Progetto Arno. Il mistero del progetto di attualizzazione

Una delle conferenze stampa del Sindaco più attese dell’anno si è svolta pochi giorni fa in Palazzo Vecchio. Si dovevano illustrare le prime bozze di quello che nella scorsa campagna elettorale è stato il cavallo di battaglia del sindaco Nardella: ovvero il Progetto Arno rispolverato dopo 37 anni di oblio.

Ogni Sindaco del resto è giusto che abbia i suoi sogni nel cassetto per il bene della città. E quello di Nardella è senz’altro il Progetto Arno che lo ha “fulminato” in un interessante dibattito sul tema avvenuto presso il Dipartimento di architettura sostenibile dell’Università di Firenze (Das) alba della campagna elettorale.
In quell’incontro della scorsa primavera fu proprio l’architetto Claudio Cantella a raccontare di come nacque quel suo progetto pensato, ideato e poi raccontato e condiviso da lui, all’epoca 29enne all’amico e collega Richard Rogers durante un incontro a Venezia.
“Rogers a Firenze c’era nato e così abbiamo iniziato un percorso insieme”.

Noi di Toscana Wow siamo andati a sentire nel suo studio proprio lui, l’architetto Cantella per cercare di capire come quello che è stato per anni il più grande progetto di Firenze, opera della sua visionaria intuizione “il mio progetto della vita” ribadisce, sia stato tirato fuori dal cassetto del Sindaco di Firenze in cui era rinchiuso dall’epoca di Primicerio, cancellando però il nome del suo ideatore.
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La sua assenza era quella che più si sentiva in conferenza stampa, non a caso il Sindaco lo ha citato scandendo il suo nome a mo’ di spelling. Forse anche lui aveva intuito che c’era una nota stonata?
Quella di Cantella un’assenza giustificata perché malato? Del resto fu proprio lui a illustrare quel suo progetto all’Università alla presenza anche del sindaco Nardella che era in platea.

Allora perché, fin dalle prime battute dei due ospiti inglesi dello studio Rogers Stirk Harbour – che per una mezz’oretta si sono fatti (gratis) un bello spot davanti a tutta la stampa fiorentina delle loro attività in giro per il mondo mentre il pubblico già rumoreggiava – sia sparito il nome Cantella davanti a quello Rogers?

Perché siamo arrivati al progetto Arno senza il suo ideatore? Perché abbiamo assistito anzi solo a una semplice serie di suggestioni?
Quella vista del resto è poco più della versione digitalizzata del progetto chiuso da 37 anni nei cassetti del Sindaco di Firenze che chi scrive ha avuto la fortuna di ammirare “china su carta come si faceva ai tempi” nello studio di Cantella.
L’architetto Stephen Spence che ha parlato di quel progetto, di quando era a Firenze con Rogers… m’interrompe Cantella “Francamente non ho mai avuto il piacere di conoscere questo collega, anzi non so chi sia” risponde.

E il mistero si fa sempre più fitto.

ARNO-schizzo-IIn sala, durante la presentazione degli inglesi i giornalisti fanno domande: “Tempi? Costi”. Risposte vaghe. L’attualizzazione del progetto Arno del Sindaco che prevede un allargamento verso est e ovest, da Rovezzano alle Piagge per intendersi pare davvero solo una serie confusa di schizzi suggestivi.

“La mia idea – racconta Cantella – era quella di restituire Firenze al suo fiume. Forse i tempi non erano ancora maturi. La ferita dell’alluvione ancora da risarcire. Eppure il progetto, che non riguardava solo Firenze ma tutta l’asta fluviale non solo piacque ma fu fatta sua dall’amministrazione.”
Venne infatti approvato con tanto di delibere e atti esecutivi e fu particolarmente amato dai sindaci Alessandro Bonsanti e Massimo Bogianckino. Fino ad oggi giaceva negli archivi comunali perché evidentemente nelle campagne elettorali i candidati sindaci non lo avevano ritenuto idoneo a scatenare l’appeal necessario per qualche voto in più.
In tempi recenti ad esempio abbiamo visto che le Grandi Cascine e la riqualificazione dell’area San Salvi hanno prodotto molte ics sulla scheda elettorale, per poi rimanere poco più di belle suggestioni.

Claudio Cantella con serenità nel suo studio continua a parlarci e a conquistarci. Bello essere al cospetto di questo artista che con la  semplicità di chi sa, con l’ironia dei grandi e un’educazione d’altri tempi si prende la paternità di ciò che è suo senza urlare o pretendere.
Del resto lui è abituato a fare e non a suggestionare. Non potrebbe sennò essere oltre che architetto, progettista, artista a tutto tondo (pittore e autore di testi musicali).

Il mistero rimane. Il progetto di attualizzazione dell’Arno presentato dal Sindaco quindi manca di un pezzo. Quello più importante.

La digitalizzazione dei suoi schizzi del resto lascia perplessi e adesso abbiamo capito perché. La questione che più inquieta è la parte idraulica e l’idea della passerella per attraversare il fiume all’altezza di San Niccolò.
“Ideai il ponte affondabile mobile – quasi un gioco lo definisce – proprio perché la passerella fissa fu subito scartata. Gli esperti, il nostro consulente idraulico Enrico Bougeleux e il professor Ignazio Becchi eminente idraulico allora membro della Commissione Grandi Calamità si resero conto infatti che alla prima piena la passerella sarebbe stata spazzata via con effetti devastanti e nel peggior dei casi avrebbe fatto una diga a San Niccolò.”

“Dopo questa “attualizzazione” posso solo dire che mi sento offeso come cittadino perché  sicuramente il Comune avrà dovuto investire per avere le grafiche dei miei schizzi che se mi fossero stati solo chiesti avrei dato gratis alla mia città!”

E il mistero diventa un cattivo pensiero pensando al colpo di bianchetto che ha cancellato il nome C A N T E L L A come scandito dal sindaco dalla pratica Arno quando apprendiamo che l’architetto ha gravitato nelle liste del Movimento Cinque Stelle, a nostro avviso semplicemente per osservare da vicino la ventata di nuovo italiana e per poter portare avanti il suo progetto Arno. Questa la causa della sua esclusione? Forse assisteremo a una tardiva riabilitazione in nome di un’alleanza governativa?

Eppure il suo progetto è ancora oggi valido. “Ho continuato a migliorarlo negli anni e ad attualizzarlo senza mai aver perso l’amicizia con Richard Rogers che adesso non sta bene.
Richard – conclude Cantella – non avrebbe mai permesso tutto questo. Non so cosa sta accadendo. Con lui abbiamo stretto una lunga amicizia basata su un legame intellettuale e amicizie internazionali comuni”.

Se amate l’Arno dalla sorgente alla foce,  seguiteci del progetto Cantella- Rogers parleremo ancora.

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