Lavori di Via Gioberti: e a noi riangono i dubbi

buzzettaDopo il polverone sollevato dalle dichiarazioni del consigliere Francesco Torselli nello scorso consiglio comunale non sono mancate, nella tarda serata di ieri, le repliche dell’amministrazione che testualmente da nota ufficiale:

In relazione alla impresa subappaltatrice operante nel cantiere di via Gioberti gli uffici comunale precisano che i controlli previsti per legge ed effettuati sulla ditta aggiudicataria dei lavori hanno avuto esito positivo. Gli uffici aggiungono che “i controlli, in tema di antimafia, sulle imprese esecutrici che operano sulla base di contratti sottoscritti con l’Amministrazione nonché i loro subappaltatori vengono eseguiti da parte della Prefettura a seguito di specifica richiesta degli uffici comunali. L’impresa F.lli Buzzetta snc di Buzzetta Pietro e C. è risultata idonea ai controlli “antimafia” in quanto iscritta alla White List della Banca dati nazionale antimafia. L’Amministrazione ha pertanto operato correttamente secondo le procedure di legge”.
Gli uffici osservano infine che “l’impresa in questione è una società di persone, a cui la persona del menzionato Onofrio Buzzetta non partecipa in alcun ruolo e forma”. https://www.comune.fi.it/index.php/comunicati-stampa/gioberti-la-precisazione-degli-uffici-comunali

Era stata proprio una giornata frenetica quella di ieri in via Gioberti.
Fin dalle prime ore del mattino l’eco dell’inchiesta de www.ilsitodifirenze.it ripreso dalla nostra testata (http://www.firenzewow.it/lavori-di-via-gioberti-fra-dubbi-incertezze-e-cattivi-pensieri/) e poi con il primo tg della mattina anche dalle reti nazionali, ha fatto serpeggiare i dubbi e le paure nella via delle Cento Botteghe.
Dubbi e paure da una parte per il possibile ritardo o blocco dei lavori e poi dalla notizia sulla casuale parentela siciliana della ditta subappaltatrice.

Noi un giro in via Gioberti lo abbiamo fatto subito a caldo e gli umori era tendenti al nero. Da una parte c’è chi si è dimostrato scioccato e sconvolto dalla notizia, dall’altra chi dice che non è possibile “in fin dei conti gli operai sono bravi ragazzi educati che rispettano persino i tempi promessi ai negozianti per le gettate di cemento e non disturbare le attività” (come se c’entrassero qualcosa loro…) e chi infine, facendo spalluccia, si adegua e fa finta di non sentire e vedere purché i lavori si finiscano nei tempi promessi.

A noi continua a preoccupare al di là delle dichiarazioni di facciata il silenzio dei dirigenti comunali e della ditta assegnatrice. Il solo presidente del Quartiere 2 Pierguidi, sempre sul campo, non si è tirato indietro ed ha accolto subito le istanze e richieste di chiarimenti dei negozianti promettendo a breve un incontro con l’assessore e la ditta assegnatrice. Le associazioni di categoria invece minimizzano, sorridono e glissano parlano solo di una battaglia politica di Torselli.

Sarà ma a noi le cose continuano a non tornare e i dubbi (tanti) a rimanere alimentati dall’inchiesta giornalistica che continuano egregiamente a portare avanti i colleghi de Il Sito di Firenze.

Vero che come da nota del comune Onofrio Buzzetta non compare nella società che lavora a Firenze. E nessuno aveva mai affermato il contrario, nemmeno il consigliere Torselli in consiglio comunale (ed il video è in rete visibile a tutti).
Vero è invece che, come conferma un operaio della ditta sul cantiere di via Gioberti, intervistato nel video che Il Sito di Firenze ha pubblicato lunedì, la ditta che opera in Via Gioberti è proprio dei cugini del boss.
Sono quindi i parenti di Onofrio Buzzetta a fra le 100 botteghe e certamente non si possono dare ai figli le colpe dei padri (o dei cugini in questo caso). Ci mancherebbe. Ma dobbiamo rilevare altri aspetti di questa vicenda che lasciano dubbi e cattivi pensieri.

In primo luogo, Onofrio Buzzetta, secondo gli investigatori siciliani, è un imprenditore edile che nelle sue aziende riversava capitali di natura illecita.
Lo era almeno, fino alla condanna a 12 anni e 4 mesi dello scorso aprile, per tentato omicidio ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Su questa circostanza va inoltre rilevato come il certificato della White list della Banca dati nazionale antimafia sia datata 2017!

Onofrio era il titolare della Bocesm, un’impresa d materiali edili attiva fino al 2010, con sede in via Valle di Taio 40 a Monreale. Proprio allo stesso indirizzo della società dei fratelli Buzzetta (Pietro, Alessandro ed Emanuele) che oggi lavora in via Gioberti. E l’indirizzo delle due sedi è proprio quello dove nel marzo 2016 si sono presentati i carabinieri ad arrestare Onofrio Buzzetta nella maxi inchiesta sui clan di Villagrazia-Santa Maria di Gesù, e quella di San Giuseppe Jato.

La Bocesm non è più nelle mani dirette di Onofrio, perché nel 2011 la cede alla Track Mo.Ter che ha sempre sede in via Valle d Taio 40 a Monreale, e le quote passano a Giovanna Pannizzo che ne detiene la maggioranza, dividendo una piccola quota però con Teresa Buzzetta, che era la procuratrice speciale della Bocesm di Onofrio.

Ma c’è di più, perché spulciando le carte i colleghi scoprono che, l’impero edile dei Buzzetta si muove tutto all’indirizzo in cui Onofrio è stato arrestato e dove ha portato avanti per 17 anni la sua attività edile.
Infatti in via Valle di Taio 40 a Monreale, hanno sede anche la F.lli Buzzetta srl, società d lavori edili, intestata sempre a Pietro, Alessandro ed Emanuele, con la partecipazione anche di una quarta socia, Domenica Costa.
Allo stesso indirizzo ha sede anche la Rescavator, altra società di un Buzzetta, in questo caso Salvatore, che si occupa d preparazione d cantieri edili.
Sempre in via Valle di Taio, al numero 40, c’era anche la sede della Buzzetta Pietro, ditta individuale, che si occupava di lavori edili e stradali, che è stata aperta e chiusa nei primi sei mesi del lontano 2007.
Tra queste aziende, la Bocesm, proprio di Onofrio Buzzetta, la Track Mo.Ter, che ha rilevato la Bocesm, e la Rescavator, intestata ad un altro Buzzetta, hanno effettuato lavori per i comuni di Palermo e Monreale, anche con affidamenti diretti.

“Siamo ben felici che da Palazzo Vecchio ci informino che, in 24 ore, hanno effettuato tutte le verifiche richieste e che garantiscano per le ditte che stanno lavorando in via Gioberti” spiega il capogruppo di FdI, Francesco Torselli.
“Ma nonostante queste rassicurazioni, restano due dubbi irrisolti”.
“Perché Onofrio Buzzetta è stato arrestato all’indirizzo della ditta che sta lavorando in via Gioberti?” domanda Torselli che a Palazzo Vecchio chiede anche “che fine abbia fatto la norma, che fino a poco tempo fa l’amministrazione comunale inseriva nei bandi di gara, per favorire le imprese del territorio?”

Per cui, anche oggi la domanda resta sempre la stessa.
Perché i parenti di un boss mafioso lavorano in un cantiere del comune di Firenze?

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