Il corpo nel cinema? Dal 9 ottobre ce lo racconta Marco Luceri allo Stensen di Firenze

Un corso dedicato al tema Il corpo nel cinema. L’idea è di Marco Luceri, dottore di ricerca presso l’Università di Firenze, critico cinematografico del Corriere Fiorentino e… molte altre cose! L’esperto affronterà l’argomento in sei serate dal 9 ottobre al 13 novembre all’Istituto Stensen, e lo farà in maniera trasversale: la visibilità del corpo, i generi, il fantastico, la deformazione, la politica, l’irregolarità. Un “viaggio” che si annuncia quanto mai interessante.
Il corpo nel cinema: come ti è venuta l’idea?
“Questo corso non è che l’ultima tappa (in ordine di tempo) della mia attività di insegnamento e divulgazione della storia del cinema, iniziata dieci anni fa (era il 2008) all’Istituto Stensen. Dopo i corsi di storia generale dedicati alle cinematografie nazionali, ai grandi autori e a fenomeni specifici della storia del cinema, da qualche anno sto approfondendo alcuni aspetti legati al rapporto tra il cinema e le altri arti e le forme del pensiero. In questo percorso, un approfondimento sul corpo e sulle forme attraverso cui è stato rappresentato mi è sembrato importante”.

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Qual è il significato del corpo o dei corpi nel cinema?
“Il corpo nel cinema ha un’importanza fondamentale: il linguaggio del cinema, per sua stessa natura, ha contribuito a scomporre e ricomporre il corpo umano in molteplici forme, facendoci vedere anche le sue più nascoste potenzialità. Basterebbe osservare l’uso diverso, ad esempio, che ne fanno i vari generi (horror, melodramma, comico, ecc.) oppure come esso diventi spesso strumento di una precisa poetica autoriale (mi soffermerò in particolare su Michelangelo Antonioni e David Lynch), oppure ancora come esso rappresenti il terreno attraverso cui passano concetti come la diversità o l’alterità”.

Qual è il film per te in assoluto più ‘corporale’ e perché?Muybridge
“I “film” dei fratelli Lumière. Perché fanno vedere corpi che si autorappresentano e che si guardano come in uno specchio. La loro è una fisicità assoluta, che invade lo schermo in una maniera al contempo cosciente e non. Sono corpi che abitano uno spazio e un tempo ancora “vergini”, prima della loro reinvenzione attraverso il linguaggio del cinema”.
Esiste una cinematografia in cui maggiore sia l’attenzione al corpo?
“No. Il corpo appartiene al cinema in quanto tale, quindi è “presente” ovunque, in ogni epoca e in ogni angolo di mondo. Quelli che cambiano sono gli strumenti e le idee attraverso cui esso viene rappresentato. C’è una grande differenza ad esempio tra il cinema americano classico (anni 30-40-50) e il cinema europeo del secondo dopoguerra, ecc.”.

Dopo questo sul corpo, è previsto un corso successivo sull’anima o hai altri programmi?
“Sull’anima? Perché no? Credo però che, subito dopo questo corso, mi dedicherò all’approfondimento di un grande autore. Ma per ora non ho ancora deciso quale”.
Calendario e informazioni per iscriversi a questo link: http://www.stensen.org/?p=18263.

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