Nelle scuole di Firenze si getta cibo buono

Non è solo immorale gettare cibo buono nella spazzatura è anche vietato per legge. Ma nelle mense scolastiche di Firenze si fa! Perché?

20181010_170149EE’ stata una delle leggi più attese degli ultimi anni quella contro lo spreco alimentare. Una legge bipartisan che ha trovato d’accordo tutti e che è diventata tale il 14 settembre 2016. E’ conosciuta anche come “norma antisprechi” ma porta il nome del suo relatore l’onorevole Maria Chiara Gadda.

Il suo scopo è ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera agro-alimentare, favorendo il recupero e la donazione dei prodotti in eccedenza e dal 2018 il suo ambito di applicazione è stato 20181010_170154ampliato: oltre ad alimenti e farmaci è possibile donare anche prodotti per l’igiene e la cura della persona e della casa, integratori alimentari, biocidi, presidi medico chirurgici, prodotti di cartoleria e cancelleria.

Con alcuni numeri è possibile dare un valore economico allo spreco alimentare. In Italia esso vale quasi 16 miliardi di euro all’anno, circa l’1% del PIL del Paese!
Secondo il
Banco Alimentare nel primo anno in cui la legge è in vigore (ottobre 2016-settembre 2017), le donazioni di eccedenze alimentari sono aumentate del 21,4%!
U
n importante recupero di eccedenze che contribuisce, anche se solo in parte, ad alleviare le sofferenze di chi è più bisognoso. Tanti dato che dalle rilevazioni Istat nel dicembre 2017, sono 18 milioni gli italiani a rischio di povertà ed esclusione sociale.  L’Italia è inoltre, in valore assoluto, il paese che ha più poveri in Europa.

Non solo. Lo
spreco ha effetti negativi economici, ambientali e sociali e rappresenta uno dei temi più importanti correlato al concetto di sostenibilità. Sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari e si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo pari a circa 1/3 della produzione totale destinata al consumo umano (dati Fao).

In
Toscana sono invece 53.000 le famiglie che vivono in condizioni di 20181011_162138povertà assoluta, complessivamente 119mila persone che non dispongono di risorse primarie per il sostentamento umano.
Pane Quotidiano cerca di contrastare la povertà e lo spreco nella città di Firenze e grazie a un’intesa,
il cibo invenduto prodotto da bar, ristoranti, tavole calde, mense private e pubbliche viene raccolto per essere donato alle persone in difficoltà. Anche il polo fieristico della Fortezza da Basso col Catering Gerist hanno una loro “filiera” di recupero, la Food for good e quindi la città appare virtuosa, appare appunto….

Nelle mense scolastiche della città cosa succede?
Nell’anno scolastico 2016-2017 era partita l’iniziativa ‘Avanzi-amo‘, progetto che – secondo ammissione dello stesso assessore Giachi – stenta a superare la fase sperimentale per la difficoltà di trovare soggetti che si incarichino della raccolta e del trasporto del cibo per il recupero alimentare.
Ebbene sì, il cibo scartato dalle mense scolastiche fiorentine, un terzo di quello servito, finisce nell’immondizia.
Il protocollo con le associazioni legate alla Caritas, che hanno recuperato dalle mense scolastiche gli alimenti poi distribuiti nelle mense caritatevoli, non è stato rinnovato. Perchè?
E perché il comune di Firenze non riesce a trovare partner dato che dovrebbe essere un faro, specie verso le nuove generazioni dato che,
se aumentano le donazioni diminuiscono i rifiuti e i relativi costi per lo smaltimento e migliora l’ambiente?

Perché vergognosamente i cassonetti vicino alle scuole fiorentine strabordano di cibo buono e addirittura con date di scadenza lontani!?
Possibile che nelle scuole fiorentine non solo non si sappia leggere un’etichetta e quindi capire la differenza fra “consumarsi entro” e “consumarsi preferibilmente entro” ma non si sappia proprio leggere dato che si getta pane buono ancora per tre giorni!

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