Ciao Donatella

Un altro saluto. Dopo Duccio oggi salutiamo Donatella Briosi la sommelier e Donna del Vino che è stata uccisa ieri a Udine.

Violenza. Ancora rabbia, violenza scaraventata contro una donna. Donatella Briosi, un’altra vittima di questa “guerra” che una parte dell’universo maschile ha scatenato contro le donne. Donatella era una Donna del Vino e una sommelier e aveva dalla sua un sorriso radioso. Lei, come le altre, sono state uccise per futili motivi.
Mariti, fidanzati, padri, giovanissimi, uomini maturi e vecchi che non trovano altro modo che uccidere quelle che sono state le “loro” donne per scaricare frustrazione e rabbia. “Loro”, appunto. Tutto è loro: le donne, i figli, le cose.
Non servono le parole. A noi bastano i fatti. Cosa spinge un uomo di 79 anni , un architetto che ormai viveva alle Canarie con una nuova compagna, ad uccidere l’ex moglie? La vendita della casa per cui si erano trovati dal notaio? Può essere un motivo valido? Quale rabbia e quale rancore non era stato intercettato dai familiari dell’uomo e da chi gli viveva accanto?
Probabilmente non lo sapremo mai, come non sapremo mai perché un ragazzo di 25 anni, intelligente, sportivo, con un futuro roseo davanti decida di uccidere l’ex ragazza e poi di uccidersi come è accaduto il 28 maggio a Prato. E la lista potrebbe continuare a ritroso settimana dopo settimana, anno dopo anno.
La “nuova tendenza” è quella di uccidere e uccidersi. Di andare nell’aldilà “insieme” forse nella speranza di riprendersi quello di cui si son sentiti privati.
Esistono due tipi di uomini assassini: se alcuni hanno dato segni evidenti e la colpa delle morti di donne e bambini è da attribuire alla legge che non tutela in modo adeguato, altri, gli insospettabili, sono “brave persone” ed è con loro che la battaglia è difficile da intraprendere.
Questo è il nostro saluto per Donatella.Non abbiamo parole ma solo dolore. Le Donne del Vino sicuramente si batteranno sempre di più affinchè la violenza esca il più possibile dalla società.

 

Roberta

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