea Mucci a Firenze è attivo dal 2012 ed è sbarcato sulla televisione italiana nel 2018.

Noi con Andrea Mucci abbiamo fatto, a marzo del 2018 la “Scarrozzata” abbiamo provato le sue difficoltà quotidiane in quella giugla d’indifferenza chiamata città. Abbiamo provato a scansare i cafoni che parcheggiano sulle strisce pedonali e negli angoli; ad evitare in compagnia di non vedenti le biciclette parcheggiate ovunque sui marciapiedi.
Abbiamo parlato con la consigliera comunale Michela Monaco e con Marco Becattini e Pasquale Campesano dell’Associazione liberamenteAbile e ci siamo meravigliati di sentire loro dire che i moderni cinema hanno multisale ma solo due posti riservati alle carrozzine; che una coppia di amici in carrozzina non possa andare a trovare parenti a Pistoia perchè sui bus extraurbani i posti per disabili sono solo uno, che entrambe le due nuovissime linee della tranvia sono un percorso ad ostacoli e per salire in vettura a causa dello scalino si rischia ogni volta il ribaltamento.

Siamo un paese terribilmente indietro che confonde le capre coi cavoli mescolando buche e problemi dei disabili.

Due problemi diversi, entrambi non da strumentalizzare. Soprattutto perché tutti e due attendono soluzioni vere da troppo tempo

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