Popcorn: giocolerie e fantasia al Teatro di Rifredi

Oggi e domani, al Teatro di Rifredi di Firenze, altre tre repliche di Popcorn, primo appuntamento di questa stagione con la rassegna International Visual Theatre: uno spettacolo per tutte le età e per ogni latitudine, messo in scena da Les objets voltants, compagnia francese di punta del Nouveau Cirque.

Gli anni ’90 incombono ancora nel nostro presente e riandare a quel tempo di attesa del nuovo millennio, per Jonathan Lardillier e Jean-Baptiste Diot, i due allievi della prestigiosa scuola di arti circensi Académie Fratellini protagonisti sul palco, significa incontrarsi in un terreno comune di passioni e manie: un rendez-vous prodotto dalla creatività del regista Denis Paumier, che genera dal nulla uno spettacolo poeticamente geometrico.

popcorn_isabelle_bruyère_9È un hortus conclusus il loro, uno spazio fatto di mobili componibili e scomponibili, scapigliato da un perenne movimento (stile serata futurista), plasticamente attorniato da sonorità diverse e improvvise, sinteticamente rappresentato nelle linee, un po’ immaginarie, un po’ visivamente reali, che si formano nel pulviscolo a seguito del sincronico sfarfallare di anelli, birilli e palline, un hortus conclusus animato dall’ironica e leggiadra fisicità dei due giovani e instancabili virtuosi dell’acrobazia, grazie al quale ti sovviene di tutto…

Si risveglia il gusto dello stupore, sentimento che sempre neutralizza la negatività del torpore, della rassegnazione, dell’autolimitazione.
Si agita la sana invidia verso chi, del proprio corpo, ha fatto giocattolo e intrattenimento, donandosi in un felice e benefico “sacrificio umano” per la gioia e lo stropicciarsi gli occhi del pubblico in sala, attento, curioso, partecipe.
Si rialzano gli zerbini e i tappeti che albergano comodamente in ogni casa, luogo, rifugio, e, dall’apparente sotterranea polvere, riemergono echi che solo il movimento puro può evocare.
Si torna a guardarsi dentro e, nel caso di chi scrive, le invidiabili traiettorie disegnate dall’abilità di Jonathan Lardillier e Jean-Baptiste Diot indirizzano, come inspiegabili dardi, ad alcuni versi scritti una trentina di anni fa e pubblicati a terzo millennio avanzato: “Pitagora e i rapporti numerali/ottava quinta e quarta son la storia/di corde che vorrebber melodia”.

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Versi che parlano di relazioni e interscambi fra cifre, proporzioni e note musicali, di concetti, vale a dire, non troppo distanti da questo spettacolo. L’associazione libera di idee e pensieri ha saputo orientare i neuroni: la melodia, la musica, il movimento, la matematica, le leggi della fisica, la poesia, il ritmo, nascono infatti tutti dal fattore umano, che in Popcorn, diventa simbolo e incarnazione delle piccole e grandi geometrie che attraversano e toccano le mille sfaccettature di questo diamante sferico che chiamiamo mondo.

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