Firenze non c’è più.

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Firenze non c’è più. Non è retorica ma osservazione della realtà. Firenze, la nostra città, la mia città non esiste più. E a chi mi darà della disfattista dico che non ha conosciuto la vera Firenze. Io, per fortuna, ho fatto appena in tempo anche perché ero una bambina cresciuta a “pane e Firenze” e quindi capace di guardarmi intorno.

Devo ringraziare soprattutto la maestra D’Elia (una maestra d’altri tempi, un po’ anacronistica, con la sua crocchia sale e pepe e le sue collane di perle) della scuola elementare Giosuè Carducci che alle tabelline preferiva il “Quaderno di Firenze” dove raccoglievamo storie e ricerche sulla nostra città, la più bella del mondo a suo dire.20170907_195122

A 7 anni “conoscevo” Michelangelo e il suo caratteraccio, la “gabbia per grilli” del povero Baccio D’Agnolo, avevo chiara  la disposizione di San Francesco, Fiesole, Borgunto e Monte Ceceri con le Cave di Maiano, la storia del peposo e di un altro genio come Messer Filippo Brunelleschi.

Dunque Firenze non c’è più. C’è rimasto  il “museo” ma la vita non c’è, non ci sono i fiorentini che vivono le strade di giorno e di notte (ma senza disturbare più di tanto), non ci sono le attività che gli davano da vivere.
Al grido della globalizzazione (che per me ha un altro significato) si sono concesse licenze a go go a chiunque senza nessun rispetto per una città che ha contributo, e tanto, al progresso. Progresso nel nome del quale abbiamo azzerato tutto, ciechi ed incuranti dei danni.
Oggi, soffocati da un turismo cialtrone e cafone, subiamo soprusi e maltrattamenti di chi arriva nel cuore della città senza nessun rispetto del suo passato grazie al quale oggi, possiamo ammirare tanta bellezza tutta insieme.

La colpa è nostra. La colpa è di chi ha permesso tutto questo e di chi crede che mettere regole e farle rispettare sia un cosa “di destra” mentre il “tutto è permesso” sia una cosa di  “sinistra”. Ammettiamolo abbiamo perso la battaglia perché incapaci di far quadrare il passato con il futuro, perché faziosi e boriosi come sempre i fiorentini sono stati.

La Firenze che non c’è più aveva regole non scritte, che si tramandavano, era una città fatta di vite vissute tra le vie.  Non è lontano il tempo in cui mio padre poteva prendere l’auto e andare a far due chiacchiere con gli amici del bar Manetto in piazza del Duomo mentre la gente passeggiava intorno in tutta tranquillità.
Fate  e pensate cosa volete ma la libertà è una bella cosa se la si sa usare, quando diventa un mezzo per sopraffare chi le regole le rispetta, è delinquenza.

Noi e le nostre regole inutili. Abbiamo tolto quelle utili per metterne altre in nome della libertà. Un esempio? Lo sapete che siete passibili di multa se raccogliete delle cartacce da un giardino pubblico? E allora non posso neanche spazzare e buttare acqua davanti al mio negozio? Pare di no…

Quante volte abbiamo parlato di degrado di via de’ Neri a Firenze da queste pagine? E ora l’aggressione riempie le pagine dei giornali cittadini. E pur sapendo, cosa è stato fatto da parte di chi amministra questa città?  Ora inizierà lo scarica barile delle responsabilità come sempre e chissà che non ci rimetta pure il negoziante coinvolto.
E adesso lasciatemi sognare prima di levare le tende definitivamente e lasciare questa città museo dove i negozianti vengono aggrediti solo perché invitano i turisti a non bivaccare sui gradini del loro negozio.

La Firenze che vorrei

Nella mia Firenze utopica ci sono proprietari di case in centro obbligati a canoni di affitto almeno quinquennali e ragionevoli a fronte di grossi sgravi fiscali,  incentivi per i giovani per aperture non di pub e finte osterie ma di negozi di vicinato con veri prodotti del territorio, c’è l’entrata calmierata di turisti,  ci sono tanti piccoli bus elettrici e mini auto elettriche gratuite con cui girare in sicurezza,  c’è l’obbligo per gli esercizi di ristorazione di spazio adeguato per la consumazione dei prodotti venduti,  ci sono distanze regolamentate tra  esercizi della stessa tipologia, ci sono vigili e personale gentilissimo e ben  riconoscibile in giro nelle strade,  ci sono cartelli  chiari su cosa si può e non si può fare  come le vecchie iscrizioni dove si proibiva il gioco della palla o di fare la pipì per strada che ancora si vedono vicino ai tabernacoli, c’è il greto del fiume pulito e accessibile per tutta la lunghezza dove si incontrano vigili a cavallo. In questa Firenze si può andare a qualsiasi ora nel parco delle Cascine a correre senza timore alcuno,  in piazza Indipendenza come in altre piazze i bambini giocano tranquilli anche perchè  non ci sono persone a dormire sulle panchine in pieno giorno (accolte in  luoghi puliti con regole da rispettare), in questa città fantastica non si spaccia davanti a tutti a qualsiasi ora perché altrimenti arriva un signore con tanto di distintivo che ti mette delle belle manette e ti porta in gattabuia e butta via la chiave mentre tu per mangiare lavori un bell’orto e impari a far di conto.E questo è solo l’inizio.

Intanto riguardatevi Camera con Vista e Amici Miei. Poesia del paesaggio e graffiante spirito fiorentino: tutto ciò che non c’è più.

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16 Commenti

  1. vero è tutto vero …oggi San Pierino zingara che fa i propri bisogni nella via San pier maggiore non l’ho fotografata ma mi stava già insultando …poi turisti seduti davanti alla mia vetrina ..mentrecaltri non potevano guardare la vetrina..ogni mattina nonostante la solerte pulizia .
    vomito e quant’ altro sui bandoni..

    • Bellissima e dolorosa verita’… anche io ringrazio la mia maestra delle elementari Florenza Graziani che ha insegnato a tutti noi degli anni 50 lo stesso amore per Firenze… il quadernone lo conservo ancora e il ricordo di me e mia sorella con il mio papa’in giro per il centro di Firenze a cercare cartoline di monumenti e scorci..e a contare le api sul monumento di piazza S.Annunziata.. ricordi indelebili cosi’carichi di emozioni che hanno legato la mia vita..la mia storia..la mia arte..per sempre alla mia Firenze. GRAZIE

  2. Beh il ragionamento torna ma oramai siamo veramente in pochi i nostalgici di Firenze che era ma che potrebbe ancora essere.
    Io 14 anni fa’ ho riaperto con orgoglio il Caffè Michelangiolo in Via cavour 21 dove era la sua sede originaria
    In questi anni ho organizzato tantissimi eventi d’arte e culturali che hanno avuto un enorme successo a livello internazionale. Perché con orgoglio ho promosso degli artisti locali che adesso stanno esponendo le loro opere all’estero.
    Purtroppo nel gennaio del 2020 dovrò chiudere il locale perché la proprietà vuole farci un grande albergo,
    E così se ne va’ un altra parte di storia di Firenze per colpa del Business e del sovraffollamento dei turisti.
    Pensate che il Caffè che era frequentato da Telemaco Signorini , Silvestro Lega, Carlo Lorenzini e il Fattori.
    Chiuse nella fine dell’ 800,
    Adesso che richiuderà forse per sempre il nostro Comune nella sua ignoranza Culturale ed è veramente ignoranza perché nei vertici comunali non esiste più nessun storico di Firenze.
    Tutto sparirà in un oblio senza che nessuno faccia niente.
    Quindi dico va bene stanno sparendo le radici di Firenze ma in buona parte è anche colpa nostra….

  3. è un articolo coraggioso, fuori dal mainstream che loda le scelte degli ultimi anni, se farò una mostra fotografica su firenze mi piacerebbe invitare l’autrice

  4. Io a Firenze centro non ci metto più piede da anni!Ormai é irriconoscibile! Ma non è la città sono i suoi abitanti che l’hanno deturpata! Gente brutta e vestita male! Sono brutti anche i giovani! Firenze era elegante nella sua semplicità e ogni vetrina era una scoperta per gusto e classe! Ora sono dozzinali anche quelle delle grandi firme! E i fiorentini veri preferiscono le periferie dove si respira ancora umanità! Firenze non è mai stata Milano o Roma! E i fiorentini erano temuti per la battuta fine e tagliente!Tutto finito!Appiattito da un dilagante qualunquismo prezzolato! Io ormai sono quasi della terza età e vedendo quello che mi tocca vedere credo in via d’estinzione come le balene!… Penso a Sgarbi e mi viene da dire ” capre capre capre…!”
    Bella la mia Firenze con l’Arno d’argento!

  5. Ho vissuto a Firenze negli anni 70…quando mi accade di tornarci mi viene il magone. E non solo per le vie del degrado, ma anche e soprattutto per quelle del lusso. Neppure lì di Firenze non c’è nulla. Sono due facce della stessa medaglia: la globalizzazione.

  6. concordo in tutto con Roberta. I miei genitori gestivano il bar Gambrinus con i biliardi, 15 dipendenti, costretti a chiudere per affitti che crescevano ogni anno. Abbiamo perso il nostro genius loci e il motivo di richiamo per il “buon” turismo,l’ospite rispettoso, interessato alla vita dei luoghi..Abbiamo in gran parte masse enormi di turisti che a volte non sanno nemmeno dove si trovano! Altra brutta notizia: si prevede a livello mondiale il raddoppio dei flussi turistici entro 10 anni.Pensate si stimano solo a Firenze ogni anno circa 18 milioni di presenze (notti) di turisti. Sara’ una vera e propria emergenza. Concentriamoci sulle possobili soluzioni!!

  7. Tutto vero ahimè, ma il lamento, fine a se stesso, porta a niente. Noi siamo i fiorentini, contiamoci e… azione!
    Io ho appena aperto in centro un piccolo laboratorio di ceramica e scultura, una bottega come ai vecchi tempi, senza falsi souvenir per turisti. Un luogo dove fare arte … o almeno ci sto provando.
    La parola magica è agire, agire e agire.
    Pronta a metterci nome e faccia.
    Ogni piccola azione può essere la svolta.
    Martina Buzio

  8. magari se fosse stata creata un’alternativa al turismo per dare lavoro alla gente magari non avremmo avuto bisogno di queste mandrie di bufali che girano per il centro… e cmq quando punti sul turismo di massa ti prendi il buono e il poco buono… troppo facile sarebbe fare questi numeri(e i relativi soldi) senza tutti i problemi connessi…

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