Greta e il bullismo dei grandi. Ecco come ti sposto il problema

Dopo il venerdì del pianeta tutti si scoprono ambientalisti e tutti scoprono Greta Thumberg. Nel bene e nel male. Il bullismo e il negazionismo si mescolano in un mix micidiale creato ad arte. E tutti ci cascano…

LA VITTORIA DI GRETA
Greta-Thunberg-1Greta e i suoi hanno vinto! Ebbene sì.
Tutti l’hanno scoperta sebbene siano già sette mesi che ogni venerdì sciopera per lo stesso motivo, tutti s-parlano di lei, tutti gridano al complotto finto ambientalista, tutti sono destabilizzati solo perché una ragazzetta con le treccine si è messa in testa, con la sua innocenza, di gridare ai grandi del mondo ciò che altri non osano gridare.
Tutti la temono perchè ha saputo trascinare nella sua battaglia, spontaneamente, centinaia di migliaia di coetanei in oltre duemila città del mondo.

LA REGOLA DEL GIOCO
752a95c22e57c08008adcadf72dd2646Quando tocchi il portafoglio degli intoccabili, regola vuole che devi essere fermato, nel bene e nel male.
Se gli sciacalli della natura e del  futuro dei nostri figli non si fanno scrupoli ad uccidere 200 persone l’anno solo perchè osano opporsi ai loro sporchi traffici, figuriamoci se si fanno intimorire dalla piccola Greta.
Basta poco per fermala.
Basta dare un incarico a qualche azienda specializzata e mettere su una bella campagna di controinformazione, deriderla, denigrarla e far correre veloci notizie verosimili o del tutto false per screditarla.

Ed è successo proprio questo.
Il venerdì stesso della grande manifestazione mondiale, quando si è “scoperto” che Greta – come se fosse una colpa o qualcosa che ha tenuto secretato – ha genitori famosi. E allora?

Beh, ottima base di partenza per costruirci una bella storiella complottistica e continuare bellamEnte a fare affari (sporchi) sulla pelle delle nuove generazioni.

IL BULLISMO
Greta-thunbergGreta avendo sedici anni deve per forza essere un “burattino” nelle mani di qualcuno ed ecco così che la si usa come
strumento di propaganda negazionista non capendo che, la modalità è così antica e stucchevole che riesce più a far aprire gli occhi a tanti che a convincere gli altri.
Greta e i suoi genitori avranno messo in conto tutto questo; sapevano bene che diventare influenti ha come contraltare diventare facile preda del bullismo digitale.
La gogna mediatica l’ha definita: “marionetta manipolata”, “ingenua che non sa quello che dice perché affetta da sindrome di Asperger”, “poverina malata”, “la santagiovannadarco dell’ambientalismo finto”, “costruita a tavolino” e c’è chi ancora più sempliciotto e becero “la vorrebbe mettere sotto con la macchina” e non trovando di meglio la deride sotto l’aspetto fisico affermando che ha “treccine orrende”, “è un po’ strana”, “mette a disagio”, etc…
Poi ci sono quelli che hanno le prove certe e postano la foto di Junker che gli fa il baciamano, riprendono un’immagine di un suo social e si scandalizzano perché in treno la si vede mangiare e bere da confezioni di plastica, chi sostiene che la sua lotta verde sia solo una strategia pubblicitaria per lanciare il nuovo libro della madre, e via con altre castronerie del genere.

Noi non entreremo nel merito perché il libro della mamma di Greta che peraltro parla d’altro non c’interessa, come pare ovvio che dietro a una battaglia così potente cerchi di entrarci qualche forza politica, ma ciò che sconvolge più che l’eccesso di astio è la volontà precisa di guardare il dito e non la luna.

IL NEGAZIONISMO 
Greta-Thunberg-675x275Il negazionismo mira a nascondere i contadini, gli indigeni, i giornalisti, gli avvocati, i membri di organizzazioni di volontariato e la gente comune che vuole vivere: dall’Amazzonia al Congo, dal Messico alle Filippine, dall’India alla Colombia.
La fame di profitto degli sfruttatori del pianeta è colluso con tanti stati, anche democratici che “agevolano” certe industrie con sgravi fiscali, facilitazioni nel mondo del lavoro e nelle misure ambientali e così via…
Greta è scomoda come tutto ciò che è green.
Nel nostro paese ad esempio analizzando i principali sette telegiornali della sera si rileva che su 49.000 notizie quelle a carattere ambientale sono solo 4.650 pari a un misero 9% e per lo più riferenti a “cronaca viva” di allagamenti, alluvioni, trombe d’aria.

In Sudamerica la guerra per lo sfruttamento del polmone verde del mondo dura da anni. L’Amazzonia è contesa dai nativi che hanno tutto il diritto di viverci in libertà mentre i colletti bianchi dell’hamburger connection vogliono raderla al suolo per allargare le loro piantagioni e i loro pascoli.
Del resto se Papa Francesco ha programmato un Sinodo per l’Amazzonia un motivo ci sarà oppure è un babbeo che crede a Greta pure lui?

L’Africa è depredata e saccheggiata da secoli e vede ogni giorno ridurre il suo polmone verde e la sua sopravvivenza in nome dei nuovi colonialisti ambientali che impiantano qui i loro orti e le loro miniere sfruttano e alimentando sconosciute guerre civili che nell’indifferenza di chi vuole nascondere hanno prodotto ad milioni di morti in vent’anni in nome del coltan.
L’Asia paga pesantemente lo scotto di un’industrializzazione selvaggia e obsoleta con città dove se respiri muori dato che i valori dell’aria sono almeno venti volte superiori a quelli accettati dall’Organizzazione mondiale della sanità.
La Cina e i paesi dell’ex Unione Sovietica sfamano quasi due miliardi di cittadini con prodotti alimentari intossicati da glifosato, pesticidi, ddt e altre sostanze.
Gli oceani sono pieni di quella plastica “eterna” che uccide non solo i pesci ma tutta la catena alimentare per colpa di quegli interferenti endocrini che frammentando il Dna portano a gravi malattie polmonarie, epatiche e cancerogene.
Tutti bellamente, iniziando dalla grande Germania, pur avendoli firmati ignorano gli accordi di Parigi e vorrebbero sputare veleni nell’aria ancora per decenni portandoci dritti all’autodistruzione dato che, così proseguendo, si stima che nel 2050 potrebbero essere circa un miliardo i migranti climatici con le conseguenze in guerre e sciagure naturali facilmente immaginabili.

LA POLITICA DEL CARRELLO DELLA SPESA
Anche davanti alle catastrofiche alluvioni di questi giorni del Mozambico e del Zimbabwe in Africa, dell’isola di Papua in Indonesia e degli stati centrali degli Usa in Nord America col loro carico di centinaia di morti e migliaia di senzatetto e sfollati l’unico problema è negare, negare, negare.

Pensateci quando andate a fare la spesa.
Pensate a quegli oltre 200 volantini pro-capite a testa che vi invadono la cassetta della posta col loro carico di inchiostri e carta sprecata per lanciare prodotti civetta, a quant’inutile packaging c’è intorno ad ogni prodotto; pensate come sia possibile pagare trenta centesimi certi prodotti quando solo di confezionamento costano almeno il doppio; pensate che mangiando duecento grammi di prosciutto sputate nell’atmosfera un chilogrammo di co2; pensate che servono almeno una tonnellata al giorno di nocciole per un noto prodotto e domandatevi dove possa esistere un campo così grande da poter garantire questa produzione…

Ma il problema è Greta, le sue treccine spettinate, la sua faccetta imbronciata.
Riflettete e non fatevi corrompere dai manipolatori di cervelli che vogliono impedirvi un futuro.

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