Pietre d’inciampo e leggi razziali

Pietre d’inciampo. Cosa sono? Sono pietre che nascono da un’ iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, partita qualche anno fa, in memoria di quanti a vario titolo (ebrei, politici, militari, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili) sono stati deportati nei campi di sterminio nazisti.

Pietre d’inciampo, “pietre” sul selciato diverse dalle altre, in ottone con incisi i nomi dei deportati nei campi di sterminio nazisti; 61.000 per ora quelle installate in tante città europee.

Ora la consigliera regionale del Pd Titta Meucci, ha portato una mozione  in Consiglio che sarà discussa: obiettivo  diffondere l’iniziativa in tante altre città toscane, visto che ricorre l’ottantesimo anniversario della firma del del Regio decreto-legge “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista”, che fu il primo atto di un sistema di norme antisemite,  decreto fu firmato proprio in Toscana, nella tenuta di San Rossore.

Le pietre d’inciampo sono collocate dove abitavano queste persone, dove sono state prelevate e condotte verso il  loro tragico destino. Chi le guarderà? I ragazzi?

“La valenza etica e culturale dell’installazione delle “pietre d’inciampo” – si legge nella mozione – è tale che da parte di alcuni Uffici Scolastici Regionali sono stati predisposti specifici progetti rivolti agli istituti scolastici, in relazione al grado scolastico, finalizzati a dare la possibilità agli studenti di partecipare alla progettazione ed alla realizzazione di percorsi didattici, atti alla costruzione di specifici eventi attorno alla posa delle pietre, e successivamente al mantenimento ed alla cura delle medesime; gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado possono essi stessi, opportunamente affiancati e supportati, identificare e indicare nuovi nominativi a cui poter dedicare una pietra d’inciampo”.

Firenzwow si pone una domanda: tutto questo serve davvero? Non vogliamo essere troppo realisti ma crediamo che forse ci vorrebbe qualcosa di più concreto per arrivare al cuore delle nuove generazioni. basta chiedere a chiunque abbia visitato un campo di sterminio per capire che è in quei luoghi che si percepisce tutta la vera drammaticità degli eventi. Sarebbe invece utile mettere l’obbligo che nel corso degli anni scolastici tutte le scuole debbano  portare i ragazzi a Auschwitz e Birkenau per esempio ma non in gita, come oggi ha ben sottolineato la Senatrice a vita Liliana Segre parlando agli studenti italiani che si sono ritrovati al teatro degli Arcimboldi a Milano.download

Può una pietra attirare un ragazzo e ricordargli cose che non ha visto e vissuto nemmeno nei ricordi di famiglia? Forse è necessario l’incontro con  chi si ritiene diverso, forse è utile far avvicinare ai ragazzi  le persone più bisognose, distrali  da “aggeggi” che li catapultano in realtà virtuali fatte di  scontri, battaglie, fughe rocambolesche,  scene fantastiche, macabri incontri e molto altro. Sono le pietre d’inciampo il modo che crescendo i nostri ragazzi non mettano la maglietta con l’effige di Anna Frank per andare a “sfottere il nemico” allo stadio?

La storia si fa anche nel momento in cui si vive e non è guardando sempre e solo al passato (camminandoci sopra come in questo caso) che si crea un futuro migliore.

Come sempre: vi lascio alle vostre riflessioni. Respirate, liberate la mente e il cuore, toglietevi  dalla mente “son di destra” o “son di sinistra” e meditate gente, meditate.

R.C.

 

Roberta Capanni

 

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