C’è bandiera e bandiera….

World day of AIDS
World day of AIDS

Mentre torna a scoppiare la vicenda Banca Etruria fra le dimenticanze dl procuratore di Arezzo che si era scordato di dire alla Commissione parlamentare d’inchiesta che papà Boschi è ancora indagato per la brutta vicenda che ha mandato sul lastrico molte famiglie; mentre giusto un anno fa l’attuale segretario del Pd aveva dichiarato che avrebbe lasciato la politica in caso di sconfitta al referendum sulla riforma; nonostante pochi giorni dopo la giornata mondiale si scopre che viaggiamo in Toscana alla media di un nuovo sieropositivo all’Hiv al giorno sembra che l’unica cosa che interessi sia l’araldica germanica.

Ormai siamo davvero solo accoglitori di notizie e questo giustifica la non brillante posizione nella classifica mondiale della libertà di stampa del nostro paese se è vero, come capitato oggi in consiglio comunale, che si passa oltre un ora del tempo a disquisire su un presunto scoop di un collega che, con la complicità di qualche cialtrone che ha fatto la segnalazione, ha pensato bene di alzare un po’ le statistiche di visibilità del suo giornale on line millantando.
Ebbene sì la bandiera incriminata – che mai come oggi è stata cliccata sul web – è tutt’altro. Non ci torneremo sopra perché basta studiare un po’ di araldica, ma ci stupisce e non poco la ministra Pinotti che senza contare fino a dieci e mal consigliata dal suo ufficio stampa fa dichiarazioni in cui prende parecchi granchi.

Ma la bandiera serve non a sventolare ma a coprire. Si copre la notizia della storiaccia brutta Banca Etruria, si copre che oggi giusto un anno fa prima del clamoroso tonfo referendario l’ex premier con la sua solita faccia tosta annunciava da pagine di importanti quotidiani quale sarebbe stato il suo futuro (non) politico.

E in consiglio comunale fra pour parler lontani dalla realtà vera della città si è disquisito per oltre un’ora sulla bandiera e si è coperto di chiacchiere l’intervento del consigliere Armentano che, pochi giorni dopo la giornata mondiale di lotta contro l’hiv/aids riferiva sullo status quo della ex malattia del secolo.
Un argomento dimenticato e dall’atteggiamento dei presenti in consiglio comunale si è capito perché.
Dalla presidente del consiglio comunale Caterina Biti presa a disquisire in un fitto tu per tu col consigliere Alessio Rossi all’ultimo dei presenti (assessori, consiglieri, giornalisti, dipendenti comunali e pubblico) tutti avevano qualcosa di urgente su cui discutere e in aula c’era un tale brusio che nonostante il povero Armentano si sgolasse letteralmente parlava al vento.

Un atteggiamento non solo maleducato e irrispettoso, ma anomalo dato che la presidente Biti è sempre un abile maestrina nel riprendere i presenti distratti. Si vede che davvero l’hiv/aids non interessa davvero nessuno, nemmeno assessori e consiglieri di Firenze, alla faccia di chi ci è morto, di chi vive con la patologia e chi lotta ogni giorno nel volontariato per far sentire i sieropositivi meno soli.

E allora per chi come noi si è sentito offeso (Lila, Anlaids, Caritas, Ireos e tutte le altre associazioni impegnate solo la settimana scorsa nel testing week europeo) riporto qui sotto il testuale intervento del consigliere Armentano.

“Al cinema teatro La Compagnia la IV commissione consiliare politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali in collaborazione con Asl Toscana Centro ha patrocinato l’iniziativa fra esperti e studenti delle scuole superiori per fornire informazioni si Hiv e Aids e parlare di prevenzione in occasione della Giornata Mondiale di lotta all’Aids.
Numeri ancora allarmanti tiguardo ai contagi anche se il trend delle nuove diagnosi è in calo, ma non bisogna abbassare la guardia: il virus Hiv, infatti, continua a circolare e soprattutto i giovani sono a maggior rischio, poiché tendono ormai a sottovalutare i rischi legati alla malattia e al contagio.
Nel 2016 sono stati segnalati 778 casi di Aids conclamato e oltre il 50% era costituito da persone che non sapevano di essere hiv positive. Per questo il Ministro della Salute ha lanciato la nuova campagna di comunicazione “Con l’hiv non si scherza, proteggi te stesso e gli altri” ce utilizzerà, oltre alla televisione, anche i social media più diffusi fra i giovani, a partire da Youtube.
Il fine è invitare alla prevenzione ed anche far conoscere la malattia se si considera che, rileva la Lega Italiana per la lotta contro l’Aids (Lila) più di un ragazzo su 10 pensa che l’hiv si possa contrarre con un bacio.
Oggi all’iniziativa voluta dalla Asl Toscana Centro hanno partecipato 400 studenti delle scuole superiori. Abbiamo informato sui pericoli che ancora esistono di contrarre l’hiv attraverso racconti e film.
E’ nostro obiettivo aumentare la consapevolezza del rischio fra i giovani.
Oggi non è un compleanno – aggiunge il presidente Armentano – oggi è la giornata di lotta all’Aids. Lotta che dobbiamo fare insieme fra istituzioni, scola, enti locali, azienda sanitaria e associazioni. Lottare vuol dire combattere come si fa quando c’è una partita e dove la posta in palio è la vita. Dobbiamo unire le nostre forze perché tutti insieme possiamo sconfiggere non solo la malattia ma anche lo stigma che circonda coloro che sono affetti da hiv.
Come fare? Con la ricerca e la diffusione delle informazioni e con campagne di sensibilizzazione pensando soprattutto ai giovani. Occorre informali e promuovere pratiche per mettere in sicurezza i rapporti sessuali utilizzando le giuste precauzioni e utilizzando i servizi assistenziali per fare i test.
Perché anche la precocità della diagnosi può fare la differenza in termini di guarigione. Dobbiamo creare, insieme, alleanze e lottare uniti. In palio, lo ribadisco, c’è la vita delle persone!”

Nadia Fondelli

 

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