Grano: approvata mozione a livello nazionale. Basterà?

Approvata una mozione sulla filiera cerealicola e sul grano italiano.Intanto quello tenero ha ottenuto una valutazione di 18,00 euro al quintale. Ma cosa servirà affinché il Governo si attivi per rispettare gli impegni approvati in Aula?
Sulla scaffale trovate pasta da tutti i prezzi e sicuramente pensate che acquistare quella che costa di più vi tuteli al meglio anche se non è sempre così. La tutela a cui pensate è ovviamente quella della vostra salute. Ammettiamolo: quanti di voi pensano ad un altro tipo di tutela? Cioè a quella di chi sta sul campo?
Susanna Cenni, vicepresidente della commissione agricoltura della Camera, commenta, in una nota stampa, l’approvazione all’unanimità alla Camera delle mozioni a sostegno del comparto cerealicolo uscite a prima firma Incerti e da lei sottoscritta.
Con questa mozione il Governo si impegna:
– a intraprendere iniziative volte a tutelare gli agricoltori operanti nel settore dei cereali
– a valorizzare il grano duro di origine italiana.

Indicazioni dai produttori?

Pare che siano state ascoltate le indicazioni dei produttori e di quegli amministratori che in questi anni hanno promosso e sostenuto filiere, pane, pasta e prodotti da forno di qualità. Inoltre, la mozione invita anche a tutelare il reddito degli agricoltori e aiutare le aziende italiane in un “percorso di consolidamento e di rilancio degli investimenti”.
Si parla di filiere di qualità ma la domanda è: come si fa a fare qualità se chi semina e raccoglie non ha la giusta remunerazione?

Il prezzo del grano tenero oggi

Noi siamo comunque scettici visto che in questi giorni è uscito il prezzo del grano tenero con una quotazione di 18,00 euro per 100 kg quando i costi per produrlo sono decisamente superiori.E pensare che basterebbero solo 7 centesimi al chilo per riuscire a far ottenere un minimo di guadagno e non una rimessa agli agricoltori!
Nella mozione si parla ancora di “sostegno per l’aumento di competitività delle aziende agricole attraverso lo sviluppo di strategie di aggregazione, sinergie nell’ambito della filiera e strumenti per favorire l’equilibrio di mercato e la trasparenza nella rilevazione e formazione di prezzi.”
Non poteva mancare la tracciabilità, una bella cosa certo, e si parla pure della “valorizzazione dei grani antichi recuperati grazie alla biodiversità e di quelli biologici”. Segno che forse si vive di notizie da internet perché ormai sappiamo tutti che molto del grano biologico con cui è fatta la nostra pasta viene dall’estero.
E cosa vuol dire direte voi: ci son le certificazioni! Certo ma ormai si sa che non tutti “lavorano” al meglio!

Un invito all’Europa

Su scala europea la mozione segnala la necessità di arrivare a normee comuni che rendano obbligatoria l’indicazione dell’origine del frumento duro sulle confezioni di pasta. Bellissima mozione ma scusate se a noi “ci scappa da ridere”. Tutto resterà come prima. Come dice la stessa Susanna Cenni: “L’augurio è che tutti questi intendimenti non restino solo agli atti parlamentari” e se a dirlo è un parlamentare capite voi che c’è da essere preoccupati.

Speriamo che Cenni e tutti gli altri vigilino affinché tutto ciò avvenga. Ma fatelo anche voi cari lettori!

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