Maggio Musicale Fiorentino. Il casotto

Sembrava funzionare tutto bene dopo anni di problemi. Sembrava di aver imboccato la strada giusta. Poi la nuova  svolta. Cosa succede intorno allo sfortunato Maggio Fiorentino?

Sicuramente lunedì prossimo ne sapremo di più e il sindaco appena rieletto darà specifiche sull’accaduto. In attesa vi giriamo le domande che si è posta parte dell’opposizione.

L’ampio consenso raccolto alle elezioni poteva fare pensare a uno “Stato di grazia”. Dispiace constatare dopo poche settimane – sottolineano Ubaldo Bocci, Coordinatore Centro Destra e Roberto De Blasi, Capogruppo Movimento 5 Stelle – di dover parlare di “stato confusionale” del sindaco e della Giunta. Che prima parte con le quote sbagliate, poi si inventa un governo ombra che rischia di trasformare quello vero in una ombra di governo, poi in pochi giorni sbullona completamente la struttura del Maggio che aveva inaspettatamente trovato un assetto e una funzionalità capaci di garantire qualità artistica e autosufficienza economica. Dopo essere stato per decenni l’Alitalia dei contribuenti toscani. Via il sovrintendente, via il direttore musicale, una presidenza che il sindaco vorrebbe affidare a una personalità di chiara fama professionale e politica, salvo una probabile marcia indietro. Una vera e propria emergenza musicale e amministrativa. Per questo – proseguono Ubaldo Bocci e Roberto De Blasi – chiediamo al sindaco di congelare ulteriori iniziative riguardo al Maggio e alle nomine che ancora attendono, prendendo una pausa di riflessione che appare necessaria, e speriamo sufficiente, a non creare altri danni alla città. Chiediamo anche al sindaco di riferire alla prima seduta del Consiglio sullo stato del Maggio e delle Fondazioni, su cui la mano della politica comunale sembra aver giocato e giocare, al di là della riconosciuta qualità delle persone, una partita di pressioni e compensazioni da vecchia, vecchissima politica che – concludono Ubaldo Bocci e Roberto De Blasi – speravamo essere accantonata, soprattutto dai paladini del cambiamento”.

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