Carla: la donna di fiori di via Gioberti

Proseguiamo nella nostra nuova rubrica dedicata a farvi conoscere i comuni cittadini che si rimboccano le maniche e fanno. Perchè il senso civico di cui tanto si parla esiste. E agire è possibile ed è più facile che lamentarsi.

20190903_105346Carla Ugolini è una presenza rassicurante in via Gioberti, l’elegante strada delle 100 botteghe ponte fra il Quartiere 2 e il centro storico. Nata e cresciuta nella storica rivendita di fiori situata sull’angolo con via Fra’ Paolo Sarpi ha visto negli anni la strada trasformarsi.Quella che era una strada elegante ma popolare dove c’era il pizzicagnolo, il macellaio, l’arrotino, etc.. oggi si è trasformata, come ormai mezza Firenze, in una strada figlia della globalizzazione dove le botteghe storiche non ci sono più e i brand internazionali senz’anima si susseguono l’uno accanto all’altro.
Carla con la sua profumata e colorata rivendita di fiori è una “resistente”. Una fiorentina vera portabandiera di quella categoria di bottegai ormai estinta.

Ogni mattina e ogni sera è lì a pulire e curare il suo angolo di via come fosse il salotto di casa sua. E se ti stupisci di questo suo fare lei ti risponde stupendosi.

“E’ la prima cosa che mi ha insegnato a fare mio babbo Dino quando sono entrata in bottega. Prenditi cura della strada perchè è come fosse casa tua. E pensare che oggi non lo fa più nessuno anzi, qualcuno che lo fa qui in via Gioberti anziché essere preso come esempio viene quasi deriso dagli altri commercianti”.

20190903_103000Proprio da qui vogliamo ripartire. Da cercare di capire dove e quando è avvenuta la scollatura col passato. Quando c’era quella Firenze più semplice dove ogni negoziante la prima cosa che faceva la mattina e l’ultima che faceva la sera era tenere pulito il proprio pezzo di strada. Cose belle che sopravvivono solo nei paesi, forse.

Forse per questo Carla sgrana gli occhi e sorride sorniona quando vede noi sorpresi del suo fare.
“Non solo – puntualizza – il babbo mi diceva sempre di tenere d’occhio anche le caditoie e ogni tanto prendere un ferretto e preoccuparsi di stasare per evitare che alla prima pioggia l’acqua defluisse bene”.

Vuole così bene al suo mondo che spesso si arrabbia e se la prende con quelle che ritiene cose mal fatte o ingiustizie. Non manca di segnalare malcostumi e maleducazione (auto e motorini parcheggiati ovunque) o di segnalare al quartiere cose che non vanno bene. “Ad esempio questi cestini sono mal posizionati. Questo qua è sempre pieno mentre quello dall’altro lato della strada è sempre vuoto perchè è posizionato in un luogo che non si vede.”

La cittadinanza attiva per lei non esiste semplicemente perchè fare per Firenze lo trova normale.
Le diciamo che siamo andati a trovarla perchè abbiamo notato che la fioriera messe a dimora dopo il recente grande lavoro di restyling della strada davanti al suo negozio è l’unica che ha le piante sempre vive e floride.
Le altre posizionate dall’angolo di via Vespasiano da Bisticci fino a quella accanto ad Upim erano tutte seccate e abbandonate.
In alcuni casi anche usate come portacenere tant’è che il comune di Firenze dopo aver investito qualcosa come 800 mila euro per rendere la strada più bella ha già dovuto provvedere (dopo pochi mesi) a sostituire le piante.

Carla alza le spalle sorridendo. “Delle altre piante non so. Io di quella che ho qui davanti me ne prendo cura ogni giorno. E’ normale anche perchè sono una fiorista, ma lo farei comunque. Se c’è una pianta e delle panchine nuove a rendere la strada dove ho il negozio più belle è mio dovere prendermene cura.”

Sì ma se solo la sua fioriera è ancora con le piante vive e le altre no qualcosa di diverso c’è. Evita la domanda scomoda, ma noi delle idee le abbiamo.
100 botteghe, tante belle feste e iniziative varie ma poco senso civico e mancanza di cura di ciò che è stato fatto per rendere la strada più bella?

Non ci sentiamo di dare giudizi figuriamoci, ma se solo una fioriera, e per l’appunto quella davanti al negozio di Carla ha ancora le piante belle vive e le altre sono tutte morte una ragione ci sarà!

Forse perchè sono sempre meno i bottegai? Forse perchè non insegnando più educazione civica nelle scuole i negozianti di oggi pensano che quello sia un lavoro che non spetta a loro?
Non esistono più del resto quelli veri della tradizione fiorentina che si tramandavano il mestiere e crescevano in strada, come Carla. Quelli che ogni mattina ramazza in mano, si prendevano cura della loro Firenze.

Noi vogliamo sognare. Vogliamo moltiplicare i negozianti come Carla. Farne diventare almeno 100 come le botteghe di Via Gioberti e sperare che le nuove piante appena rimesse a dimora possano sopravvivere di più. basterebbe solo annaffiarle…

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*