Ciao Duccio

duccio-dini-inseguimento-via-canovaDopo l’accertamento di morte celebrare dobbiamo oggi piangere Duccio Dini, un ragazzo di 29 anni travolto domenica da una delle auto coinvolte nell’inseguimento avvenuto in via Canova, nella zona dell’Isolotto a Firenze.
A generare la folle corsa in auto una faida familiare del campo nomadi del Poderaccio.
Il ragazzo, commesso in un negozio del centro stava andando al lavoro di domenica mentre altri erano al mare ed era fermo sul suo motorino Sh bianco all’ultimo semaforo sul rettilineo prima del ponte all’Indiano quando è stato tamponato violentemente da una delle due auto impegnate nel folle inseguimento.
L’impatto è stato devastante: lo scooter è balazato a 25-30 metri più avanti finendo su un’aiuola. Il casco è volato e Dini è stato scaraventato sull’asfalto. Trasportato in ospedale a Careggi in coma nel reparto di rianimazione, ma per lui nessun a speranza.
Intanto per le 19 di oggi in via Canova, teatro della tragedia quell  che era stato convocato come un sit in protesta si è trasformato in un momento di ricordo.
Il sindaco Dario Nardella, che domenica si era recato subito all’ospedale di Careggi per esprimere vicinanza ai familiari del giovane fiorentino, oggi ha ribadito in aula l’invito alla cittadinanza “a tenere la calma” e partecipare “uniti al dolore della famiglia”. Mentre ha chiesto alle forze politiche “di non avallare iniziative che incitano alla violenza e all’odio razziale”. “Come padre di tre figli e sindaco – ha spiegato il sindaco – sento il peso di una vicenda che ci colpisce. La vendetta e la violenza non appartengono al nostro vocabolario e non ci restituirebbero Duccio”. Nardella ha poi annunciato l’intenzione del Comune di Firenze di costiruirsi parte civile in un eventuale processo. “La nostra città non cerca vendetta e non è razzista. Ma viuole legalità e giustizia  – ha concluso il sindaco – Se il ministro dell’interno vorrà aiutare per davvero la nostra città ha l’occasione per mettere a disposizione più risorse, più mezzi e più uomini.

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