Firenze, rimpasti e assessori con residenza a Francoforte

La domanda nasce spontanea: può un sindaco fare il cosiddetto rimpasto di giunta annunciando il fatto sui giornali senza prima averlo fatto di fronte all’assemblea che rappresenta la città?
Dario Nardella ha deciso ma quello che a qualcuno potrebbe sembrano il piglio della persona capace di prendere decisioni,  in realtà mostra tutt’altro.

Il fatto: causa i troppi impegni, legati alle iniziative di commemorazioni del decennale della scomparsa del marito Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani ormai ex assessore alle relazioni internazionali e cooperazione, in una lettera aveva motivato al sindaco Nardella la sua decisione di lasciare il suo incarico.
Al via, quindi, un classico rimescolamento di deleghe all’italiana e la nomina di un nuovo assessore che “logicamente” dovendo occuparsi di Firenze non vive in città ma (pare) a Francoforte.
La seconda domanda è: dovremo pagargli il biglietto?

Sull’accaduto durissime sono state  le parole pronunciate oggi dall’opposizione, nelle persone di Francesco Torselli (Fratelli d’Italia), Cristina Scaletti (La Firenze Viva), Tommaso Grassi (Firenze riparte a Sinistra), Miriam Amato (Alternativa Libera) Jacopo Cellai (Forza Italia), Arianna Xekalos (Movimento 5 Stelle) che non hanno apprezzato il modus operandi del sindaco.

“Un sindaco degno di questo nome –hanno spiegato gli esponenti dell’opposizione in un comunicato – non annuncia rimpasti di giunta sui giornali, ma di fronte all’assemblea che rappresenta la città che lo ha eletto.

Evidentemente, nella foga di trovare una soluzione che accontentasse tutte le rumorose anime del suo partito, Nardella deve essersi dimenticato di essere il sindaco di Firenze con il dovere di portare rispetto al Consiglio comunale e alle istituzioni.
L’ennesimo atteggiamento a metà tra l’arroganza che fu di Renzi e l’inadeguatezza di chi ricopre un ruolo per il quale è palesemente inadatto”.

Una mancanza di rispetto verso i fiorentini per cui i consiglieri comunali di opposizione si appellano ufficialmente “alla presidente del consiglio comunale Caterina Biti, affinché difenda il ruolo dell’Istituzione che presiede, dissociandosi pubblicamente da chi delegittima il ruolo del consiglio, preoccupandosi di comunicare una tale notizia alla stampa prima che al Consiglio comunale stesso.”

La terza domanda: ma perché la politica  non fa suo il vecchio detto contadino “moglie e buoi dei paesi tuoi”?
Ma davvero i fiorentini che vivono a Firenze non sono in grado di gestire un assessorato come quello lasciato dalla Mantovani?

Roberta Capanni

2 Commenti

  1. Ma nemmeno la Mantovani era di Firenze. Non vedo perché l’assessorato deve essere necessariamente lasciato ad uno/a di Firenze. L’importanza è che siano capaci e che abbiano esperienza nell’amministrazione pubblica.

    • Vero. Niente da eccepire sul nuovo Assessore come persona sono i metodi usati per la sua nomina che sono fuori dalle regole. Il Sindaco riferisce in consiglio comunale. annuncia di aver ricevuto le dimissioni, decide se accettarle o no e poi nomina un nuovo assessore davanti al Consiglio Comunale eletto dal popolo.
      La Mantovani non era residente all’estero comunque.
      Esperienza in amministrazione pubblica? Vero. Strano che anche in Firenze Fiera sia stata trasparente la Concia…

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