I libri nell’epoca del Minculpop del terzo millennio

IMG_1289Esistono notizie che passano sotto traccia. Di proposito. Come quella di cui stiamo per parlarvi.

Forteto: al solo nome vengono i brividi. Per quel che è successo, ma anche (e soprattutto) per l’aver voluto negare, o almeno edulcorare tutta la faccenda.
L’affare brutto, anzi orrendo de Il Forteto invece, a nostro avviso, deve essere raccontato perché cose così orrende non si devono ripetere mai, ne mai si debba nemmeno pensare alle connivenze e coperture che hanno accompagnato la vicenda.
Quel che però è ancora più incredibile e odioso, come se non bastasse tutto quello che hanno subito di mostruosità le vittime de Il Forteto è la sensazione che ci sia la voglia di cancellarle, dalla memoria.

E’ storia di questi giorni che, in vista del prossimo Salone del Libro di Torino la Toscana si sia rifiutata di portare il libro “Setta di Stato” di Francesco Pini e Duccio Tronci che hanno osato raccontare i fatti de Il Forteto.

Ma a far venire i brividi è la motivazione: è un volume che non valorizza la Toscana.

Ci sfugge qualcosa…. E’ il libro che non valorizza la Toscana solo perché osa squarciare il silenzio sull’argomento o forse lo sono le mostruosità che lì si sono verificate per anni?

A noi la notizia sconvolge quasi come essere venuti a sapere cosa si facesse dalle parti di Vicchio. Il problema è che questo oscurantismo ci terrorizza e richiama alla memoria i tempi bui del Minculpop quando dall’alto si decideva cosa far sapere e cosa no.
Censura si chiama ed è quella che esercita il controllo della cultura, delle pubblicazioni, degli autori e dei libri che dovevano necessariamente essere epurati anche dalle biblioteche!

E pensare che il tema del Salone del Libro di quest’anno è “Oltre i confini”!

Ma in Toscana, meglio se ben in silenzio, deve rimanere la vicenda. Negare, fare come gli struzzi e non far sapere. Mai

Silenziare un libro è come voler mettere il bavaglio alle cose che racconta. In questo caso terribile è che voglia ammutolire chi ha subito soprusi vergognosi.

Speriamo in un ripensamento pensando che la Toscana alla fiera del libro non possa e non debba essere rappresentata solo dai grandi classici come Divina Commedia e Pinocchio o da robetta leggera, meglio se firmata da penne famose e ruffiane.

La nostra solidarietà a Francesco Pini e Duccio Tronci è piena convinti come siamo che i racconti, anche se scomodi vadano raccontati.
Sulle nostre pagine troverete sempre spazio per ogni verità, comoda e scomoda che sia e i bavagli non gli abbiamo mai usati, nemmeno da poppanti…

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