La Meccanica dell’Amore di Alessandro Riccio al Comunale di Antella dal 10 al 15 marzo. Ne parliamo con Gaia Nanni

Il 10 marzo, al Teatro Comunale di Antella (Bagno a Ripoli, Firenze), arriva La Meccanica dell’Amore, spettacolo ‘storico’ di Alessandro Riccio, che vede protagonista, al fianco dell’instancabile attore/autore, la bravissima Gaia Nanni.

“La storia – spiega l’attrice fiorentina – è quella di Orlando, un anziano accumulatore isolato da tutto e tutti, che si vede costretto (obbligato dai servizi sanitari) ad aprire la sua porta all’ultimo ritrovato della tecnologia: un robot. Anzi, una cameriera robotica. Due mondi lontani anni luce si incontrano, dando vita a una storia delicata e piena di bellezza.

La Meccanica dell’Amore è uno spettacolo cult, una storia che, senza santi in paradiso, ha già incantato negli anni 8500 persone. Se non siete fra queste vi conviene venire, vi troverete in fila con chi ha già visto lo spettacolo tre o quattro volte e troverete una scusa per rivederlo ancora, ancora e ancora”.

Tu quindi sei la cameriera robotica?
“Sì, il Robot Chambermaid 7800, appunto una cameriera robotica tuttofare, che rivoluzionerà la vita di Orlando. Interpretare un Robot è stata una delle sfide più avvincenti della mia carriera. Il profondo lavoro di studio corporeo e vocale mi è valso la segnalazione ai Premi UBU nel 2013 come migliore attrice. È il personaggio a cui sono più legata e non smetterò mai di ringraziare Alessandro Riccio per aver pensato a me quel giorno”.


Altri progetti e spettacoli in programma?
“Ancora mille avventure! Mi aspettano tante repliche del mio monologo Gli Ultimi Saranno Ultimi, di Massimiliano Bruno, a giro per l’Italia. Ad aprile saremo una settimana a Roma, ma le date vicine e imperdibili per i lettori di Toscana Wow sono il 6 marzo al Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio, l’8 marzo a Casciana Terme, l’11 marzo a Castel del Piano, poi il 3 aprile a Ponte a Ema e il 4 aprile a Sinalunga. Non avete più scuse: dovete venire a farvi abbracciare”.

Il tuo sogno nel cassetto.
“Continuare a finire le mie giornate ridendo nel lettone con i miei figli; morti di sonno e di risate, con la lucidità che ci abbandona ed un giorno nuovo da scoprire all’alba”.
Info: http://www.archetipoac.it/.

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