Francesco Tasselli e il suo ultimo corto YourBnB: “Per un cinema che faccia progredire a livello umano”

L’attore e regista cinematografico e teatrale pratese Francesco Tasselli è fresco di regia con YourBnB, uno dei cortometraggi più interessanti visti in questi ultimi tempi, sceneggiato da Lisa Ghilarducci, interpretato da Alberto Onofrietti, Daniele Favilli, Lisa Ghilarducci, Andrea Anastasio, Lorenza Guerrini e Sergio Forconi, e prodotto da Luca Elmi.

YourBnB_Locandina orizzontaleFrancesco, cosa racconta, anzi cosa puoi raccontare del tuo YourBnB?
YourBnB è un lavoro di cui vado molto fiero. Non solo per lo sforzo realizzativo che ha richiesto, data la complessità della struttura, ma soprattutto perché credo che il film racconti bene un tema che sento fortemente: la distanza che intercorre tra la propria percezione di se stessi e quello che si è davvero, tra quanto ci raccontiamo di essere e ciò che possiamo essere; questa seconda dimensione è infinitamente più estesa della prima e talvolta la vita, quando ci mette alla prova, fa sì che si manifesti. In altre parole, sento una grande fascinazione per questo tratto dell’essere umano: la consapevolezza tendenzialmente limitata che ha di se stesso. Ma, appunto, qualche volta ci pensa la vita, come accade al protagonista del film, a farci detonare, e a far venir fuori parti di noi stessi che tenevamo sopite. Un altro elemento è la notte, con le sue atmosfere. Mi attrae particolarmente il racconto notturno, perché la notte rende labili i confini delle cose, delle persone, delle situazioni. Favorisce le concessioni, le autoassoluzioni, la sospensione del giudizio. Però, accanto a tutti questi concetti, mi piace il fatto, concretissimo, che YourBnB abbia una storia, solida e strutturata, con un bel crescendo di tensione, e degli attori bravissimi, a partire dal protagonista, Alberto Onofrietti, un fuoriclasse capace di stare dentro al personaggio con un’intensità che ogni volta colpisce al cuore gli spettatori, non più abituati a vedere prestazioni attoriali di tale livello”.

YourBnB_Locandina verticaleQuali percorsi distributivi, festivalieri o di altro tipo farà il film?
“Il film, grazie al nostro fantastico produttore Luca Elmi, è già stato presentato e proiettato a Firenze, Roma e Milano, in bellissime serate a invito. Adesso lo stiamo iscrivendo ad alcuni festival di cinema, con la speranza che venga apprezzato e selezionato, ma sicuramente il suo percorso non sarà facile, dato che la lunghezza (31 minuti) lo mette fuori da tanti concorsi per cortometraggi, per lo meno quelli italiani, dove spesso il limite per partecipare è 20 minuti, o addirittura 15. Per cui l’intento è di portarlo soprattutto nei festival esteri”.
Difficoltà e agevolazioni per chi voglia muoversi nell’àmbito dei cortometraggi.
“A proposito di difficoltà, in prima battuta potrei dire che la più grande è il reperimento dei fondi necessari a produrre un cortometraggio. Questo è sicuramente un ostacolo non facile da superare. In realtà, penso che le difficoltà più importanti stiano nell’individuare una storia di valore e, di conseguenza, una sceneggiatura che funzioni, e nel riuscire a concedersi la possibilità e il tempo di lavorare a fondo con gli attori, per arrivare ad una recitazione efficace, intensa e allo stesso tempo naturale. Per passione mi guardo un sacco di cortometraggi, a volte anche due o tre al giorno, e le carenze più evidenti che vedo in giro stanno proprio nella debolezza della storia e nella recitazione poco curata. Mentre da una parte c’è una sorta di facilità di accesso ai mezzi tecnici che consentono di realizzare prodotti visivamente ben confezionati, dall’altra c’è molta penuria di storie capaci di toccare l’anima. Soprattutto, spesso manca completamente il lavoro sugli attori. Sarà che in parallelo porto avanti un mio percorso da attore, ma per me il lavoro con l’ attore e per l’ attore è la prima cosa, la base di ogni progetto, il nucleo dell’opera che vado a costruire. Tornando alla domanda, e in particolare alle agevolazioni, posso dire che ci sono enti pubblici che mettono a disposizione fondi o borse di sostegno, ovviamente utilissimi, ma purtroppo sono sempre in quantità molto ridotta rispetto alla domanda. Perciò, in queste condizioni ambientali, l’’agevolazione’ più potente, quella che permette di mettere insieme ciò che serve, è il desiderio bruciante di raccontare qualcosa, il non poter fare a meno di costruire un progetto che ci sta a cuore”.

FTasselli_foto 1

Chi è Francesco Tasselli?
“Se dovessi definirmi con un solo aggettivo, il primo che mi viene in mente, per il tipo di approccio alla vita che, ho direi che sono un freestyler. Ma se mi si chiede di espandere il concetto, allora aggiungo che da circa un ventennio lavoro in teatro e in produzioni cinematografiche indipendenti come attore, impegnandomi costantemente a ricercare nella recitazione la via migliore per mettere insieme l’assoluta verità delle emozioni con l’efficacia della presenza scenica. Da alcuni anni poi, assecondando la mia voglia di raccontare storie per immagini, opero anche in qualità di filmmaker e regista di cortometraggi, con un’ossessione viscerale e costante per il tema della svolta, della decisione radicale, che sottrae l’attimo presente all’ordinario e lo consegna all’eternità. Tutto questo, tutto ciò che sono, è ovviamente anche e soprattutto dentro YourBnB”.
Prossimi progetti?
“La bella sensazione che si ha dopo aver completato un lavoro complesso, che ha richiesto tanta energia, è prima di tutto di avere imparato un sacco di cose, per cui si vorrebbe subito ripartire con un’altra produzione, per buttarci dentro tutto quello che si è appreso. Quindi sto adoperandomi per trovare i fondi per girare un altro corto, con sceneggiatura già scritta e in fase di affinamento, e allo stesso tempo sto lavorando sull’ipotesi di trasformare YourBnB in un lungometraggio, perché siamo convinti che la sua struttura sia adatta a quel tipo di sviluppo e perché, a dirla tutta, il progetto era nato proprio con il lungometraggio come obiettivo. Non è detto che ci riesca, ma già il fatto di sognarlo è una gran cosa”.
Già, i sogni: hai un sogno nel cassetto?
“Il mio sogno nel cassetto è più che altro un desiderio, che con sempre maggiore convinzione sto spalmando su tutto quello faccio. È il desiderio di creare opere che abbiano in qualche modo una ricaduta umanistica, cioè che oltre a intrattenere lo spettatore lo facciano anche progredire a livello umano. È un’ambizione alta, mi rendo conto, un risultato che forse si può solo sfiorare, ma penso che sia anche l’unico a dare un senso vero ad ogni processo creativo. In altre parole, vorrei riuscire a parlare dell’umano in un modo che porti lo spettatore a riflettere su se stesso. Tutti i grandi film che ricordiamo o gli spettacoli teatrali che ci hanno segnato hanno questo tratto. Non mi interessa raccontare le tematiche sociali in senso stretto, mi interessa raccontare l’essere umano per aiutarlo a guardarsi, ad essere più consapevole. Così facendo, anch’io posso capire qualcosa di più di me stesso”.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*