Firenze: camera con vista sotto e dentro il ponte da Verrazzano

Nei giorni delle celebrazioni e delle “Chiavi della città” a grandi esponenti del cinema e delle istituzioni Firenze, alza il tappeto e ci nasconde la polvere sotto. Come sotto e dentro il ponte da Verrazzano.

Il sole riscalda ancora nelle ore centrali della giornata ma la notte arriva presto. I primi segni dell’autunno. E freddo lo deve essere davvero per chi, nell’indifferenza dei tanti che ogni giorno transitano a piedi, in bici, in moto e in auto, dorme sotto e dentro il Ponte da Verrazzano.

Non succede in una bidonville asiatica o africana ma nella Firenze del 2019. Nella culla della cultura e dell’arte,  a pochi passi dal luogo dove ogni giorno centinaia di torpedoni vomitano in città brulicanti turisti del mordi e fuggi.

Il Ponte da Verrazzano unisce due rive di Firenze non in una lontana e isolata periferia ma fra i quartieri di Gavinana e Campo di Marte. Quartieri borghesi densamente abitati e chissà quanti, passeggiando sul ponte, hanno girato lo sguardo dall’altra parte fingendo di non vedere. Altri magari hanno guardato, cercato di capire, segnalato. Ma si sono trovati davanti un muro d’indifferenza.

Noi non lo facciamo. Pensiamo che si doveroso che tutti sappiano. Nostro dovere di cronisti e far sapere cosa succede lì perchè non riusciamo ad accettare che degli esseri umani possano vivere nascosti come topi sotto un ponte col rischio che con  la prima piena d’autunno vengano spazzati via dalle onde o peggio ancora dentro il ponte, nel ristrettissimo spazio ricavato nel cemento armato sotto le pigne.

Come vedrete nel video è chiara la presenza umana. In quella specie di loculi ricavati negli anfratti della struttura in cemento armato dove pare anche impossibile respirare ci sono abiti, ciabatte, piatti e forchette usate e addirittura una lampada a mo’ di abat jour accanto al lurido materasso umido che fa da giaciglio.
Non c’interessa sapere se quelle persone sono italiani o stranieri, bianchi o neri, regolari o irregolari. Sono esseri umani e lì non devono stare.
Possibile che nessuno sappia e nessuno veda?

E già che ci siamo, dato che questo ponte è bene o male un bell’esempio di architettura del Novecento con la sua unica campata e struttura in acciaio e cemento armato forse sarebbe cosa buona eliminare quei vergognosi murales che lo adornano…

 

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