Di padre in figlio, un lago stracolmo di colori: l’arte secondo Mauro e Francesco Salvadori

Di padre in figlio. È questo il titolo della mostra di pittura che Mauro e Francesco Salvadori (rispettivamente, appunto, padre e figlio) inaugureranno sabato 2 marzo 2019, alle 17, presso lo spazio del Gruppo Donatello, in via degli Artisti 2r, a Firenze. Grande e già ricca storia la loro, che oggi si manifesta in questa esposizione patrocinata dal Quartiere 2 di Firenze e visitabile fino al 14 marzo, nei giorni feriali dalle 16.30 alle 19, la domenica dalle 16 alle 19.
Li abbiamo incontrati e abbiamo chiesto, innanzi tutto, a Mauro di raccontare la genesi della mostra e dove finisca Mauro e inizi Francesco. O viceversa?

Mauro“La mostra è arrivata praticamente per caso – risponde -. Sono stato a vedere una collettiva di pittura al Gruppo Donatello pochissimo tempo fa. Ogni membro del Gruppo esponeva un dipinto, perciò tanti dipinti, tante persone. Un mio amico pittore, Adriano Danti, mi ha presentato ad alcune persone che tramite lo smartphone hanno potuto vedere certi miei dipinti, rimanendo entusiasti. Fin troppo! Ho parlato così anche di mio figlio Francesco mostrando diverse sue opere e raccontando qualcosa di lui. Tre giorni dopo ho ricevuto una telefonata: il pittore che avrebbe dovuto esporre dal 2 al 14 marzo si era ritirato ed ho avuto la proposta di esporre al suo posto io e Francesco. Ho accettato su due piedi, anche perché Francesco si è entusiasmato all’idea. Esporre insieme a lui è stato un mio sogno degli ultimi anni ed era piovuta dal cielo l’occasione per realizzarlo.

Sogno di Mardocheo - Mauro

Francesco è cresciuto insieme a me, io ho continuato a crescere insieme a lui. Tenendolo stretto per mano affinché non dovesse perdersi nella fitta foschia che stava in agguato intorno a lui nel suo ignoto mondo, quello dell’universo autistico, ho ricevuto con la mia percezione quello che si racchiudeva in lui; lui ha sicuramente percepito con più intensità, tutto ciò che faceva parte di me, compreso quello che io neppure sapevo di possedere. Con il passare degli anni ho compreso che, dal punto di vista artistico, ci assomigliavamo. Eravamo attratti dalla musica, ci piaceva inventare e scrivere storie e soprattutto ci rendeva davvero simili la passione per la pittura.

Il Borgo - Mauro

Quando Francesco era piccolo lo portavo con me a disegnare all’aperto, lo stesso soggetto, ed era sorprendente come poi a casa, riguardando i disegni, risultasse diverso eppure simile allo stesso tempo il nostro modo di vedere le cose. Poi io ho continuato a dipingere con il mio stile, lui con il suo. Non gli ho fatto da maestro, almeno credo, l’ho solo incoraggiato: troppo forte e genuina era la forza che disponeva naturalmente nel suo animo. E neppure gli ho passato il testimone, ‘vai, continua tu!’. Posso immaginarci come due fiumi che con questa mostra si uniscono insieme per formare un laghetto stracolmo di colori”.
Quali sono le opere in mostra?                                                                    Sogno di Mardocheo e Il Borgo
“Tra le mie opere, sono contento di poter mostrare soprattutto Casolare presso Siena, Sogno di Mardocheo, Il boscaiolo, Sedia con pannocchie, Il Borgo, e i due dipinti che rappresentano fiori di campo. Francesco, che immagino avrà più successo di me, farà un figurone con Sguardi, La vendemmia, La ricamatrice di Burano, Rimpianto, I vecchietti”.

I vecchietti - Francesco

Quando ti sei accorto di avere un talento artistico e quando l’hai riconosciuto in tuo figlio?
“Fin da piccolo – prosegue Mauro – sono stato consapevole di avere ‘talento artistico’ e sono stato spronato a coltivarlo dal mosaicista Ugo Baldini. E fin da quando era piccolo l’ho riconosciuto in Francesco, e insieme a me le sue maestre alle elementari. Non esistevano dubbi. Grazie alle sue doti artistiche e intervenendo perciò adeguatamente è stato infatti possibile far trovare a Francesco un suo personale indirizzo che lo ha condotto ad avere un suo ruolo nella vita. Un ruolo che gli ha aperto il mondo intorno a sé”.
Alla stessa domanda, Francesco risponde così: “Me ne sono accorto quando ho partecipato per la prima volta al concorso Artisticamente, con la premiazione in Palazzo Vecchio, e ho vinto il terzo premio”.
In tre parole che cosa significa per te dipingere?

                                                                                                                                                                   I vecchietti
“Dipingere per me è come creare, in senso umano – risponde Mauro -. Trasporto sulla tela qualcosa che ho dentro di me, che altrimenti potrei vedere solo io. Dono agli altri una mia immagine interiore. Proprio così… infatti non sono mai riuscito, pur provando con impegno, a fare un quadro su commissione”.

Sguardi

Sguardi - FrancescoGli fa eco Francesco: “Per me significa provare la sensazione di fare una cosa bella”.
Tu hai anche altri interessi, per esempio la musica, ma in particolare la scrittura. Qual è stato il tuo percorso letterario e quali progetti hai in ponte.
“Ho cominciato a scrivere fin da giovanissimo, tutto a mano, su quaderni – spiega Mauro -. Veri manoscritti che conservo gelosamente. Il mio primo racconto, La ragazza della sorgente, risale al 1964, quando avevo solo quindici anni. Nel 1969 è arrivato il mio primo romanzo e poi tutti gli altri, rimasti nel cassetto per tanti anni. Poi, dal 2004, sono finalmente iniziate le pubblicazioni. Anche riguardo alla narrativa lo stesso discorso: nelle mie storie esprimo me stesso, qualcosa che porto dentro di me. Quando mi è stato chiesto di scrivere parlando di un argomento (non ideato da me) e rimanendo in un certo numero di pagine, non ho neppure voluto provare. Ho tre romanzi pronti e sarei contento di vedere pubblicati anche quelli, ma soprattutto mi piacerebbe che fosse oggetto di una particolare attenzione un mio amatissimo romanzo, pubblicato nel 2009, La polvere e il tempo, ormai esaurito da anni. Sarebbe bello che fosse nuovamente pubblicato e valorizzato”.

Verso casa - FrancescoDi padre in figlio, quali sogni custodite nel cassetto?
Mauro: “Poter trovare uno spazio di tempo per coltivare meglio la mia passione per dipingere, perché effettivamente dipingo troppo raramente”.
Francesco: “Sogno di diventare un pittore più bravo”.
Che dire di più?

Info: gruppodonatello@gmail.com, http://associazioni.comune.fi.it/gruppodonatello.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Verso casa

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