Protezione Civile. Quando i processi sotterrano le vittime

Giorno di commemorazioni a Firenze per ricordare la tragica alluvione del 1966 col capo dipartimento Protezione Civile Borrelli. Alcune riflessioni a margine vengono però naturali dopo le dichiarazioni del sindaco Dario Nardella.

Il sindaco di Firenze a margine del suo intervento in Consiglio Comunale si è soffermato sulla responsabilità dei sindaci in caso di calamità. Lo ha fatto lamentandosi non troppo velatamente del fatto che i suoi colleghi delle città hanno subito disastri siano finiti spesso indagati rispondendo in prima persona in tribunale delle morti avvenute.

Ci mancherebbe altro!

Forse il sindaco Nardella non sa che, più di una volta, in occasione di allerte o emergenze ci è capitato di intervistare dei suoi colleghi e ci siamo bellamente sentiti rispondere: “domandate al responsabile di Protezione Civile”.
Ergo alcuni sindaci non sanno nemmeno chi sono e cosa devono fare? Questo ė gravissimo. Ed esempi evidenti in tal senso ne abbiamo avuto anche recentemente; meno male in questo caso si trattava solo di una esercitazione.

Alcune riflessioni quindi vengono spontanee.
Il sindaco nel ruolo che ricopre ha responsabilità nella tutela della sicurezza e della salute dei cittadini e quindi non comprendiamo perché Nardella si debba irritare del fatto che i suoi colleghi che non hanno fatto proprio il loro dovere in caso di calamità siano stati processati e abbiano subito condanne.
Anche se a dire il vero in pochi hanno alla fine pagato come dovevano.

Il sindaco fiorentino forse ignora che alcuni suoi colleghi sono inconsapevoli della responsabilità a cui sono chiamati per ruolo?
Puó darsi… Sarebbe meglio peró non difendere l’indifendibile. Spalleggiare colleghi che non sanno chi sono ma sono maestri nel rimpallare ad altri la responsabilità perché l’ignoranza o l’irresponsabilità possono trasformarsi in complicità.

Nardella ha citato i processi subiti dagli (ex) sindaci di Genova, Livorno e Olbia. Una gogna mediatica a suo dire. Assolutamente no, un atto dovuto verso morti evitabili.
Noi nella nostra riflessione aggiungiamo anche l'(ex) sindaco di Messina per la tragedia di Giampilieri e quello di Sarno.

Prima di andare a vedere nel dettaglio come sono finite quelle tragedie aggiungiamo che troviamo anche gravissimo che in tanti comuni non esistano strutture tecniche organizzate e professionali a supporto del sindaco.
Troviamo gravissimo che molti sindaci non comprendano fino in fondo la necessità di dotarsi di questo tipo di strutture dirottando magari i fondi necessari alla sagra di turno e poi le responsabilità ad altri. Ma su questo ci torneremo.

Quanto ai colleghi citati da Nardella ricordiamo brevemente cosa gli ha portati in tribunale indignandosi non perché hanno subito processi ma per come sono andati quei processi, alla faccia delle vittime.

SARNO, 6 maggio 1998, 160 vittime
L’ex sindaco Gerardo Basile viene accusato di omicidio colposo plurimo e viene giudicato non colpevole nei primi due gradi di giudizio. Sentenza annullata in Cassazione e rimandata alla Corte d’Appello per un nuovo processo concluso con la condanna a 5 anni di reclusione, confermata in Cassazione, ridotta a 3 anni per l’indulto del 2006 mentre i restanti due anni sono stati scontati in regime di affidamento in prova ai servizi sociali.

GIAMPILIERI, Messina. 1 ottobre 2009. 37 vittime
L’ex sindaco Giuseppe Buzzanca viene accusato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose.
Assoluzione per il Sindaco e gli altri imputati fra amministratori e funzionari  e nessun risarcimento per i parenti delle vittime.

OLBIA.18 novembre 2016. 13 vittime
L’ex sindaco Gianni Giovannelli accusato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, disastro ambientale e mancata attivazione delle procedure di allarme è stato assolto in primo grado. E’ in corso il processo d’appello

GENOVA, 4 novembre 2011. 6 vittime
L’ex sindaca Marta Vincenzi accusata di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso, lesioni colpose e di aver fabbricato il verbale truccato che modificava la ricostruzione degli orari di esondazione, alleggerendo le responsabilità dei vertici di comune e protezione civile per non aver chiuso le scuole nonostante fosse stata diramata l’allerta 2 e con tempestività le strade è stata condannata in appello a 5 anni. E’ in corso l’appello bis che sicuramente ridurrà le pene.

LIVORNO, 10 settembre 2017. 8 vittime
L’ex sindaco Filippo NogarIn è accusato durante il processo in corso di omicidio plurimo colposo per non essere stato in plancia di comando al momento dell’emergenza
e non aver alzato il livello di allarme meteo nonostante il maltempo fosse stato in parte previsto.
La colpa più grave di Nogarin è però aver smantellato un mese prima dell’evento l’ufficio comunale preposto alle emergenze. Lo ha fatto trasferendo Leonardo Gonnelli, di mestiere geologo e per 11 anni alla guida della macchina delle emergenze dell’amministrazione all’ufficio mobilità…

Tante vittime, molte responsabilità, tante negligenze e leggerezze e pochi hanno pagato. Non capiamo quindi Nardella.


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