Due tram chiamati desiderio….

1166015-tramvia1Faccia onesta da bravo violinista, sempre un passo indietro anche da se stesso. Educato, silenzioso, quasi anonimo.

Certo è che non ha la faccia di bronzo nè la spegiudicatezza di colui che fin’oggi ha manovrato la sua (piccola) storia politica e che lo ha preceduto sulla poltrona di sindaco che considerava “la più bella del mondo e che mai avrebbe abbandonato per

UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE sopralluogo del sindaco dario nardella con il sottosegretario riccardo nencini e ass giorgetti al cantiere tramvia in via di novoli STUDIO ASSOCIATO CGEFOTOGIORNALISMO

andare a Roma”.

L’ex rottamatore che non è stato capace neanche di rottamare se stesso all’indomani di quel referendum da lui stesso definito spartiacque della sua storia politica al punto di affermare in mille occasione che “se perdo non solo mi dimetto ma smetto di fare politica” osò trasformare per magia da due mesi a due giorni i tempi di attesa dell’inaugurazione della linea 1 della tranvia.
Era il 2010. Ancora sognava in grande, era il Rottamatore che L'articolo de Il Reporter con la dichiarazione di Nardellamandava a casa la vecchia politica e con essa gli oltre 10 anni di cantieri della linea 1 e riuscì nell’impresa.
Con il suo decisionismo bizzoso l’avrebbe fatto a costo di andare lui stesso a finire i lavori, pala in mano. Lo avrebbe fatto a costo di far deragliare un treno quando nessuno durante i collaudi vedeva. Ma l’avrebbe fatto e lo ha fatto.
Diamogli il merito. Almeno questo dato che tanti dei 100 punti promessi nella campagna elettorale da sindaco sono sempre lì che gridano vendetta.

Il suo successore invece, no.
Uomo educato e mite che in uno slancio di spregiudicatezza è caduto sulla buccia di banana di affermare in un intervista esclusiva al mensile”della casa” Il Reporter (era il maggio del 2016) che per San Valentino del 2018 i fiorentini avrebbero viaggiato sulle linee 2 e 3 della tranvia oggi nicchia sui reali tempi di messa in opera delle due linee tranviarie su cui si gioca tutta la sua credibilià .
A una settimana da quella promessa fatta e in cui per giunta aveva anche osato scommettere una cena coi suoi cittadini che, burloni e perfidamente ironici come sempre non si sono fatti mancare l’occasione per canzonarlo e far nascere sui social anche un gruppo dove si sono già  prenotati in 4000 per la cena che il sindaco pagherà  per la promessa non mantenuta. Anzi, gli stessi fiorentini hanno deciso di commutare in pacchi alimentari per i pensionati al minimo quella cena.
Ma non solo non si viaggerà  in tranvia per la festa degli innamorati ma non lo si farà  nemmeno per la fine di febbraio, ne forse per fine giugno.
Forse si slitta ad agosto per la linea 3 e a novembre per la 2?
Quasi un anno in più?
Sì, no, nì, forse.
Dalla riunione di ieri mattina fra l’amministrazione e i vertici di Tram spa nessuna fumata bianca e un aggiornamento alla prossima settimana, immaginiamo sempre senza la voglia di riferire in consiglio comunale dato che la questione si fa seria perchè oltre al ritardo, di per se gravissimo c’è in ballo qualcosa come 282 milioni in più di euro che le ditte chiedono per l’allungamento dei tempi.
Il comune ostenta sicurezza (anche se nega di riferire in consiglio comunale) sbandierando i patti firmati lo scorso 29 dicembre con le ditte stesse che s’impegnavano che la messa in esercizio dove scattare per entrambe le linee il 30 giugno.
Nella domanda di arbitrato depositata dal consorzio delle imprese costruttrici, Tram spa, si prospettano invece tempi più lunghi.
Dov’è la verità?

Di certo c’è solo che il sindaco e il comune hanno bluffato coi cittadini promettendo il primo viaggio in tram per San Valentino quando invece sottoscrivevano con le ditte accordi per il 30 giugno.
Come stanno le cose poi è difficile saperlo e anche prevederlo senza una palla di vetro.
Altre certezze sono solo che fra errori, banchetti fatti nei sottopassi, binari sbagliati smontati e rimontati, doppi turni e turni serali solo promessi e zone di cantiere dove ancora di binari non si vede nemmeno l’ombra è verosimile che anche la data del 30 giugno sia ottimistica.
E i fiorentini aspettano. Se fiduciosi non si sa.
Una cosa è certa. Voglio la verità  e non le balle che negli ultimi decenni volano alte a Palazzo Vecchio e dintorni

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