Dalle guide al Caprilli: uno Stato che non ama i propri cittadini

È diverso tempo che mi domando perché lo Stato italiano attacchi in continuazione  i propri cittadini. Non li ama e  con la scusa di far cose per loro gli impedisce, giorno dopo giorno, di vivere al meglio, lavorare e, diciamolo, avere un futuro. I soliti benpensanti si arrabbieranno alle mie  parole ma  credo che basterebbe solo un po’, e ripeto, solo un po’ di attenzione al mondo che ci circonda per capire ciò che sta accadendo davvero.

Basta guardare al caso RAI: ciò che è accaduto è gravissimo, degno di un paese dittatoriale, eppure nessuno è “insorto” come accadeva quando al Governo c’erano persone elette democraticamente  a cui non andava certo il canone RAI.
Il nostro è un paese, dicevamo, che non ama i propri cittadini. Di esempi ce ne sono a profusione. Perché ci sono anziani che devono mendicare, non avere di che vivere, persone che hanno trascorso la vita in questo paese, pagato le tasse in questo paese, allevato figli per questo paese di cui lo Stato non si prende cura? Perché gli da una pensione talmente misera da togliere loro la dignità?

Io mi meraviglio ancora di chi si scaglia sui sindaci che dicono che devono mantenere prima i cittadini italiani e vogliono pensare a loro prima poi ai migranti. Ho sentito di tutto contro di loro, da altri politici e da cittadini comuni…che non vivono in quelle località e che non hanno certo difficoltà economiche.20150604_094558

Tornando al tema  vorrei segnalarvi due fatti, che a prima vista potrebbero anche sembrarvi inutili visti i tanti problemi che affliggono il paese (e anche perché non li vivete sulla vostra pelle). Il primo riguarda le guide turistiche che dopo la legge Franceschini sono entrate nel caos. Non vi interessa? Dovrebbe, perché il paese in cui vivete trae dal turismo una bella fetta e qualunque straniero che non parli l’italiano (quasi tutti) ha la necessità di qualcuno che lo accompagni e gli spieghi le meraviglie che si aprono davanti ai suoi occhi.

Bene con la nuova legge le guide italiane (fate attenzione, ho scritto italiane!) possono esercitare solo in una ristretta zona: le guide di Firenze in Firenze, quelle di Siena a Siena ecc… Logico direte voi. Mica tanto, visto che invece qualunque guida straniera può venire in Italia e portare i turisti dove vuole. Inoltre le guide italiane, anche quelle che esercitano da vent’anni e che hanno fatto la scuola, preso il patentino ecc…a breve “dovranno essere laureate”!
Apro una parentesi sulle lauree di oggi: tre anni che non preparano a niente e vi consiglio di andare ad assistere alla discussione di una tesi ( e non aspettatevi i tomi di una volta) per comprendere cosa  sforna.

Quindi le guide, quelle esperte, potrebbero avere grossi problemi che si aggiungeranno alla concorrenza spietata delle guide non italiane che però risiedono in Italia, che posso portare dove vogliono i turisti, ed entrare, udite udite, dove vogliono anche ne così detti “luoghi speciali”.
Luoghi speciali a cui le nostre guide italiane non possono accedere senza permesso, permesso che va richiesto ogni volta.
Il criterio con cui sono stati scelti i luoghi speciali segue una logica tutta sua: è luogo speciale il Corridoio Vasariano ma non Palazzo Pitti, mentre lo è la Collegiata di Empoli. Ovviamente per le guide italiane è diventato complicato e difficile lavorare e stanno perdendo terreno sorpassate da guide dell’Est europeo  e di altre nazionalità. Ma non è meglio che a raccontare le bellezze e gli aneddoti dell’arte italiana sia un italiano e che a lavorare siano italiani che pagano le tasse in questo paese?

Un altro comparto a cui nessuno guarda ma che aveva un indotto interessante e che negli altri paesi funziona è quello ippico. Ma nel nostro paese di finti moralisti se c’è solo l’ombra del gioco si grida “all’untore” mentre lo Stato guadagna cifre neanche immaginabili con il gioco d’azzardo e in combutta con i concessionari di rete (con società nei paradisi fiscali)  fa affaroni.
L’ippica italiana è praticamente lettera morta. Nessuno se ne occupa ma un indotto  che non era solo gioco ma anche sport è stato azzerato e migliaia di addetti son rimasti senza lavoro. Nella civilissima Toscana quest’anno, per la prima volta dopo 120 anni (non era accaduto neanche durante la guerra)  non si è tenuta “La coppa del mare” che richiamava all’ippodromo Caprilli  di Livorno (un ex gioiellino ora abbandonato)  gente e turisti in un clima di grande festa. Un ippodromo è comunque un luogo di ritrovo, di socializzazione, un modo per stare all’aria aperta, per mangiare qualcosa in compagnia, per divertirsi ma non produce un reddito pari ai soldi che la gente può far guadagnare allo Stato rinchiudendosi in una sala buia a buttare monetine in solitudine dentro una scatola di latta.

La storia del Caprilli va raccontata e lo faremo presto perché il sindaco di Livorno, Nogarin, da me interrogato sulla vicenda non ha dato molte risposte. Della serie: è così e basta. In più attaccò con livore una collega, Micol Fenzi ,che in quel momento stava prendendo la tessera di giornalista, e che è l’unica ad aver dato voce al problema prima che il Tirreno e altri riportassero la notizia.
Stendo un velo pietoso sulle vicende degli ippodromi fiorentini, che qualche collega ha tentato di seguire per poi lasciar perdere perché la vicenda è talmente nebulosa, con interessi ed intrecci  politici incredibili.

Ma intanto domandiamoci: che ne sarà dei nostri  anziani più poveri? Che ne sarà delle guide italiane? Che ne sarà dell’affascinante mondo dell’ippica? E che ne sarà di noi?

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Roberta.jpg[/author_image] [author_info]Roberta Capanni[/author_info] [/author]

1 Commento

  1. Dire voce del popolo voce di Dio andava bene una volta.ora no perché il popolo non ha più voce . Tutto nascosto sotto un manto di democrazia apparente le dittature locali e centrali la fanno da padrone e direi che lo Stato è proprio patrigno perché mafioso nella sostanza ed ipocrita né l’essenza. Basta scrivere sulle sigarette nuoce gravemente alla salute ma si prende il monopolio su quelle e sui liquori sui gratta e vinci e sulle slot. Sciacquamoci la bocca con gioca con moderazione perché il gioco da dipendenza patologica e poi chiediamoci chi sono i malati veri. Siamo in mano a psicopatici bipolari e schizofrenici . Come possiamo pensare che ci amino?

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