Il sistema Sms e la solidarietà due anni dopo.

Amatrice oggi

 

Amatrice oggi
Amatrice oggi

Ancora non era montata la polemica, Sergio Pirozzi era ancora sindaco di Amatrice, la tragedia di Rigopiano era freschissima nella memoria di tutti con il pressapochismo idiota di alcuni e le lacrime che potevano non essere versate da altri e già ne parlammo.

Noi di Firenze Wow, come potete leggere, già avevamo cercato di fare chiarezza sul “sistema sms” solidali che, sfruttando le emozioni del

Grotta sudatoria Acquaanta Terme, foto d'epoca
Grotta sudatoria Acquaanta Terme, foto d’epoca

momento spinge tanti a donare in favore della causa in corso (alluvione, terremoto o altra calamità che sia.).
Avevamo cercato di spiegare che (per fortuna) di Missione Arcobaleno n’era bastata una…

Per chi avesse poca memoria ricordiamo che era il 1999, piena guerra del Kossovo quando il governo D’Alema lanciò l’operazione

Foto Mario Sabatini/ LaPresse 10-09-2016 stalla di Amatrice
Foto Mario Sabatini/ LaPresse 10-09-2016 stalla di Amatrice

umanitaria per sostenere la popolazione.

Poi anni dopo scattarono accuse, denunce e manette per aver distratto i fondi.

Come andata a Finire quella faccenda?
All’italiana…
Dopo oltre 12 anni dai fatti, nel 2012 i tribunale di Bari ha chiuso la faccenda con un “non luogo a procedere per avvenuta prescrizione di tutti i reati”.

MissioneArcobaleno200017 imputati e oltre 100 testimoni per un nulla di fatto e centinaia di quintali di prodotti alimentari che gli italiani avevano generosamente inviato per i fuggiaschi che invece erano andati ad arricchire la pancia di strani figuri come l’albergatore albanese Ramhi Isufuri (peraltro latitante e mai arrestato accusato di peculato aggravato), ma anche funzionari dello stato come Massimo Smonelli dipendente Protezione Civile e capo della missione, Luciano Tenaglia capo del campo profughi di Valona, Silvia Lucatelli e Alessandro Mobobno dipendente e volontario protezione civile.
Tutti accusati di occultamento, falso e uso distorto di atto pubblico. All’apice Franco Barberi all’epoca capo dipartimento della Protezione Civile con l’accusa di associazione a delinquere insieme al suo segretario Roberto Gianola e altri personaggi verso cui anche Palazzo Chigi e il Viminale si erano costituiti parte civile.
Uno dei più vomitevoli scandali italiani per cui nessuno ha pagato che molti non ricordano se non, con inquietanti presagi, ogni qualvolta qualche generoso portafoglio post evento calamitoso sia da gonfiare.

Impossibile quindi non farsi venire cattivi pensieri, ricordando anche che di contrappasso alcuni sexy massaggi hanno condannato alla gogna mediatica altri ai tempi del terremoto di Aquila e quindi, con quell’articolo avevamo cercato di spiegare come i soldi non vengono distribuiti subito ma passano in mille maglie, sotto gli occhi di molti burocrati, etc…
Già a settembre  Pirozzi aveva cattivi pensieri quando affermava che, dei fondi per la ricostruzione ad Amatrice ed Accumuli (centro del sisma) non era arrivato niente; ma era andato oltre parlando di “gestione sciagurata” da parte della Protezione Civile e dichiarato “poco saggi” i membri del Comitato dei Garanti che, come avevamo scritto, sono coloro che stabiliscono la destinazione dei fondi.
Oggi finalmente i saggi, dopo aver custodito gelosamente il tesoretto donato dagli italiani dall’agosto 2016 ad oggi (quasi due anni di interessi maturati?) e immaginiamo lunghe, travagliate e impegnatissime riunioni hanno sciolto dubbi e sospetti con l’assegnazione dell’ultima tranche dei fondi raccolti.

Gli ultimi 3 milioni euro disponibili sono stati destinati per la piscina e la grotta sudatoria di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno). 3 milioni di euro che rappresentano peraltro una delle cifre più alte destinate per singola opera.
La grotta con la sua piscina di acqua sulfurea è inserita all’interno di una struttura alberghiera in stile liberty abbandonata dagli anni ’90 passata di gestione in gestione privata fino alla revoca della concessione datata 2008. Il complesso è oggi di proprietà pubblica ed è stato nominato tra i luoghi del cuore del Fai.
Indignata della scelta è Francesca Mileto del Comitato Terremoto Centro Italia “non capisco come sia possibile che con tutte le esigenze ancora vive si possa pensare di spendere 3 milioni di euro per una grotta chiusa da oltre venti anni e non certo a causa del sisma. Non solo. Appare curioso come fra le opere finanziate nel Lazio compaiano le scuole di Collevecchio, comune non presente all’interno del cratere.”
Ma anche in Umbria e nelle Marche tante donazioni finiscono al rifacimento delle scuole che invece, dovrebbero pescare da apposito fondo governativo e non dagli sms solidali.

I comitati sono durissimi nella loro accusa. “Interessi politici e promesse disattese scrivono su Facebook. “Vince la politica antisolidale, ma gli italiani devono sapere che avete distrutto il sistema delle donazioni semplicemente perché i soldi non sono andati ai terremotati”.
Il commissario De Micheli replica invece il contrario “le donazioni degli italiani sono state tutte assegnate a progetti concreti”.

E in effetti anche il recupero di un impianto termale abbandonato da oltre venti anni, guarda caso di proprietà statale progetto concreto lo è anche se poco c’entra col sisma del 2016…
Ma siccome noi siamo, e già lo eravamo a gennaio 2017 sospettosi lasciamo a voi giudicare con la lettura di altre assegnazioni che qualche dubbio lo lasciano.

Cinque milioni di euro vanno al recupero della Strada Satale ex. 238; 2 milioni e 850 mila euro per mettere in sicurezza il liceo scientifico di Corropoli in Abruzzo, un altro milione e passa per la scuola media di Collevecchio in Lazio (come abbiamo visto entrambe fuori dal cratere ed entrambe scuole che dovrebbero pescare altrove)…
Intanto, ad esempio, le oltre 25 mila aziende zootecniche del cratere sparse per 131 comuni e dove si allevano oltre 100 mila animali devono chiedere l’obolo di sostegno alla Comunità europea.

E nelle zone del sisma cosa succede?
I cittadini sono arrabbiatissimi e al di là delle inaugurazioni a loro dire di opere incompiute buone solo per passerelle politiche, a molti mancano ancora banalmente gli allacci a luce, acqua e gas, la rete viaria è ancora piena di interruzioni e viene aperta solo a determinati orari, la rimozione delle macerie non è completa e anche la ricostruzione della casa di nonna Peppina, simbolo dell’incuria e carenza di umanità pubblica, non è mai partita!

Beh del resto l’Aquila e tutta l’area del “doppio cratere” a nove anni da quel sisma sono lì a dimostrare che l’ottusità e le lungaggini della burocrazia, unite alle assegnazioni di fondi sospette fanno più danni degli eventi naturali stessi.

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