Luca Elmi: La teoria del sangue giovedì 11 aprile al Cinema Odeon di Firenze

Luca Elmi presenterà a Firenze, al cinema Odeon, il suo ultimo cortometraggio, il thriller La teoria del sangue, insieme al film di cui è sequel, Non farai del male, è a YourBnB, altro corto.

Luca 7Ho conosciuto Luca Elmi, regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico, televisivo e teatrale, pochi anni fa a Rimini, in occasione dell’Amarcort Film Festival. Sintonia immediata a livello umano, gusti cinematografici molto simili (forse ci divide solo Clint Eastwood, ma sono quisquilie e pinzillacchere) e passione per il grande schermo a mille. Aggiungere che i suoi film mi sono sempre piaciuti è quasi pleonastico. Intervistarlo, quindi, è per me prima di tutto un piacere.
Anteprima fiorentina per il tuo ultimo lavoro La teoria del sangue: cosa racconta e perché Firenze?
La Teoria del Sangue è un film poliziesco – peraltro un sequel di un altro film di qualche anno fa -. Parla di due poliziotti e di un delitto commesso nel centro di Roma, ma anche di un ‘sottobosco del crimine’, di papponi e mignotte e di come spesso, nella nostra società, certe persone siano invisibili. È comunque una storia, che spero appassioni e soddisfi. L’anteprima a Firenze è venuta da diverse idee: prima di tutto è una delle città più belle del mondo ed è uno dei miei posti preferiti. Poi… ci sei tu! Sai bene che con te condivido una passione per una serie di registi, e comunque per il cinema in genere, e ho pensato che sarebbe stato divertente condividere anche una proiezione con un esperto insigne, che ama il cinema vero”.

La Teoria del Sangue 1Troppo buono! Le tre ragioni per cui dobbiamo accorrere a vedere La teoria del sangue.
“Ragione uno: è un corto, ma è un film poliziesco e racconta una storia. Ragione due: NON ANNOIA (scrivilo maiuscolo perché io di corti ne ho visti tanti e so quali siano le maggiori controindicazioni). Ragione tre: ci sono dei bravi attori, dei bei dialoghi, e il regista è di bell’aspetto! 🙂 Scherzi a parte… la vera unica ragione è che si tratta di un film di genere… non di uno sproloquio artistoide (con tutto il rispetto per gli autori di sproloqui artistoidi)”.

La Teoria del Sangue 2Nei tuoi lavori si respira spesso una grandezza emotiva di spessore e tensione, che siano thriller, film d’azione o drammi: da dove ti nasce questa capacità di creare l’adrenalina nello spettatore?
“Ti ringrazio molto per il complimento, che detto da te ha un valore particolare. Non so se sono veramente capace di creare adrenalina, ma certamente cerco di fare dei film che mi piacerebbe vedere come spettatore. Uno dei generi che preferisco è il cosiddetto ‘poliziottesco’, con l’aggiunta di un po’ di suspense. Sai bene che il mio regista preferito si chiama Alfred Hitchcock ed è quindi a lui che mi ispiro… o meglio direi che penso a lui quando giro. Quello che mi addolora è che sembra che il cinema italiano si sia dimenticato del film di genere. Io cerco sempre di ricordare che, senza un pubblico che ‘sente’ per i personaggi, il film non ha senso. È come una pantera chiusa in una gabbia coperta con un lenzuolo. Le storie vanno raccontate con la propria passione, ma vanno pensate per quelli che sono seduti in sala… se no il tutto diventa un’attività sterile”.

Luca 3Tu hai anche una vena ironica e autoironica assolutamente non trascurabile. Penso al video sulla prostata e ancora rido…
“Verissimo! Io amo la commedia di un amore altrettanto intenso. La verità è che però, quando si pensa al circuito dei festival (i cortometraggi vivono e muoiono con i festival, non ti racconto niente di nuovo), si sa benissimo che le commedie non sono particolarmente amate. In verità, nemmeno i gialli lo sono: i festival vogliono film che parlino del problema sociale, della condizione della donna, dei problemi dell’immigrazione e di tante altre cose che leggiamo sui giornali. Dopo un po’ di false partenze (i miei primi tre film erano commedie), si impara ad inventarsi delle storie che ci piacciano e che – possibilmente – trattino anche un problema sociale. Non parlo di piegarsi alle esigenze di una giuria, ma semplicemente di ‘inquadrare’ la nostra storia nella società che ci circonda. Il mio primo film drammatico si chiamava Non farai del Male… per me era un poliziesco, ma identificava anche il problema della violenza sulle donne. Non è stata una decisione conscia, ma è stata un’inevitabile conseguenza”.

Il Primo ReUna delle tue ultime azioni è stata la coproduzione de Il primo re, di Matteo Rovere, dove interpreti anche il ruolo di Maccus. Un film coraggioso e insolito, essendo in protolatino con sottotitoli. Perché oggi può venire in mente di realizzare un film così, peraltro molto valido e originale?
“Quando penso a questo film, mi viene da sorridere… perché è, sì, coraggiosissimo, ma allo stesso tempo è – ed ecco che ritorniamo a bomba – un film di genere. Noi negli anni ’50 e ’60 facevamo i cosiddetti peplum. Certamente Il Primo Re non è un peplum, ma è comunque – e aggiungerei vivaddio! – un film drammatico sulla fondazione di Roma che si stacca finalmente dalle solite drammedie che facciamo in Italia. La scelta del latino è stata coraggiosa, ma per me anche inevitabile. Far muovere degli attori in quell’ambito, direi quasi archeologico, e poi sentirli parlare in Italiano sarebbe stato deleterio. Il latino, o meglio il protolatino, suona veramente realistico, e aggiunge al film una qualità quasi da documentario. Come dicono in America, ti aiuta a sospendere l’incredulità. Insomma… ci credi! Quando ho visto il progetto del film, la decisione è stata immediata. Come si fa a non fare un film del genere?”

Non farai del Male 2Prossimi progetti e idee?
“Sai bene che voglio ASSOLUTAMENTE fare un cortometraggio – l’ultimo, giuro – sugli zombi. Ma, così come con The Prostate Song, siccome si tratta di un progetto comico voglio anche recitarlo. Sarà un film con lo stile di The Walking Dead, ma si svolgerà da qualche parte in Italia… che ne so, magari a Cesano Maderno oppure a Vertemate con Minoprio. Perché gli zombi devono esserci solo in America e in Italia no? Si intitolerà Luca vs. Zombies, e io farò un cowboy metropolitano lombardo con tanto di cavallo, che si trova circondato da centinaia di zombi e se ne deve difendere. Sto ancora cercando un vero perché (per me è la cosa più importante: perché fare un film) e poi siamo pronti alla pre-produzione! 🙂 A venire, spero un lungometraggio e forse la terza puntata delle indagini del Commissario Lorenzi, il poliziotto de La Teoria del Sangue”.

Luca 1Fatti l’autoritratto in tre righe!
“Guarda, forse la cosa più veloce è che tu scriva qui alcune parole dall’intro del mio sito internet: non mi immolo, non idealizzo, non mi metto in gioco, non discuto. Me ne fotto delle mode, me ne sbatto degli intellettuali. Io racconto storie…. e per me il viaggio è importante quanto la destinazione! Et voilà. Grazie mille per esserti preso il tempo di parlare con me! 🙂 “.
Grazie a te e ci vediamo tutti il prossimo 11 aprile all’Odeon di Firenze!

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