Pitti Uomo: l’arte del cappello

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Pitti Immagine Uomo: tra eleganza e praticità contemporanea. Il cappello che non tramonta ma si adegua.

L’intervista alla stilista e l’ispirazione del viaggio.

Pitti Immagine Uomo torna con l’uomo elegante, con la barba curata, il panciotto ma pieno di colore, come l’arancio e soprattutto il bluette e… con il cappello. E proprio del cappello vogliamo parlare perché se da una parte abbiamo visto nei mesi scorsi la chiusura di uno storico marchio dall’altra  si nota che l’accessorio che fa subito eleganza gode di ottima salute e diventa un pezzo immancabile nel guardaroba dell’uomo di oggi.

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Per questo siamo andati nello stand di Doria  1905, marchio nato a Lecce ai primi del ‘900, che da sempre ricerca qualità abbinata ad eleganza e praticità.  Coppole, trilby, cloche, berretti, caps, fedora in morbidi tessuti, facilmente ripiegabili e gestibili, adatti allo stile e ai tempi contemporanei.

Perché il cappello deve adeguarsi ai tempi di vita di oggi, deve rispondere alle esigenze di praticità richieste senza dimenticare l’eleganza. Doria, collezione dopo collezione, ci ha abituato ad un oggetto “del desiderio”,  dove maschile e femminile si incontrano in forme, tessuti e colori che esaltano l’abbigliamento.

Abbiamo intervistato  chi si dedica a queste creazioni  per saperne di più sulla novità della stagione come  i caldi cappelli antipioggia, leggerissimi realizzati in “THINDOWN”, il primo e unico tessuto al mondo in vera piuma e su tutte le altre proposte allo stand di Doria1905.

Il tema che ispira la collezione è il viaggio, quello lungo, lento, godibile, che emoziona e  che richiede eleganza e praticità. Come ci racconta la stilista Alessandra Maregatti, che racconta di come Doria “sia sempre un grande viaggio.SHIRLEY & SHERLOCK Doria1905 FW18

“Ci siamo ispirati ad un viaggio sull’Orient Express, in mezzo anche a personaggi del cinema. Oggi il cappello è importante proprio perché il mondo corre veloce ed ha bisogno di un cappello che sappia correre e andare veloce. Per questo moltissimi dei nostri modelli sono arrotolabili e tascabili e quest’ anno abbiamo un modello che è realizzato  con un cinturino in cuoio impunturato tipo selleria che si arrotola e si appende al manico della borsa quindi non c’è neanche più di metterlo in tasca! Diventa un oggetto che fa bellezza ma allo stesso tempo è praticità. Così come i cappelli tascabili, impermiabili , caldissimi perché con un velo di piuma d’oca, un cappello leggero che non si sente in testa come in tasca. Questo è il cappello di oggi.

I giovani e il cappello. Quale rapporto hanno?

Il rapporto è di moda non guarda molto la praticità. Per questo i nostri pezzi più colorati, creati per loro, hanno uno studio diverso alla base che avvolge più la sfera dell’apparire anche se poi la praticità Doria non la dimentica mai.

TITANIA TooDoria1905 FW18La qualità del tessuto quanto è importante per la struttura di un cappello?

Un buon tessuto è fondamentale  perché le fasi di costruzione di un tessuto partono dalla adesivazione del tessuto, se il tessuto  non ha una buona struttura rende male, si formano delle bolle e dopo il cappello non tiene la forma. Per noi, che dopo averli lavorati  li stiriamo su forme in legno a mano, questo è ancora più importante perché il vapore che viene utilizzato in quel momento, se il tessuto non è buono, non permette di ottenere un buon risultato. Il fatto che quando li mettiamo in tasca  poi tornino in forma perfetta dipende soprattutto da questo. Quindi la qualità del tessuto è la base di un buon cappello e per questo  i nostri tessuti sono selezionati da  fornitori italiani di alta gamma.

La scuola  accoglie sempre tanti studenti che vedono nella moda la via per il loro futuro. Quanti si dedicano fin da subito al cappello?

Nel lavoro ho avuto modo di incontrare tantissimi giovani e devo dire che  la maggior parte aveva scelto un’altra strada nel campo della moda poi facendo lo stage da noi si sono appassionati. È, infatti, una passione che nasce scoprendola, difficilmente si ha subito anche perché in  realtà non esistono scuole specifiche. Quando poi nasce è una passione che non si abbandona perché l’arte del cappello è una cosa  a se stante.

 

Roberta Capanni

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