Buche e sicurezza stradale

E continuiamo  a riderci su…

L’Unione Europea ha da poco introdotto un’altra norma a cui ci dovremo attenere per poter girare con le nostre auto. Un certificato sul buon stato di salute dell’auto, non più quindi la revisione classica ma qualcosa di più un attestato cartaceo che guardi allo stato di salute dell’auto e per preservare la nostra sicurezza.
Tutto partirà il 20 maggio 2018 e il certificato verrà rilasciato da centri autorizzati. La Direttiva europea è la 2014/45 e recepita in Italia dal Dm 214/2017.

Giusto, però…

chi ci tutela dai pericoli della strada sempre più incombenti come le buche, talvolta autentici crateri, che ci sono sulle nostre strade sia cittadine che non? L’altro giorno sulla superstrada Firenze – Pisa Livorno (dove tra le altre cose Tir enormi fanno continuamente  a gara tra di loro fregandosene delle auto) alla velocità regolamentare di 90 km orari una Panda poco avanti a me ha preso una buca e poco è mancato che non finisse contro un’altra auto. Non è un semplice avvallamento ma un grosso buco che, giorno dopo giorno, si allarga sempre di più.

Una mia conoscente ha sbandato con il motorino in città a causa di una buca e nonostante la gamba rotta, una placca metallica da rimuovere con una seconda operazione, il Comune non ha riconosciuto il danno. Peccato che la signora in questione non sia una dipendente e il suo lavoro ne abbia sofferto.

Dunque, se dobbiamo pagare per avere l’auto in regola perché le nostre strade non lo sono? Perché  paghiamo multe per ogni cosa che facciamo  ma non siamo tutelati in sicurezza, quella sicurezza che anche questa benedetta Unione Europea ci richiede? Quei soldi potrebbero essere destinati alla riparazione delle nostre strade come suggerisce anche Adiconsum?

Se mettere dell’asfalto sbricioloso tra una pietra e l’altra è, non solo antiestetico ma inutile, perché permettiamo a  chi gestisce i nostri soldi di non tutelare la nostra sicurezza?

Roberta Capanni

 

 

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