Evasione: guerra tra poveri

Tasse ed evasione. Leggo un post su face book e sento la rabbia che mi monta. Il post recita: 110 miliardi di Evasione (scritto con la maiuscola) ogni anno… Sono forse i lavoratori dipendenti?? ( i punti esclamativi sono due perché pare che su Fb le regole della grammatica italiana siano roba da non considerare).fb_icon_325x325

Partono i commenti:

Monica: sicuramente

Stefania : Noi siamo super controllati !!!!( anche qui quattro esclamativi). Paghiamo anche per coloro che evadono o per i nulla facenti

Anna: a noi non sfugge nulla! Andassero a controllare i liberi professionisti che fanno vacanze da sogno, hanno macchine di lusso e con l’aiuto dei commercialisti ecc..

E via andare.

Dunque i dati son sempre gli stessi e i media li diffondono a piene mani scatenando la solita “guerra tra poveri”. In Italia non si vogliono aprire gli occhi, il ragionamento dell’italiano medio è rimasto ancorato alla divisione  servi della gleba e signororotti, tra operai e padroni.
Eppure le saracinesche dei negozi chiuse parlano chiaro, come è evidente che gli artigiani sono spariti ma nessuno si domanda perché. Specialmente chi ha un lavoro dipendente e stabile “evita” di farsi queste domante e si permette ancora di attaccare chi cerca di dar da mangiare alla famiglia in qualche modo.

Le piccole partite iva, i professionisti tanto attaccati, i commercianti stessi non riescono ad andare avanti. Attanagliati da tasse (una in un post scrive che paga il 55% di tasse quale lavoratrice dipendente senza calcolare che la stessa percentuale aumenta se si considerano tutte le adempienze a cui deve sottostare un libero professionista o un commerciante e che lei, dipendente, non ha), persi nella burocrazia che blocca idee e impedisce di lavorare nel modo giusto, impossibilità a scaricare molte delle spese che sono invece necessarie per mantenere in piedi l’attività, con ricevute insolute, assegni non pagati che lo costringono a non pagare a sua volta e a finire, spesso, nei guai,  ecc…spiaggia-riccione-maggio-2008-600

Ai dipendenti io farei fare un “giro di prova”, gli farei gestire un negozio da parrucchiere, gli farei vendere panini, gli farei fare il falegname o il giornalista freelance  e guarda, voglio essere buona, gli  voglio dare anche l’attività avviata senza cioè doversi creare una clientela.  Voglio proprio vedere se dopo sei mesi trovano ancora il coraggio per scrivere certe castronerie!

La guerra tra poveri non ha mai fatto guadagnare nessuno tranne chi è ricco davvero. Invece di dare addosso a chi fa una fatica incredibile per mantenere il proprio lavoro, combattendo contro una concorrenza spietata a cui i dipendenti non devono far fronte,  gli italiani dovrebbero fermare il cervello e guardarsi intorno.

Basta andare su una spiaggia d’estate per comprendere chi può permettersi ancora un ombrellone  a 30 euro al giorno, fare delle domande e vedrete che la maggior parte sono dipendenti!  I professionisti di cui parlate sono i pochi che trovate, insieme ai politici, sulle spiagge più blasonate. Le vacanze, i professionisti e i commercianti di piccolo calibro, se le fanno (ma ne conosco migliaia che sono anni che non mettono piede nell’acqua di mare o non vedono la cima di una montagna) le fanno in bassa stagione oppure si concedono al massimo due o tre giorni.

Non si può fare di tutta l’erba un fascio! Esiste l’avvocatone che non accetta neanche chi essendo praticamente a reddito zero può usufruire del gratuito patrocinio e l’avvocatino che cerca di aiutarti il più possibile mettendoti solo le spese dei bolli.

vivereIl primo ha uno studio con tappeti persiani e fa vacanze in giro per il mondo in barche a 5 stelle S, l’altro va fdalla mattina alla sera a spiaggia libera.  Il primo poi, può anche avere stagisti che paga pochissimo e fa lavorare tanto, il secondo la sera va a consegnare pizze per pagare le bollette. Ancora esempi? Ci sono giornalisti che sono strapagati ad articolo e percepiscono soldi per ciò che scrivono più la pensione (perché di fare il giornalista non si smette mai) e giornalisti a cui lo stesso giornale da 2-3 euro a pezzo…lorde e devono pure pagarsi benzina e biglietto del bus per andare a fare le interviste e seguire le conferenze stampa.

Visto che il tema scatenante era l’evasione vogliamo parlare di tutti quelli che lavorando dipendenti e avendo la fortuna di avere un orario ben distribuito, casomai di 35 ore o meno, trovano il tempo per fare un secondo lavoro, rigorosamente al nero? Questi (e son tanti) oltre a togliere lavoro a chi non ne ha neanche mezzo non pagano certo le tasse sulla seconda attività!
E la casa? È più facile che oggi riesca a farsela un dipendente che un libero professionista anche qui ci sono i dati che parlano.

Invece di inveire contro chi non ha un lavoro dipendente non sarebbe meglio “unirsi” e chiedere di avere tasse giuste (una tassa bassa la pagherebbero tutti e anzi si sentirebbero bene nel farlo e i narcisisti potrebbero vendersi per i più bravi della classe), chiedere di poter scaricare le spese anche familiari (se mi si rompe la lavatrice e quello che l’aggiusta mi chiede 200,00 più iva mi dite voi a cosa mi serve dargli l’iva  visto che poi io non la posso scaricare?), se tutte le spese necessarie a portare avanti un lavoro fossero scaricabili ci sarebbe più giustizia e nessuno sarebbe costretto a cercare di inventarsi le cose, se fosse più semplice per piccoli imprenditori e società fare la dichiarazione dei redditi senza dover ricorrere a costosissimi commercialisti (minimo son 500 euro al mese per una piccola srl), se non esistessero quei maledetti e fuorvianti studi di settore  forse tutti pagherebbero il dovuto !

Certo se i giornali di gossip sono ancora molto venduti e libri invece no, specialmente i saggi, le indagini, le analisi, se la gente sta incollata a guardare la tv che parla di come tizio ha ammazzato la nipote o la moglie dopo mesi anzi anni dai fatti c’è ben poco da sperare.

Roberta Capanni

 

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