Il Brunello pizzaiolo

Non è solo una boutade per anticipare le Anteprime enoiche toscane.
Quella andata in scena alla pizzeria Duje era una sperimentazione audace con i suoi alti e i suoi bassi.

Grandissimo plauso al pizzaiolo Michele Di Leo (3 stelle Gambero Rosso) che ha osato insieme ai due patron Pietro Baracco e Simone Fiesoli ciò che nessuno avrebbe mai osato solo pensare. Il rischio era grosso e l’accusa di “lesa maestà” dietro l’angolo.

Ma Leo da dietro la sua barba sorridente i suoi occhi brillanti e sornioni ha sfidato, fra gioco e follia la platea curiosa.
Metti due pizze, create per l’occasione, abbinaci due Brunello di Montalcino del Poggiolo annata 2014 e il gioco e fatto.

Il risultato? Altalenante nel risultato ma vincente nell’idea. La sfida era ardua e la domanda era. Si può sposare la pizza gourmet oggi così tanto amata con i grandi classici dell’enologia italiana?
E’ possibile andare oltre al binomio pizza e birra?
La risposta è sì.
Nel caso della serata proposta alla pizzeria Duje a cui abbiamo partecipato avevamo il vantaggio di avere nel piatto e nel bicchiere due cavalli di razza: da una parte la pizza “stellata” di Leo e dall’altra un Brunello con un pedigree di punteggi altissimi della critica americana.

Ai tavoli uno schieramento variegato di “addetti ai lavori”.
Platea disomogenea che vedeva da un lato schierati giornalisti e critici quotati e stimati abituati a menar mascelle e allenare papille gustative fra vini, piatti gourmet e giurie tecniche; dall’altra un esercito nutrivo di influencer – parola peraltro da usare con cautela in tempi di Coronavirus – Instagramers e Bloggers che click dopo click e selfie dopo selfie hanno rotto il ghiaccio con un rumorosissimo e inopportuno cin cin della prima proposta d’entrée (pizza fritta con lampredotto e salsa verde accompagnato da una spumantizzazione di Brunello).

La prima proposta è stata una pizza frutto dell’amore per la sua Napoli. Una perfetta margherita impreziosita dal gusto deciso e inimitabile del ragù napoletano. Quello “che cuoce da ieri mattina a poche ore fa” puntualizza con orgoglio il pizzaiolo.
Una pizza che porta dritta all’ombra del Vesuvio. Una pizza che sopra la farina ha il profumo di casa e dell’uncinetto della nonna.
Il Brunello di Montalcino 2015 del Poggiolo era il suo degno accompagnamento. Un Sangiovese che si fa sentire senza aggredire troppo e che trova un equilibrio inizialmente instabile ma poi netto con questa pizza.

La disfida di Duje è continuata col piatto forte in tutti i sensi. Una pizza al Brunello di Montalcino abbinata al “Terra Rossa” 2015 del Poggiolo.
Michele Leo in questo caso è andato a nostro avviso su un terreno che evidentemente gli è meno congeniale: la toscanità.
La pizza rossa aveva come ingrediente il con cavolo nero, il fior di latte, la salsiccia di Menoni e una salsa di patata con riduzione di Brunello.
L’insieme non era proprio azzeccato. Tutte le giustificazioni del caso sono ammesse ci mancherebbe altro; ma questa pizza non ci ha convinto.
La salsiccia era tagliata troppo grossa e ha reso poca giustizia a un nome forte come quello di Luca Menoni. Il cavolo nero, must della cucina toscana invernale era eccessivamente pungente e il tapping di salsa di patata con riduzione di Brunello oltre a non essere esteticamente il massimo in bocca annullava ogni parvenza di sapor di Brunello con il gusto della patata.

Concludendo non possiamo che dire che l’esperimento è andato bene. Come in ogni debutto c’è sempre da registrare qualcosa. L’applauso nelle prime però ci sta tutto.

E siccome le novità di Michele Leo non sono una “prima unica” per eletti ecco che, dal prossimo venerdì sarà possibile degustare come fuori menù la sontuosa pizza margherita con ragù napoletano.


Duje: largo Pietro Annigoni, 9, Firenze

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