Mense (segue): il grande bluff

La “battaglia” o “guerra” delle mense scolastiche di Firenze è un problema che esiste o non esiste?
Il sospetto è che serva solo per far campagna elettorale.

mensa-scuolaTutto è iniziato con l’anno scolastico 2016/2017 quando è partito nelle scuole fiorentine il nuovo menù dall’impronta local. Sulla carta tutti entusiasti poi, al momento del piatto in tavola tutto è cambiato.
“Serve pazienza coi bambini. Non esistono cibi non buoni, esistono cibi che non piacciono semplicemente perché non conosciuti. Una mensa poi non è un ristorante gourmet e il rapporto tra cibo e infanzia è un tema serio e importante che non può essere lasciato all’improvvisazione”.
Parole di Vito Mollica del Four Seasons (Firenze – Milano) che consiglia le ricette della tradizione ed è in “mensa” nei comuni del Chianti all’interno del progetto “chef fra le mense”. Michelangelo Rongo del ristorante Aragosta (Livorno) di rimando: “occorre abituarli fin dai primi bocconi a sapori e consistenze e non arrendersi ai primi rifiuti”. Sulla stessa linea anche tutti i grandi nomi coinvolti in questo progetto fra cui Marco Stabile dell’Ora d’Aria (Firenze), Maria Probst de La Tenda Rossa (San Casciano Val di Pesa e il re della pizza napoletana Giovanni Santarpia (Firenze).

Pazienza, prodotti semplici della tradizione e non arrendersi ai primi rifiuti questa la chiave del successo. E in effetti così è stato anche per il nuovo menù delle scuole fiorentine.
All’inizio qualche malumore, poi tutto è filato liscio con buona pace di chi afferma altro.

Abbiamo ascoltato tutti in questi mesi: l’Assessore Cristina Giachi, i rappresentanti di tante scuole, i genitori “assaggiatori” e i genitori che non capiscono quest’attacco di pochi.
Le risultanze? Qualche difficoltà all’inizio – naturale come ci hanno dichiarato anche i grandi chef – poi tutto è filato liscio.
“Magari qualche centro cottura lavora meglio e qualche altro peggio e con questo si spiegano le differenze di scarti fra scuole che fanno riferimento a centri cottura diversi, ma anche nella chat che utilizziamo fra “assaggiatori” i problemi sollevati sono stati davvero pochi dopo un inizio un po’ in salita. Ma i problemi in realtà erano da ricercarsi al limite più nello sporzionamento e nella mancanza di contenitori termici” queste le parole di un commissario assaggiatore che, data l’aggressività di alcune mamme preferisce rimanere anonimo come senza nome vuole essere una mamma che ha il suo bimbo in una delle scuole enclave della protesta.
“La verità è che la maggioranza dei bambini spolverano tutto e solo alcuni fanno storie. Del resto come potrebbe essere altrimenti dato che sono figli di genitori che si scagliano platealmente in loro presenza con chi la pensa diversamente e polemizzano su tutto. Alcuni di noi ne sono intimoriti e non hanno neanche il coraggio di contraddirli…”

Anche nella nostra redazione sono giunte molte informazioni dopo il precedente articolo della collega Roberta Capanni peraltro esperta di chimica degli alimenti, dove ci venivano raccontate verità mai dette.
“Va tutto bene ma non lo si può dire sennò ci aggrediscono anche sui social. Ben venga una mensa attenta e sana”; “Non è vero che i bambini non mangiano, il mio è felicissimo e chiede sempre il bis e in classe sua spolverano tutti il piatto e fanno anche la scarpetta”; “Ma queste mamme che protestano perché non pensano a educare bene i loro figli?” e potremmo continuare ancora.

Per dovere di cronaca dobbiamo anche aggiungere che l’immagine di una presunta mezza porzione di secondo inviata alla nostra mail e l’immagine dello stesso piatto inserito sulla bacheca social dell’assessore Giachi negli stessi minuti denotava un chiaro gioco di prospettive che faceva intuire due quantitativi diversi.
Nell’immagine in nostro possesso si faceva vedere il poco (tre pezzetti di patate e due di arrosto) in quella postata all’Assessore si faceva vedere ancora meno. E’ bastato cambiare la prospettiva nello scatto per far diventare due i tre pezzi di patate e uno solo quello di arrosto.
Perché bluffare così platealmente? Poi se quel piatto non andava bene perché non farlo sigillare e spedire alla commissione anziché fotografarlo?

Ma veniamo alla tempesta in un bicchier d’acqua di oggi che sembra una abile mossa da campagna elettorale. E’ scesa in campo la politica sotto forma di Marco Stella coordinatore fiorentino di Forza Italia che accorgendosi adesso ad anno scolastico quasi alla fine del problema sale sul carro “delle mamme preoccupate per la reazione negativa dei loro figli al nuovo menu che vede la presenza di cibi non graditi.”
Così dopo il (fallimentare) tentativo di voler contare nelle scuole il fronte del sì per avere la contezza del problema il rappresentante politico ha preso la palla in mano e ha pensato bene, con alcuni militanti, di scendere in via Calzaiuoli per raccogliere firme contro il menù di Palazzo Vecchio. 400 firme ad oggi per ripristinare il vecchio menù nelle scuole.

Ma perché il conteggio nelle scuole è stato sospeso?
La risposta ce la danno alcuni genitori stessi: “quando i rappresentanti del no hanno visto che la maggioranza era soddisfatta del nuovo menù hanno pensato bene di far sparire i fogli e glissare sull’argomento” altri invece affermano che “nella nostra scuola i fogli non sono nemmeno entrati perché considerati inutili”.
E il conteggio fatto per strada che peso può avere dato che per strada passa chiunque? E’ Marco Stella stesso a rispondere sui social: “Siamo persone serie. Prendiamo le firme solo dai genitori e da chi conosce la tematica”. Ma come fare a saperlo? Chiedendo al genitore un documento che attesti l’iscrizione a scuola del figlio? E il conoscitore del problema come lo si riconosce? Domande a cui ci viene risposto solo: “Ma noi non siamo poliziotti”.

Vero, ma noi siamo giornalisti e cerchiamo di capire e non siamo messi in condizione di farlo.
Se domandiamo qualsiasi cosa alle mamme del no se va bene veniamo aggrediti e se va male pure insultati. Non vengono fornite cifre perché l’indagine conoscitiva è fallita e quella di Stella non po’ essere attendibile.
La sensazione vera è che si voglia con una ben fatta operazione mediatica far passare per l’esigenza di tanti l’esigenza di pochi.
Non entrando nella parte tecnica ben esplicata dalla collega siamo davanti a un grande bluff?

 

3 Commenti

  1. Io mi domando perche ci debba essere una guerra tra mamme. Infondo che i figli mangino bene è un interesse comune e poi ricordo che i pasti si pagano nn sono offerti quindi il fatto di tirare fuori le problematiche discuterne e cambiarle credo che sia molto democratico. Piuttosto nn capisco l interesse delle mamme che stanno in opposizione di questa vicenda “mense” a nn dare del mangiare più appetibile per i propri figli. Grazie e Salutia tutte le mamme

  2. Non so di quale bluff stia parlando
    Il problema purtroppo esiste e no. È certo sollevato da mamme isteriche perché vorrebbero rimpinzare i bambini di cTne rossa o tortellini .
    Ben vengano piatti salutari e alternativi alla mensa scolastica
    Ma purtroppo il menù proposto è troppo rigido per essere gradito al bambini e oltretutto inserito male
    Primo zuppa di cipolle secondo tortino di spinaci …
    Se si vuol educare i bambini facciamo magari un iato che gradiscono di il è un altro meno almeno non escono da scuola quasi digiuni abbuffandosi poi con panini e patatine ( sempre se il menù come fico è stato pensato per la salute dei bambini )
    All inizio le porzioni erano molto ridotte dobbiamo pensare che i bambini devono stare otto ore a scuola e devono avere energia altrimenti non ce la fanno
    Afessi tornerà il menù estivo che è anche peggio …
    Insalata come primo
    Fatto freddo. In peperoni e zucchine …
    Mi dispiacerebbe se venisse abbandonato questo progetto mensa perché poi si va allo scontro ed è inevitabile …
    Solo perché non ci è stato messo da parte della nutrizionista ( vegana e senza figli ) un po’ di comprensione e buonsenso
    Ascoltando quello che le mamme dicono …e cercare una soluzione ..
    Parlo così perché sono stata alla riunione e ho trovato maleducazione e scortesia
    Non certo funzionari preposto al dialogo .

  3. Mi ero persa questo vostro articolo, grazie Nadia di avermelo fatto vedere. Come ho scritto anche io sul mio blog, è assurdo non capire quanto sia importante far mangiare bene i nostri figli. Senza essere talebani del veg friendly, limitare le proteine animali è importante. Per la salute futura di tutti noi.
    Abituarli ai nuovi sapori puo’ non essere facile ma sicuramente è nostro dovere.

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