Firenze e sicurezza: una pentola che bolle a fuoco lento

Ormai in dirittura d’arrivo la legislatura fiorentina e con un consiglio comunale ormai depotenziato dal fine mandato, un sindaco uscente che prova ad essere rientrante e un fritto misto di candidati fantasma come sta davvero la Firenze dei cittadini lontana dai palazzi?

20190222_111741A Firenze il fuoco sotto il pentolone delle amministrative è acceso. Tante chiacchiere, pochi candidati veri, tanti bluff, pochi fatti.
La politica si dimostra sempre più scollata dalla realtà. I frequentatori dei palazzi, impegnati nella loro “missione” fra consigli, commissioni e quant’altro dimostrano ancora di non avere il polso degli umori dei fiorentini.
Brontoloni, polemici, bastian contrario per natura, ma con un’idiosincrasia a farsi prendere per il naso.

Tralasciando l’argomento tranvia, trattato in altro articolo, vogliamo soffermarci sull’altro grande tema su cui sicuramente si compiranno i giochi delle amministrative 2019: la sicurezza.

Un tema che, fino alle politiche del 2018 faceva rima con destra e che oggi è un cavallo di battaglia trasversale della politica italica.
Trattasi del resto dell’argomento su cui ha picchiato più forte contro il muro del consenso popolare la sinistra e per questo diventa oggi la tematica indispensabile per una buona campagna elettorale.

Ma oggi che il tema è sdoganato anche a sinistra come è messa Firenze?

Non proprio bene, basta andare in giro e parlare con i cittadini. Se sia solo una sensazione di turbativa emozionale data dal troppo parlarne non lo sappiamo ma le persone non si sentono sicure, contrariamente a quanto oggi ha affermato dal Sindaco durante il suo bilancio di fine mandato.

20180627_155201-678x381Hanno lasciato il segno nelle paure delle cittadine ad esempio i 4 stupri avvenuti nel giro di pochi mesi, un segno doppio se si considera che sono avvenuti ad opera di occupanti di strutture abbandonate, senza alcun controllo da troppo tempo.

Strutture che peraltro, così come molti parchi e giardini della città sono diventati anche centrali dello spaccio di ogni tipo di droghe. Donne aggredite in strada mentre facevano jogging, oppure importunate in bicicletta solo per aver osato incrociare lo sguardo con degli spacciatori in piena attività e poi le aggressioni alle forze dell’ordine che “osavano” andare a fare controlli.

Colpa del Ministro dell’Interno che non manda poliziotti in più dice il comune; no colpa del comune stesso che ha respinto le tante richieste avvenute in tal senso prima del cambio di guardia a Palazzo Chigi del 4 marzo scorso rispondono dalle opposizioni.

Fatto sta che ai cittadini poco interessano le scaramucce. Loro in strada ci sono tutti i giorni e hanno paura.

Di certo c’è che l’immobile abbandonato da anni di Firenze Sud in cui alloggiava lo stupratore seriale di Varlungo è tutt’oggi lì col suo carico umano di disperati e criminali sotto un tetto pericolante che rischia di crollare da un giorno all’altro.

20190222_111750Colpa del Ministro degli Interni che con il suo decreto ha mandato in strada tanti disperati; no colpa del comune che non è capace di agire rispondono gli oppositori. Ma anche questo poco importa ai cittadini che chiedono sicurezza, quella vera.

E a proposito di zona lungarno della parte sud della città stupisce anche come, negli stessi luoghi della movida molesta che tanto è stata nell’occhio del ciclone la scorsa estate, chiusi i bar e gli ombrelloni si siano moltiplicate le occupazioni: una dietro l’altra. Nell’indifferenza.

Gli spogliatoi dell’ex campo di calcetto situato sul lungarno Colombo sono diventati casa e discarica della solita famigliola dell’est Europa che da almeno due legislature si tenta invano di allontanare dalla zona: prima dall’ex bocciofila del lungarno del Tempio (poi demolita) e poi dai giardini fra via Piacentina e via Campofioree e pochi giorni fa anche da qui. Dove la prossima residenza?
Proprio nel bel mezzo dei giardini Caponnetto nel vicino lungarno del Tempio invece,  sotto il ponticello dove una volta si noleggiavano i “grillo” e oggi scorrazzano i bambini della zona gli ex magazzini e bagni pubblici sono diventati rifugio di disperati che bellamente, nonostante l’intervento delle istituzioni a cui abbiamo personalmente assistito e un incendio che solo per miracolo non ha fatto vittime, stanno ancora lì.
Il tanfo acre, la paura e l’impotenza è forte nei genitori dei bimbi e negli anziani che frequentano il giardino e che si sentono sempre più deboli e insicuri.

Dov’è la verità? Nei palazzi o fuori per la strada?

 

Guarda video: https://youtu.be/2st9qVnRSpk

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*