Don Giovanni secondo Riccio o Riccio secondo Don Giovanni?

Estate Fiesolana, mercoledì 24 luglio 2019: nel panorama speciale del Teatro Romano di Fiesole, va in scena Ti racconto Don Giovanni, spettacolo ideato e scritto da Alessandro Riccio, su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, nell’adattamento per dieci strumenti di Francesco Oliveto, affidato all’ensemble di Archi e Fiati dell’Orchestra della Toscana. Nuovo appuntamento la sera di sabato 27 luglio, nel Chiostro di Badia a Passignano, splendido complesso monastico nel territorio di Barberino-Tavarnelle.

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Nel recente passato di Riccio, c’erano già stati, fra le altre idee e realizzazioni, I Fiati all’Opera e l’incontro dissacrante ed emozionante, oltre che con il musicista di Salisburgo, con Gioachino Rossini, Georges Bizet e Giacomo Puccini. Senza contare tutta la sua ricca e varia produzione.
Oggi la sua attenzione è rivolta a quel Don Giovanni unanimemente considerato uno dei capolavori di Mozart. È così che l’attore fiorentino si trasforma nei personaggi del melodramma del 1787, “vestendosi e truccandosi in scena, mutando voce, corpo, personalità, svelandone allusioni e sottintesi”.

hitchTuttavia, a noi, che dalla nascita viviamo nell’ombra del dubbio evocata dal grande Hitch nel suo film del 1943 con Joseph Cotten e Teresa Wright e che abbiamo visto il pirotecnico show di Alessandro Riccio, qualche domanda sorge spontanea. E, come spesso accade, gli interrogativi, anche se restano irrelati e apparentemente privi di risposte, aggiungono significato e ricchezza alla sostanza delle cose, alla cura di uno spettacolo e delle anime degli spettatori, all’interpretazione dei percorsi descritti sul palco.
Sarà dunque vero che abbiamo semplicemente assistito alla versione del Don Giovanni rivisitata dal nostro attore? Certo che sì! Ma siamo sicuri (e sarebbe già tanto) che sia tutto qui? Certo che no! Ogni forma espressiva è un consenziente rapporto multiplo, una piccola orgia, insomma, per cui, pure in questo brillantissimo caso, la relazione è plurima. Ed è proprio la coinvolgente reciprocità Don Giovanni/Riccio/Don Giovanni o, se preferite, Riccio/Don Giovanni/Riccio, infarcita del suo diventare anche altri personaggi, volti, smorfie, battute e costumi, ad aprire al pubblico varchi nuovi e speranze di sensi inediti, tutte cose di cui dobbiamo essere grati a chi in scena ha dedicato i più classici sangue, sudore e lacrime per sorprendere una volta di più.

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Il risultato, come sempre in Riccio avvolto nelle sane spire di una fertile ironia e di una comicità insieme sottile ed immediata, confonde le idee con lucidità, spostando i confini della finzione fino a quelli della realtà e viceversa, simboleggiati dall’alternanza di (quasi) nudo e di trucco e costumi. Ed è quanto noi spettatori vogliamo, anzi dobbiamo volere: essere spiazzati, fidarci del gioco con la disponibilità a perdere qualcosa, per dirla con Jovanotti, e, grazie a questo ascensore spettacolare, salire verso l’inesplorato. Che non manca e, soprattutto, non tradisce mai.

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Il corpo di Riccio muta e si tramuta, regalando a noi e a se stesso varie pelli. Bisogna riuscire a indossarle e a spogliarcene, senza intervalli: è qui che nasce la sorpresa, è qui che prospera il teatro, è qui che scattano sia gli applausi a scena aperta, sia quelli della liberazione conclusiva, dopo la consapevolezza di avere assistito ad una solenne e scherzosa celebrazione dell’amore e della vita, i soli valori che, alla fin fine, contano e sempre devono emergere.

67160479_2605929846085061_6560308170906927104_nIn Ti racconto Don Giovanni, in cui l’interprete e autore realmente narra e spiega temi, voci e contenuti dell’opera di Mozart con un montaggio scenico frenetico e ridondante, tale da richiamare i modelli cinematografici di George Lucas e Steven Spielberg, i musicisti dell’Orchestra della Toscana accompagnano elegantemente il nostro “Mastro di chiavi” arricchendo le trame di questo straordinario “dramma giocoso”, che, per chi non c’era l’altra sera a Fiesole, sarà recuperabile già sabato 27 luglio alla Badia a Passignano, un’altra bella cornice per uno spettacolo riflessivo e divertente.

Grazie a Luca Bertini per le foto.

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