Hard Rock Cafè: un menù che brilla nelle ex Gambrinus

gambrinusLa catena Hard Rock Cafe lancia a livello mondiale il suo nuovo menu denominato fra “presente e futuro”. E festeggia anche a Firenze i suoi 48 anni di vita (8 anni in città).

IMG_20190614_134452-1024x627La dove c’era uno dei ”cinematografi” più amati dai fiorentini da alcuni anni c’è, nel salotto buono di Firenze, uno dei must della ristorazione mondiale.
Storsero il naso in tanti a Firenze quando nel 2011 il bandone ormai polveroso e tirato giù da molti anni dell’ex Gambrinus si aprì a nuova vita. Storsero il naso perché i fiorentini si sa, poco amano le novità, specie se arrivano da mano “forestiera”.

IMG_20190614_140339-1024x580Si ricordavano con nostalgia i bei tempi guardando indietro e ignorando che eravamo al cospetto di una delle migliori trasformazioni a nuova vita.
Il cinema e caffè, simbolo del centro fiorentino “restituito a nuova vita” dopo l’abbattimento del Mercato Vecchio, era infatti uno spaccato di storia del Novecento.
Realizzato nel 1894 su progetto dell’architetto Roster come caffè con terrazza panoramica divenne poi cinematografo nel 1922.
Hard-Rock-2-e1556011239864-647x380Uno dei primi in città ad essere illuminato dalla corrente elettrica; il regno delle “prime” delle grandi proiezioni e luogo di ritrovo di molte generazioni, sia all’interno che sotto i portici di accesso.
Uno spaccato di storia fiorentina che è scorsa anche nelle fumose sale del celebre bigliardo del seminterrato in cui si sono svolte memorabili partite narrate in alcuni film cult di Francesco Nuti.
Poi il declino, i passaggi di proprietà, un incendio e IMG_20190614_140352-1024x631l’abbandono fino all’arrivo nel 2011 della catena inglese.
I fiorentini che storsero la bocca poi, entrando e trovando l’interno più o meno intonso ma anzi esaltato dalla formula che ha reso famosi gli hard Rock Cafè nel mondo; ovvero la presenza delle memorabila del rock, hanno pian piano cambiato opinione.

Oggi lo frequentano insieme ai tanti turisti che IMG_20190614_150817-1024x679arrivano in città muovendosi nella storica ed elegante sala dove dominano alcuni pezzi pregiati delle 80.000 memorabilia sparse negli store di ogni angolo del mondo appartenuti a grandi star internazionali.
E pensare che tutto iniziò per caso a Londra quando Eric Clapton appese la sua chitarra al muro del suo tavolo preferito solo come segnaposto…

L’Hard Rock di Firenze è ormai un punto di gambrinusriferimento anche a Firenze. Ha saputo vincere la naturale ritrosia dei fiorentini un po’ con la sua anima rock e un po’ con la sua naturale inclinazione alla filantropia.
Anche se l’anima rock della catena è nata per caso è pur vero che oggi negli Hard Rock Cafè si può fare un’esperienza Rock a 360° e non solo ammirando i pezzi unici appartenuti ai grandi del rock internazionale (al momento a Firenze sono in esposizione i pantaloni di Michael Jackson).
In otto anni di presenza in città in questa sala si sono alternati oltre 22.700 studenti coi loro docenti per partecipare al programma School of Hard Rock. Una scuola speciale per far avvicinare i giovani a quella musica che ha rivoluzionato non solo il mondo delle sette note.

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735 sono state invece le serate di musica live a cui vanno aggiunti i due grandi concerti organizzati in piazza della Repubblica di Simple Minds nel luglio del 2011 e Iggy Pop and the Stooges nel 2012 .
La filantropia si esprime invece a tutto tondo nelle
molte campagne celebri fra cui Love All – Serve All”, “Take Time To Be Kind” e “Save the Planet” (prima di Greta!).
Non solo. Sì è legato alla città anche sostenendo organizzazioni locali oltre a nazionali e internazionali fra cui Dynamo Camp, Ospedale Pediatrico Meyer, Florence Dragon Lady, Avis Firenze, Angeli del Bello, Croce Rossa Italiana, AIRC. Oltre 50 gli eventi e le iniziative di raccolta fondi in favore di queste associazioni.
Quando assumiamo nuovo personale – ci ha raccontato il direttore della sede fiorentina Daniele Berretta stiamo attenti anche che chi lavora con noi segua gli stessi valori, che li abbracci e partecipi con noi alle iniziative a cui aderiamo a livello locale.”

Infine eccoci al nuovo menù che contemporaneamente è stato lanciato lo scorso mese ad ogni longitudine e latitudine. Un menù innovativo definito come accennato dalla company “fra presente e futuro”.
Un menù che ha la sua punta di diamante nello steak burger realizzato con una selezione di carni cotte su una griglia speciale studiata per mantenere al meglio i sapori e i succhi della carne.
Oltre venti le nuove proposte e inutile negare che su tutte brilla, non a caso, il
24-Karat Gold Leaf Steak Burger ™ (unico) al mondo, che colpisce e stupisce.
Trattasi di 227 grammi di carne pregiata di primissima qualità,con sopra una foglia d’oro da 24 carati commestibile, formaggio cheddar, lattuga, pomodoro fresco e cipolla rossa.
Il bello e il buono di questo unico burger è anche nella finalità benefica.
Parte dei proventi della vendita andranno a beneficio di Action Against Hunger per la lotta contro la fame nel mondo.

Tipicamente yankee nel gusto lo Spinach & Artichoke dip, nato a Houston, Texas e che conduce alle origini della cucina americana. Una crema a base di pecorino, cheddar, spinaci e carciofi accompagnati da croccanti tortilla di mais fritte e pico de gallo. 

Godibilissimi gli altri burger anche nella nuova versione sliders, moda che arriva direttamente dagli Stati Uniti. Ottimo il Whiskey Bacon Jam sliders. Il formaggio americano fuso si sposa bene con anelli di cipolla croccanti e la marmellata di bacon al Jack Daniels fatta in casa. tutto servito su pan brioche tostato.

Nota di merito al Moving Mountains ® Burger. Un vegetariano di qualità con sapore intenso e consistenza pari a quella dei burger tradizionali. Solitamente viene servito con un anello di cipolla croccante, lattuga e pomodoro fresco su un panino tostato.

Tendenza dolce tipica anche per le insalate. Le abbiamo trovato gustose come la Fresh Beet Side Salad  con barbabietole rosse e arancia fresca condite con spinacini e vinaigrette al limone e timo, ricoperte con formaggio di capra sbriciolato e semi di zucca tostati.

Ottimi infine i dolci come la New York Cheesecake servita con fragole fresche zuccherate dall’originaria ricetta NY-style cheesecake del 1929.

Il menù davvero ricco e pieno di nuovi elementi ci ha impedito di assaggiare tutto ma sicuramente da provare i milkshake. Un prodotto vintage tornato alla ribalta che viene servito nella milk jar, ossia l’iconica bottiglietta da latte.

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