La Toscana, Firenze, Pisa e l’Arno

Quante volte abbiamo parlato di quanto è stato fatto per l’Arno e cosa potrebbe accadere oggi a oltre 50 anni di distanza dalla grande alluvione del 1966?  Oltre gli spot politici che ci dobbiamo sorbire ogni tre per due, oltre alle suggestive mostre che ogni anno vengono allestite che ribadiscono il pericolo, resta il fatto che appena piove di più l’Arno ci ricorda il suo carattere torrentizio.

Intorno alle 12.00 di oggi alla stazione di controllo Firenze-Uffizi si aspetta l’ondata di piena ma intanto stamani la statale 67 è stata chiusa da Ellera a Pontassieve cioè tra i comuni di Fiesole e Pontassieve.
L’ Ema, il Mugnone, l’Elsa hanno esondato in diversi punti. Allagate campagne e scantinati.

Evacuata Cecina.

E’ inutile dare la colpa al clima. Perché Firenze di piene e di alluvioni ne ha viste di disastrose anche quando non esistevano auto e fabbriche inquinanti. Il 4 novembre del 1333, 1547, 1557, 1844, 1966. E non è da meno Pisa 1167, 1680, 1777, 1869, 1913, 1920, 1937, 1944, 1966.

Quindi occorre fare davvero qualcosa e quel qualcosa è fare molta attenzione a dove si costruisce a come si regola il fiume e i torrenti che ci affluiscono.

E se si fosse stanchi di questi balletti e di guardare preoccupati al meteo? L’Arno deve essere sicuro c’è troppo in ballo non ci possiamo permettere di perdere altre opere d’arte! Anche se va detto da quel momento le cose son cambiate in fatto di Protezione Civile per la salvaguardia anche di queste. Ma, come sempre, pare che qualcuno (politici) non abbia ben compreso l’importanza anche di questo ruolo. Insomma mettiamoci d’impegno!

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