C’è fango e fango. Dalle Olimpiadi a Londa

laghi2Fra le notizie da ombrellone e le polemicucce da olimpiade su certi titoli di quotidiani mi sono venute alla mente cose del presente e del passato.

Da una parte ho riflettuto su quali siano davvero i titoli dei quotidiani che possono fare male e dall’altra ho avuto ancora una volta la conferma di come le buone notizie non facciano notizia.

Non è un inelegante cicciotella a dover smuovere le coscienze e gridare allo scandalo, ma altri titoli più sottilmente perfidi e criminali che dovrebbero fare indignare le coscienze e riflettere sui massimi sistemi.
Penso al titolo “da sensazione” di alcuni anni fa che gettava fango (e mai detto fu meno casuale) sull’amministrazione di Londa e di contrappasso al misero trafiletto da 30 battute della notizia della recente ripulitura del lago di Londa.

Non mi stupisce che gli stessi solerti direttori di quotidiani che di prestigioso ormai hanno solo il nome della testata che a suo tempo si sperticarono in scandalistici titoli per una perdita di fango, oggi non danno lo stesso titolo a sette colonne ai lavori di manutenzione appena fatti propredeutici alla risistemazione del lago come previsto dal protocollo d’intesa dello scorso settembre con il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.
E paradosso non si sono scandalizzati nemmeno i beceri urlanti che davanti a uno stupido e inelegante titolo per delle arciere hanno chiesto la testa del direttore.
Gli stessi che come lobotomizzati non si scandalizzano di ruberie di stato, attese sanitarie infinite e killeraggio delle buone maniere…

20160728_120225I lavori al lago di Londa erano attesi da tanti, ma di fatto bloccati per una ridicola e annosa vicenda  che di ambientale aveva solo lo sfruttamento di un argomento buono a riempire la bocca di chi vuole distorcere l’attenzione dalle ecomafie e dai problemi ambientali seri.

Vale la pena tornare su questa dolorosa e allo stesso tempo ridicola questione per ridare giusta collocazione, nel tempo e nello spazio, alla vicenda intera che ha visto sequestrare il lago e passare guai anche al sindaco Aleandro Murras.

L’invaso di Gorazzaio, questo il vero nome del lago simbolo della cittadina, a seguito di uno sversamento anomalo di fango e limo fu additato come inquinante, posto sotto sequestro, bloccate di fatto ogni opera di pulitura e manutenzione salvo poi appurare, con i tempi giurassici della magistratura italica, che era tutto un grande bluff.

Si urlò al lupo. A metalli pesanti, idrocarburi ed altri veleni che il sindaco di Londa avrebbe sversato dal lago ai torrenti Moscia e Rincine e poi nella Sieve uccidendo pesci e mettendo in crisi la potabilità delle acque.
Solo un mese dopo, a procedimento penale avviato e titoloni sparati alla rinfusa il dietrofront.
Analisi alla mano il tribunale svela il grande bluff. Era fango. Solo fango e limo. Niente inquinanti.
Forse qualcuno ci sarà rimasto anche male nell’apprendere che nel lago di Londa non c’erano  materiali inquinanti ed idrocarburi. Ma tant’è.

Ma il fango appunto, sia quello vero che quello a mezzo stampa era già sversato e se per ripulire dal primo basta solo un po’ di tempo per togliere la crosta del secondo servono anni lunghi e dolorosi di dita puntate contro, sorrisi sarcastici e dubbi.
Anche se l’inchiesta ha già detto chiaro e tondo come stanno le cose ad oggi, il lago di Londa si può manutentare a pizzichi e bocconi e anche se il sequestro è stato tolto i margini di manovra per l’amministrazione sono minimi.

Ecco perché deve far notizia il fatto che in quest’ottica, grazie al protocollo d’intesa fra comune e consorzio di bonifica, su richiesta del sindaco di Londa Aleandro Murras il personale del Consorzio di bonifica ha provveduto alle prime manutenzioni estive in attesa dell’opera straordinaria di manutenzione prevista come dall’accordo di dicembre 2015 che darà il via ai grandi lavori del progetto esecutivo del valore di circa 390 mila euro e che hanno ottenuto un finanziamento da parte della Regione Toscana di circa 250 mila euro.

Nel frattempo, il passaggio di questa estate serve al Consorzio per ispezionare il lago e prepararlo ai prossimi lavori.
“Un lago così ben mantenuto dai nostri operatori, che ringrazio per le loro grandi capacità, può rappresentare tuttavia anche una meta per cittadini e turisti in cerca di refrigerio in queste calde giornate agostane”.  Questa la soddisfazione espressa dal sindaco di Londa che dal suo profilo Facebook ha ringraziato, oltre al Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, anche i volontari della Protezione Civile e i ragazzi migranti che hanno successivamente completato le pulizie.
E bravo Sindaco, capace anche di andare oltre a questa vicenda e fare di necessità virtù che da gran signore non ha colto nemmeno l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

Mi permetto di farlo io allora dato che amo combattere il malaffare ambientale. Quello vero.
Peraltro essendo spesso nauseata dall’atteggiamento di alcuni colleghi mi sfugge anche il perché del trafiletto dato che la notizia era appetibile nella sua lettura sociale per il coinvolgimento degli migrati.

Ma rimanendo a Londa, al suo lago e al suo spicchio di meravigliosa foresta che niente hanno da invidiare a località celebri e talvolta sovradimensionate come fama, il cattivo pensiero è che qui il bersaglio è facile.
Siamo al cospetto di una piccola realtà, angolare e difesa da pochi. Ottima per deviare l’attenzione da altro.

L’altro dove il malaffare e le ecomafie nascondono sotto il tappeto i veleni la notte e al buio come si conviene ai veri ladroni e non pulendo alla luce del sole un laghetto.
Lo si fa di notte, di nascosto in altri angoli (più di quanti si possa pensare) della Toscana dove esistono tante piccole terre dei fuochi e dove chissà però perchè, il naso ce lo vanno a ficcare in pochi coraggiosi.

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Nadia.jpg[/author_image] [author_info]Nadia Fondelli[/author_info] [/author]

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