Gli ambientalisti viaggiano in aereo?

In 10 anni il traffico aereo è aumentato del 75% e da qui al 2040 se ne prevede un ulteriore aumento del 40% con un impatto enorme su qualità dell’aria, rumore e cambiamenti climatici. Quello aereo è notoriamente la forma di trasporto più in inquinante ma perché nessuno prende provvedimenti e gli ambientalisti tacciono?

43Dati clamorosi nei numeri quelli emersi dal Rapporto Ambientale Europeo dell’Aviazione 2019 pubblicato da Easa, Eea e Eurocontrol che fanno comprendere cosa succede sopra le nostre teste in quanto a inquinamento aereo.
Numeri impressionanti anche in prospettiva perché mentre si cerca di limitare traffico ed emissione da carbon fossile in “terra” in aria si continua a sputare sempre più veleni dato che, gli aeroporti in Europa che gestiscono oltre 50.000 voli l’anno sono destinati a passare dagli attuali 82 a 110 nel 2040.
Di conseguenza le emissioni di anidride carbonica e ossidi di azoto aumenteranno rispettivamente del 21% e 16%.
Ci preoccupiamo del traffico urbano e non pensiamo che un solo aereo sopra le nostre teste inquina quanto 600 auto non catalizzate e quindi ogni grande aeroporto emette nell’atmosfera di quella città lo stesso inquinamento di 350 mila auto!
Ma non è tutto.

Numeri di voli fuori controllo
MondoDel resto tutti vogliono viaggiare e lo vogliono fare a basso costo.
Si crede che viaggiare per il girare il mondo debba essere per tutti e così, oltre a distruggere in pochi anni con l’assalto del turismo di massa migliaia di bellezze naturali (spiagge, cascate, zone archeologiche, etc…) si è incentivato a dismisura i voli lowcost e di conseguenza si è aumento con numeri fuori controllo il traffico aereo e le emissioni inquinanti.
Screenshot_20190821-155916_Samsung InternetBasta guardare l’applicazione o il sito internet di FlightRadar che monitora in tempo reale i voli civili per rendersi conto cosa c’è sopra la nostra testa in ogni momento del giorno e della notte.
Il 30 giugno 2018 è stato decretato da questo sito il giorno record per i voli. In un solo giorno ne sono volati, solo di linea, ben 202.517 mila. Un decollo ogni mezzo secondo. Come se in quel solo giorno avessero viaggiato per il mondo 30 milioni di persone!

Un problema sottaciuto
Stupisce che, mentre la “caccia all’inquinante” è attiva ormai da anni in campo automobilistico con Screenshot_20190821-160017_Samsung Internetimposizioni e limitazioni sempre più stringenti nessuno, nemmeno a livello di informazione, spende parole sull’incredibile volume di emissioni nocive provocate dal traffico aereo.
Due pesi e due misure? La demagogia ambientalista si ferma a Greta?
Eppure anche lei non ama viaggiare in aereo e si fa spesso riprendere mentre si sposta su rotaia. Chi come noi da anni è nel settore ambientale e non è stato illuminato solo negli ultimi tempi sa bene che, anche a conferenze e convegni internazionali speso gli oratori parlano in video conferenza proprio per non prendere aerei.
Perché nessuno stato legifera in materia di inquinamento aereo?
Perché si spinge sempre più sugli ampliamenti di aeroporti “vendendoli” come una buona cosa per lo sviluppo e l’economia e non si racconta che così facendo si condanna a morte prematura molte persone?

aereo-inquinamento-599505.660x368Alcune cose che nessuno vi dice
Vale la pena a questo punto raccontare alcune cosette. Notizie che sono sottaciute per favorire il comparto e gli interessi di alcuni.
Gli aerei usano il carburante più inquinante
I motori a reazione degli aerei sono alimentati da uno dei combustibili più inquinanti che esistono: il cherosene.
Un motore peraltro “a getto” e quindi che per sua natura non può essere dotato di sistemi che limitino le emissioni tipo catalizzatori, filtri, etc…
L’industria automobilistica ha dovuto investire negli ultimi venti anni tantissimi denari e risorse per ridurre le emissioni inquinanti obbligata com’era da leggi e decreti.
Perché per il settore aereo non è successo e non succede la stessa cosa?
Non solo.
Paradossalmente il settore vien incentivato poiché ha ottenuto dagli organi internazionali il permesso di triplicare il traffico fino al 2050 come se non fosse bastato l’aumento sproporzionato degli ultimi 15/10 anni che è coinciso, non a caso, con il boom dei voli lowcost; causa diretta dell’aumento enorme dell’inquinamento aereo.

Causa diretta dell’effetto serra
Altra cosa da sottolineare. I gas venefici emessi dagli aerei sono diretta conseguenza non solo dell’inquinamento atmosferico ma anche dei cambiamenti climatici per il semplice fatto che gli aerei (che generano ognuno 600 milioni di tonnellate di Co2 l’anno) rilasciano ossidi di azoto direttamente nella troposfera, sede dei fenomeni atmosferici.
Qui a detta degli esperti i gas si ossidano nell’ozono troposferico che a quell’altezza funziona come potente gas serra.
In base ai calcoli di Paul Wennberg del California Institute of Technology, il trasporto aereo incide per oltre il 10% (ma altre fonti citano il 13%) sul totale dell’effetto serra da CO2.
Oltre a ciò dobbiamo aggiungere l’inquinamento a terra da ossido di carbonio e da polveri sottili sospese.

Il trasporto aereo esentasse
Tornando a parlare del combustibile c’è anche un’importante anomalia da sottolineare. La benzina e il gasolio per autotrazione sono pesantemente tassati con accise mentre il cherosene per aviotrasporto è esentasse ovunque.
Una r
egola questa imposta dall’Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile (ICAO) organismo dell’ONU e ufficializzata nei paesi UE dall’art.8 della Direttiva 92/81 CE. Questa assenza di tasse sul carburante e qualsiasi altro prelievo fiscale basato sulle emissioni permette di conseguenza alle compagnie aeree di tenere prezzi bassi e favorire sempre più persone a volare incrementando traffico e inquinamento.
Non solo. Le crisi ricorrenti delle compagnie di bandiera fanno sì che il settore venga, ogni anno, favorito anche da oltre 45 milioni di dollari l’anno di finanziamenti diretti e indiretti.


Gli allarmi ignorati
Verrebbe davvero da chiedersi dove sono gli ambientalisti e dov’erano.
Perchè si sono ignorati gli allarmi lanciati già nel 1999 dall’Intergovernmental Panel on ClimateChange (IPCC), organismo tecnico dell’ONU che si occupa di effetto serra e di global warming?
Il suo primo studio di settore sull’impatto dell’aviazione civile, scatenò le ire del business aereo e petrolifero perché osò suggerire di “adottare politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto” e “disincentivare l’uso disinvolto del trasporto aereo con tasse o prelievi ambientali e con il commercio dei diritti di emissione”.
Non se ne fece nulla.

Trasporto aereo e Protocollo di Kyoto
Pochi sanno che le emissioni del trasporto aereo sono rimaste fuori anche dal Protocollo di Kyoto sulle riduzioni obbligatorie dei gas serra.
La motivazione ufficiale è che la comunità internazionale non si è accordata su dove allocare il rilascio di CO2 per i voli internazionali: paese di partenza, paese di arrivo o paese che ha venduto il cherosene?
Come non se n’è fatto niente dell’idea di alcuni ministri delle finanze che alcuni anni fa pensarono a una tassa sui carburanti entro i confini europei. Non se ne fece di niente anche in questo caso per opposizione di Spagna e Irlanda.
E provate voi a dedurne il perché….
Si pensò poi a un supplemento sul biglietto basato sulla distanza e sulle emissioni per km con sovrapprezzo per decollo e atterraggio che sono le fasi più inquinanti, ma anche in questo caso tutto finì in un niente di fatto.

Oggi cosa si sta facendo?
Poco o niente anche se è notorio a tutti che quello aereo è la forma più inquinante di trasporto.
Alcune compagnie stanno lavorando a progetti di aerei elettrici e offrono sistemi di compensazione per le emissioni prodotte. Ma a quanto ci p dato sapere nessuna delle principali compagnie mondiali ha piani sul lungo termine per ridurre l’inquinamento.
Anzi… Secondo un’
indagine della Bbc, meno della metà delle maggiori compagnie aeree offre ai passeggeri l’opportunità di compensare la propria impronta ambientale finanziando progetti ecologici. E anche quando lo fanno sono pochi i passeggeri che scelgono di pagare extra per compensare l’impatto del loro volo.
Se da una parte si tenta di elettrificare gli aeroplani, dall’altra i progetti riguardano la ricerca di carburanti alternativi senza richiedere un sostanziale cambio della struttura e della tecnologia dell’aereo e delle infrastrutture correlate.

Le prospettive non sono luminose ed è necessaria una brusca virata per cercare di regolamentare il settore aereo.

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