La mancata eleganza dello struzzo

Il popolo italiano aveva un’innata eleganza. Abbiamo perso anche quella, per la strada, insieme alla consapevolezza del nostro passato, del nostro aver costruito una civiltà. Ad un certo punto abbiamo “abdicato” e perso quel potere che ci era naturale, maturato in secoli di storia. In nome di una finta  “libertà” abbiamo perso quell’eleganza innata. Siamo diventati sguaiati, arrivisti, lamentosi e abbiamo perso tutta la nostra cultura in nome di un mondo 3.0 che spesso neanche conosciamo se non tramite un cellulare di ultima generazione.9a1c9e16-3fad-4bc2-a8a0-9958ac1ec1e9_x365

La nostra eleganza era culturale nel senso più ampio della parola. Nelle università si studiava davvero e non in maniera nozionistica, i contadini avevano l’eleganza che derivava dal conoscere profondamente la  natura e il suo ciclo, l’eleganza veniva dal rispetto delle nuove generazioni per chi aveva insegnato loro qualcosa. Oggi basta guardare un qualsiasi talk in tv per comprendere che ormai l’abbiamo perduta; basta uscire per strada e guardare la gente.

L’osservazione è importante ma ormai siamo così concentrati su noi stessi che non abbiamo neanche il tempo per guardarci intorno. Luoghi comuni, come dire “ non ci sono più le stagioni di una volta”?  Non credo.  Possiamo capire che quell’eleganza non è perduta, che ritrovare l’orgoglio nazionale non è un NO all’apertura delle frontiere ma un viatico per il futuro. Come in un buon piatto dove  i sapori si mescolano ma all’assaggio escono fuori ad uno ad uno nella loro unicità e riconoscibilità. Dobbiamo ritrovare la nostra cultura, quella che qualcuno tenta in tutti i modi di affossare, là sta la nostra eleganza, sapere, conoscere ci rende migliori.

Il popolo italiano un tempo conosceva i propri governanti. Oggi le interviste e i sondaggi  parlano da soli: le persone non sanno chi li governa, chi è il loro Capo dello Stato, chi il Presidente del Consiglio, scambiano Renzi con Mattarella e qualcuno è rimasto a Napolitano.  Cosa mai potranno sapere queste persone della storia del loro paese o anche quella di altri. Che senso ha avere il cellulare ultima generazione e non sapere che ruolo ha avuto Giuseppe Mazzini nella storia patria o che la nostra costituzione fu redatta dall’Assembrela Costituente che ci mise quasi due anni a darle vita? a1946a

Che senso ha lamentarsi per il lavoro che non c’è ma andare a prendere l’aperitivo tutte le sere parlando del niente?  Siamo il popolo che legge meno libri e anche questo ha un suo peso, in troppi non sono MAI entrati in una biblioteca. Eppure abbiamo tanti buoni scrittori che usano ancora la nostra lingua in modo adeguato e corretto. Sono quelli NON “standardizzati” dalle grandi case editrici che oggi offrono la lettura facile, veloce, molto simile alle traduzioni dall’inglese perché sanno che il popolo italiano già legge poco e per giunta non ha più la cultura adeguata per farlo. Sanno che leggere è un atto che va fatto con l’anima, con le parole che ti entrano dentro e costruiscono esperienza e cultura e questo non deve accadere perché un popolo ignorante è più gestibile. Perdita di potere del popolo che perde la sua sovranità perdendo la sua cultura e quindi la consapevolezza del sé.

La nostra eleganza era la nostra cultura naturale e perdendo quella abbiamo perso l’eleganza. E l’abbiamo persa in ogni settore della nostra vita. Dal linguaggio sguaiato alla moda fino al rispetto dell’altro.

LOC_-presentazione-cd_la-costituente-loc-copiaMa possiamo riprenderci. Torniamo a “far salotto”, abbandoniamo il cellulare per un momento e parliamo con gli altri, andiamo a prendere l’aperitivo ma non restiamo ore in strada con il bicchiere in mano facendo finta di sapere davvero cosa c’è dentro. Andiamo a vedere una mostra di pittura, scultura, fotografia; e se vogliamo parlare di ciò che sta dentro a quel bicchiere andiamo in cantina, ascoltiamo il produttore, andiamo in vigna, partecipiamo alla vendemmia, leggiamo qualche buon libro sul vino e sulla sua storia. Se vogliamo parlare di politica riprendiamo in mano almeno  le pagine studiate (si spera) a scuola, aggiungiamo qualche nuova analisi e poi decretiamo. Se vogliamo decidere davvero se la nuova costituzione è adatta al nostro paese non fidiamoci di chi ci parla via etere (ha i suoi interessi!) ma rileggiamo quella che ci ha permesso di diventare un paese democratico e confrontiamola con quella proposta. Non abdichiamo ma combattiamo e non permettiamo che ci appiattiscano il cervello e ci tolgano la capacità di ragionare davvero.

Dentro un quadro, come dentro ad un libro o dentro un bell’articolo c’è un mondo da scoprire, sono una chiave che apre delle porte della mente e qualunque età voi abbiate è bene che ritroviate la vostra eleganza innata se siete italiani, e se non lo siete, che abbiate rispetto per il paese che vi ospita e che può insegnarvi ad averla. Come? Basta guardasi intorno, alzare gli occhi e vedere cosa hanno costruito per noi i nostri avi nei secoli, dai monumenti alle colline pettinate a dovere.

E non importa se vivete al Forte dei Marmi o nella Milano di oggi, se siete all’ombra di una cattedrale rinascimentale o in un casermone popolare costruito apposta per azzerare la vostra capacità di reazione, voi siate “eleganti” nell’anima. E se invece siete eleganti perché la vita vi ha inserito in un bel contesto familiare non fate come gli struzzi, non nascondete la testa nella sabbia e guardatevi intorno e diffondete  ciò che sapete con garbo e pazienza.

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Roberta.jpg[/author_image] [author_info]Roberta Capanni[/author_info] [/author]

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