Il pittore di ex voto, di Paolo Codazzi

Il pittore di ex voto è l’ultima fatica letteraria di Paolo Codazzi, un autore che ha fatto dell’importanza della lingua come creatività, bellezza e capacità di rendere sensi e significati palesi e nascosti, il manifesto della sua felice complessità narrativa. Il tutto in una ricerca mai fine a se stessa, ma sempre attenta a scavare nei tunnel della realtà e delle sue implicazioni.Copertina pittore ex voto
Il romanzo appena pubblicato con Pironti racconta di Fulvio, un matematico prestato in qualche modo alla meteorologia, il quale, dopo diversi anni dalla scomparsa dei genitori, entra in possesso di una lettera della segreteria del Santuario della Madonna di Montenero, vicino a Livorno: il quadretto votivo inviato dalla madre come ringraziamento alla Madonna per averlo salvato dall’incidente che gli era occorso tempo addietro è stato esposto nella saletta degli ex voto. Fulvio parte con l’idea di riportare a casa il quadretto. Tornando, ha un nuovo incidente stradale, dal quale pure esce incolume. Con un corollario: la sua visione del mondo non sarà la stessa, dovrà fare i conti con il proprio passato e mettere in discussione le sue certezze di uomo e scienziato, guardando alle nuvole con occhi diversi.
Le parole di Codazzi si porgono al lettore quali squame opalescenti o iridescenti. Il suo lunghissimo e dilatato periodare è un’efficace estensione del tempo. In una vicenda, come quella di Fulvio, dove i piani cronologici ed esistenziali sono più di uno e, soprattutto, sono interconnessi fra loro, il suo stile è come se portasse alla luce il non detto, l’aura, il sottotesto che circonda ogni azione umana.
La sua è una prosa felicemente intarsiata, tuttavia non ha niente a che vedere con barocchismi, estetismi o dimostrazioni di bravura letteraria: il vero, con tutti i suoi anfratti ed ogni sua versione, ne esce esaltato. Il tumore benigno del fortunale di vocaboli, incisi e proposizioni secondarie che investe la trama e i personaggi sembra coprire i fatti e sopravanzarli e a tratti appare quasi più importante e interessante di essi.
Ma non è così, è proprio l’abbondanza di escrescenze lessicali e sintattiche a darci l’idea della complessità del reale e di quanti mostri, vortici, colori, verità nascoste e particolari misteriosi si agitino intorno ad esso: una lezione di letteratura, quella di Codazzi.
Accostiamoci pertanto a questo romanzo breve con lo spirito di chi non si accontenta e cerca storie interessanti di persone normali, raccontate con un linguaggio che crea interrogativi e risponde a domande, alzando contemporaneamente il tiro della potenza della parola fino a vertici alti di labirintite narrativa, nella quale è dolce naufragare: siamo al cospetto di un’epifania di un reale che scopriamo essere sempre più plurale e pieno di sorprese.

Codazzi

Paolo Codazzi è nato a Firenze, città in cui vive e lavora, operando attivamente nell’àmbito culturale cittadino. Fondatore della rivista “Stazione di Posta” e del “Premio Letterario Chianti”, è studioso di storia antica ed etruscologia. Collabora con quotidiani e periodici. Altri libri: Il cane con la cravatta (2002), Segreteria del caos (2006) e Il destino delle nuvole (2010), editi per Mobydick e, per la Tullio Pironti, il fortunato romanzo La farfalla asimmetrica (2014).
Paolo Codazzi, “Il pittore di ex voto” (Tullio Pironti Editore). Marzo 2017. Pagg. 121. Euro 14.

Enrico Zoi

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